Non vendete gli asini

L'arte di complicare le cose semplici è l'esercizio preferito di economisti e faccendieri prestati alla politica.

28 Novembre 2011
Tutti sanno che nella nostra economia c'è qualcosa che proprio non funziona, ma non abbiamo né concetti, né sufficienti metafore per invertire la rotta. In un mondo svuotato di immaginario, ci sono delle favole che possono spiegare alcuni meccanismi meglio di tante analisi politiche. Da un po' di mesi sui social network gira una storiella, che invita a non vendere gli asini. Che strana roba! Cosa significa? Vale la pena raccontarla, con l'aggiunta di qualche ritocco e un finale tutto a sorpresa.

Un uomo in giacca e cravatta apparve un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a 100 euro in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi. Perché avrebbero dovuto vendere gli asini? Tuttavia ci fu un gruppo di loro che accettò l'offerta e se ne tornò a casa con il portafoglio gonfio. L'insolito faccendiere tornò anche il giorno dopo, e questa volta offrì 150 euro per ogni asino. Di nuovo, tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì addirittura 300 euro a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, l'uomo annunciò che la settimana successiva avrebbe acquistato asini alla cifra esorbitante di 500 euro, e se ne andò dal villaggio.

Il giorno immediatamente successivo, però, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie a 400 euro l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 euro, nei giorni che seguirono tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per fare ciò, si indebitarono con la banca. Ma come era prevedibile, i due uomini d'affari, con le tasche piene, fuggirono in un paradiso fiscale, mentre gli abitanti del villaggio si ritrovarono degli asini senza valore e debiti fin sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Ma il valore dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati e affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.

Nonostante tutto ciò, il faccendiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, un suo caro amico e primo assessore). Quest'ultimo, però, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio né quelli del Comune. Così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi d'interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che anche volendo non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo, poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.

Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per l'ambiente, per la sanità. Venne innalzata l'età di pensionamento e vennero licenziati tanti dipendenti pubblici, si abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Atti inevitabili, dicevano, promettendo di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Il banchiere e i due truffatori si stabilirono in una lontana isola felice, e promisero di fare i benefattori, finanziando la campagna elettorale del sindaco uscente.

Ma cosa fecero gli abitanti del villaggio? Come riuscirono a sopravvivere? Riuscirono a capire l'inganno in cui erano caduti?  Questa storia non è ancora finita... A noi continuarla.

Articolo tratto dal mensile Terra Nuova - Dicembre 2011 disponibile anche nella versione eBook.

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di Dario Scacciavento

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