El empleo: Vissuti quotidiani, persone-oggetto

Un uomo percorre il suo tragitto quotidiano per arrivare al lavoro, immerso in un sistema nel quale le persone vengono “usate” come oggetti. E’ il cortometraggio animato “El empleo” premiato al festival di Berlino. Uno spunto per fermarsi a riflettere.

15 Novembre 2013

L’idea è di due creativi argentini, Patricio Palaza e Santiago Bou Grasso, che hanno presentato il loro cortometraggio animato al festival di Berlino ottenendo grandi riconoscimenti. E’ il centesimo premio che i due ottengono, il corto è stato realizzato con le tecniche tradizionali di animazione. “El empleo” è un termine che significa letteralmente “l’impiego”, che parrebbe un esatto sinonimo di “il lavoro” ma che ha una sfumatura che suona come “l’essere impiegati in qualcosa”, ossia quasi una sollecitazione a considerare quel termine come “istruzioni per l’uso di”; in questo caso, istruzioni per l’uso di…. persone. Guardatelo, nei suoi tempi lunghi, nelle sue riflessioni, nel suo incedere che angoscia, perché dà l’opportunità di guardare “da fuori” ciò che tanti vivono “da dentro”. E’ il percorso quotidiano di un uomo che ripete, d’abitudine, le stesse cose che arriva a dare per scontate, come scontato diventa anche l’utilizzo degli altri come oggetti. E’ un po’ una metafora della vita nel suo complesso, del meccanismo più grande che non fa altro che mettere insieme tanti vissuti quotidiani. Arriviamo a dare per scontato l’utilizzo degli altri in ogni cosa che usiamo e questo cortometraggio ci suggerisce come vedere al di là degli oggetti che popolano il nostro ambiente. Proviamo a fare questo esercizio, proviamo a sostituire ad ogni oggetto la possibile persona che lo ha prodotto e fatto arrivare fino a noi. E avremo una quotidianità popolata di “oggetti umani” che sconcerta. 

di Alexis Myriel

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