PerSo Film Festival, il cinema sociale dà spazio alla disabilità mentale

Differente, non indifferente: questo il motto del PerSo Film Festival di Perugia, la rassegna di cinema sociale che giunge quest’anno alla sua IV edizione. Ad osservare e giudicare film e documentari dedicati alla realtà ci saranno anche due giurie speciali composte dai detenuti di Perugia-Capanne e dai migranti ospiti a Perugia.

07 Agosto 2018

Undici giorni di Festival, cinque categorie di concorsi e oltre 60 titoli nazionali e internazionali in programmazione. In calendario anche workshop e incontri disseminati per la città oltre che nelle quattro sale cinematografiche del centro: è il programma del PerSo Film Festival che mette anche in palio 20.000 € di premi per diverse tipologie di concorso. Le proiezioni sono gratuite.

“Il Festival nasce grazie alla fondazione La città del Sole, una realtà guidata da Stefano Rulli che si occupa di costruire percorsi di vita a persone con disabilità psichica e mentale che sarebbero a forte rischio di istituzionalizzazione” spiega Luca Ferretti, coordinatore e programmatore del Festival. “Il focus di quest’anno è la malattia psichica anche perché con il 2018 si celebrano i 40 anni della legge Basaglia. A questo proposito ricordo due film importanti come “Un silenzio particolare” con la regia di Stefano Rulli, che ha vinto il premio Donatello, e il film “Sto lavorando”con la regia di Daniele Segre girato ad Assisi tra un gruppo di lavoratori alle prese con la cassa-integrazione, per la crisi post-terremoto che ha messo in ginocchio il turismo in Umbria. Tra i lavoratori ce n’è uno un po’ diverso: Matteo, un ventenne affetto da seri problemi psichici.
“Sto lavorando?” è la domanda che si ripete Matteo ma che si fanno anche i suoi colleghi consapevoli che anche il lavoro che stanno loro stessi compiendo è a termine”.

Nato con l’obiettivo di raccontare il mondo del sociale attraverso il cinema del reale, il Festival punta a dare risalto ai linguaggi innovativi della documentaristica mettendo in relazione generi differenti per sensibilizzare qualsiasi tipo di pubblico alle storie narrate e affrontate.

“Il PerSo cerca di dar voce anche a quei registi che mettono al centro i temi dedicati all’ambiente, al territorio e allo squilibrio economico che si verifica sempre più di frequente nella nostra società” dice Ferretti. “Lorello e Brunello” di Jacopo Quadri è un film che racconta la storia di due fratelli gemelli che vivono da sempre nel podere dove sono nati ai Pianetti di Sovana, in Maremma. Sono abituati sin da piccoli al lavoro duro e sodo della campagna che per loro è una condizione naturale, eppure non sufficiente. I due sono infatti in perdita mentre i grandi viticoltori proprietari del latifondo prosperano e crescono.  Lorello e Brunello è un film sul lavoro, la terra e le stagioni, ma parla anche di mercato globale che sempre di più assedia la ciclicità della vita dei campi”.

Ambiente, natura e persona, come del resto rievoca lo stesso nome del Festival, sono al centro:

“Con il PerSo cerchiamo di promuovere un cinema antropologico; l’esperienza e la vita quotidiana dell’uomo sono raccontate attraverso diversi stili ma non sono mai slegate dal contesto circostante”.

Un po’ è anche per questo che al PerSo Festival, oltre alla giuria internazionale, composta da cineasti esperti e professionisti del settore e a quella del pubblico, ce ne sono due un po’ speciali formate dalle detenute e dai detenuti della casa circondariale di Perugia – Capanne e quella dei migranti e richiedenti asilo. “L’idea è di affiancare due modi diversi di percepire, osservare e anche valutare la realtà facendo avvicinare mondi marginalizzati al contesto sociale in cui viviamo”.

Dal 20 al 30 settembre la programmazione sarà composta da film selezionati attraverso un bando di concorso diviso in diverse categorie competitive: “C’è il concorso internazionale dedicato ai film in anteprima italiana, quello per film italiani e quello per il miglior documentario di cortometraggio. Un nuovo premio sarà dedicato a chi vuole puntare sul cinema del reale all’italiana. Il premio Umbria in celluloide, invece sarà dedicato alle storie con tematiche sociali ma del contesto umbro o di autori autoctoni”.

Non solo film e documentari già realizzati, con il premio PerSo Lab gli organizzatori del Festival incentivano anche le capacità progettuali: “Questo premio in denaro sostiene lo sviluppo di film ancora in fase di produzione; il vincitore avrà anche a disposizione un tutoraggio tecnico con un’equipe di professionisti. La novità di quest’anno è poi il premio “Percorsi/prospettive” dedicato agli autori italiani che hanno meno di 36 anni sui temi dell’integrazione sociale e del pluralismo culturale. Dal 20 al 22 settembre ci sarà anche un workshop per lo sviluppo di film documentari dei giovani autori”.

Regione Umbria e mondo dell’associazionismo in questa occasione remano tutte nella stessa direzione: “E’ un evento unico nel suo genere che eleva Perugia a capitale del documentario e del cinema sociale. E’ anche l’occasione per tutti di fare una riflessione importante attraverso la settima arte sul multiculturalismo, l’integrazione e l’inclusione sociale, temi che è importante diffondere e su cui è bene non smettere di fare cultura”.

di Marta Valota

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