SBW, il social network etico e sostenibile

Sono partiti in due e hanno creato un social network etico, gratuito, che si prefigge di diffondere e condividere la cultura della sostenibilità. Loro sono Michele Paolini e Gianni Ruta e il network è Social Business World.

06 Marzo 2016

A raccontarci come è nato e cresciuto Social Business World è lo stesso Michele Paolini.

Da quanto tempo siete partiti con il vostro progetto di social network etico e sostenibile e a che punto siete con il raggiungimento degli obiettivi che vi eravate prefissati?

Siamo partiti nel 2011, quando io e Gianni Ruta, amici ed ex colleghi della facoltà di Economia di Siena,  abbiamo sentito il desiderio e l’esigenza di creare un’alternativa etica ai social network generalisti più famosi, che costituisse un ambiente completamente dedicato a temi a noi molto cari, i beni comuni, l’impresa sociale e la sostenibilità. Ed è così che è nato Social Business World un vero e proprio social network etico, gratuito, multilingua, globale, che riunisce le funzionalità di Facebook, LinkedIn, Twitter, ma tematico, che si prefigge come obiettivo la creazione, diffusione e condivisione della cultura della sostenibilità e di una nuova forma di economia che abbia come valori portanti la solidarietà, il rispetto per la natura, per l’essere umano e per i beni comuni. Il mondo dell’imprenditoria sociale e della sostenibilità in generale è frammentato in una miriade di siti internet, blog, riviste, pagine Facebook più o meno frequentate e ha grandi difficoltà a creare una rete di comunicazione, proficua, capillare, efficace e duratura nel tempo. Social Business World vuole mettere in rete tutte queste piccole/grandi realtà fornendo - gratuitamente - una serie di strumenti di condivisione, interazione e di lavoro di gruppo di ultima generazione (gruppi e sottogruppi, blog, gestione file, manager eventi, annunci, scrittura collaborativa in tempo reale, sondaggi, condivisione foto e video...), in un ambiente dedicato e privo di fronzoli o interferenze. Siamo sicuramente ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi quantitativi che ci siamo prefissati, in quanto il mondo internet e in particolare quello “social” è diventato molto complesso e concorrenziale, ma negli ultimi due anni, abbiamo iniziato a raccogliere conferme e soddisfazioni di grande qualità, in quanto numerose e importanti realtà dell’economia solidale italiana hanno compreso la forza del nostro progetto e iniziato a utilizzare gli strumenti messi a disposizione, soprattutto creando gruppi di lavoro anche molto strutturati e complessi. Nel 2014 abbiamo creato una seconda piattaforma per sostenere finanziariamente il social network: un Marketplace Etico multilingua attraverso il quale produttori etici possono offrire i loro prodotti a consumatori responsabili. I nostri fornitori sono stati selezionati avvalendoci del supporto di reti territoriali di economia solidale (GAS o REES MARCHE di cui siamo soci), di reti internazionali come Economia del Bene Comune.

A che genere di target vi rivolgete?

Ci rivolgiamo ad un pubblico vario con diversi obiettivi, ma tutti accomunati da un minimo comun denominatore: il vivere sostenibile. Il nostro target è costituito da individui propensi alla condivisione di ideali e sogni ma anche e soprattutto all’acquisto e lavoro “sostenibile”; aziende o consulenti socialmente responsabili desiderosi di trovare partner e/o clienti; istituzioni o associazioni che vogliono farsi conoscere o collaborare fra loro creando gruppi di studio o di discussione pubblici o ad invito, riservati.

Quali sono le difficoltà che avete incontrato e quali le soddisfazioni?

La difficoltà iniziale è stata sicuramente tecnica. La nostra piattaforma è basata su un software open source che abbiamo adattato alle nostre esigenze con innumerevoli ore di lavoro e test,  non solo da parte nostra, ma anche degli utenti che ci hanno fornito molti feedback e indirizzato con preziosi suggerimenti e critiche alla realizzazione dell’ultima versione di SBW, online da pochi mesi.  Una grande soddisfazione, oltre a quelle su menzionate, che stiamo vivendo in questi giorni è sicuramente la reazione positiva che abbiamo constatato quando abbiamo annunciato l’evento che stiamo organizzando in provincia di Pesaro dal 20 al 22 maggio: riunirà alcuni fra i più importanti sviluppatori al mondo del software open source utilizzato provenienti da USA, Canada, Germania, UK, Finlandia, Grecia, Danimarca e importanti soggetti impegnati a vario titolo nel mondo dell’economia solidale italiana.

Quali sono i criteri sulla base dei quali operate?

I criteri che ci guidano nel nostro lavoro sono i principi stessi che ci hanno portato a crearlo:

Etica. Ci chiamiamo Social Business World in omaggio al Professor Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace già noto per aver ideato il microcredito, che ha teorizzato e poi iniziato a mettere in pratica il Social Business (o impresa sociale); il nostro Statuto aderisce ai suoi principi, primo dei quali il divieto di distribuire dividendi anche ai soci fondatori. Non facciamo alcun uso commerciale o di altro tipo dei dati personali e delle informazioni che l’utente decide liberamente di fornire. Non ci interessa né individuare l’utente, né profilarlo.

Sostenibilità. il nostro server è alimentato da fonti rinnovabili e il team lavora da remoto. Abbiamo installato su quella che è la nostra sede giuridica un impianto fotovoltaico che produce quasi il doppio di quello che consumiamo.

Economia solidale. il nostro lavoro mira a supportare tutte le grandi/piccole realtà che fanno dell’etica e della solidarietà i loro valori portanti (istituzioni, imprese sociali, associazioni, organizzazioni non profit, ecc..).

di Terra Nuova

SBW, il social network etico e sostenibile
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