Primizie in minestra di miglio

Una minestra dal sapore primaverile, con piselli, asparagi, zucchine e miglio. Per una cucina naturale sempre attenta alla stagionalità.

27 Aprile 2018
Primizie in minestra di miglio. Alimentazione naturale

Ingredienti

• 300 g di piselli sgranati
• 550 g di asparagi verdi
• 400 g di zucchine piccole e sode
• 1 scalogno fresco
• 150 g di miglio
• 1 cucchiaio di dado vegetale
• 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
• 2 cucchiai di prezzemolo
• 1 rametto di menta
• sale
• pepe bianco (facoltativo)
• fiori commestibili (facoltativo)

Procedimento

♦ Lavate gli ortaggi. Separate la parte più dura degli asparagi, sbucciatela con il pelapatate e tagliatela a tocchetti insieme alle punte. Private le zucchine delle estremità e dividetele a rondelle non troppo sottili. Pulite lo scalogno e affettatelo finemente

♦ Sciacquate accuratamente il miglio in un colino sotto il rubinetto.

♦ Radunate quanto preparato e i piselli in una pentola dove avrete scaldato l’olio, insaporite con il dado vegetale e mescolate per qualche minuto. Irrorate con 1,7 litri di acqua, salate leggermente e portate a bollore a fuoco medio. Abbassate la fiamma al minimo e cuocete con il coperchio leggermente spostato per 30 minuti.

♦ Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale; volendo si può dare una spolverata di pepe bianco.

♦ Servite la minestra calda nei piatti, guarnite con un trito fine d prezzemolo e di menta sfogliata. Se avete a disposizione qualche fiore commestibile, aggiungetelo.

VARIANTE

Potete sostituire il miglio con la quinoa.

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Se avete acquistato dei piselli di coltivazione biologica potete utilizzare anche le bucce, da cui otterrete un ottimo brodo facendole bollire per 20 minuti in almeno 3 litri di acqua. Potrete poi impiegarlo come base per una minestra o per un risotto.

I FIORI COMMESTIBILI

Il loro uso in cucina è già attestato fin dai tempi dei romani. A seconda delle stagioni si possono utilizzare calendula, rosa, crisantemo, margherita, menta, primula, malva, basilico, garofano, salvia, rosmarino, tarassaco.

L’importante è assicurarsi che non siano trattati con prodotti chimici; a questo potete ovviare coltivandoli voi stessi, magari anche in vaso.

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Ricetta tratta dal libro Zuppe felici

Minestroni, zuppe e vellutate sono piatti della tradizione contadina che non tramontano mai, neppure nella nostra opulenta società. Il loro segreto? Semplicità della preparazione, varietà dei sapori e ricchezza dei nutrienti, soprattutto se i prodotti sono bio.

Il libro è composto da 50 ricette suddivise per le quattro stagioni, a dimostrare che le zuppe non sono adatte solo nei mesi freddi. Ortaggi, legumi secchi e freschi, cereali, erbe aromatiche e spezie sono gli ingredienti di base, accompagnati da olio d’oliva rigorosamente extravergine, mentre nocciole, anacardi, mandorle e noci aggiunte a fine cottura rappresentano una valida integrazione.
Pochi ed essenziali gli strumenti: pentola, coltello, tagliere, passaverdura o mixer a immersione sono più che sufficienti per preparare le nostre minestre. Semplici i trucchi del mestiere: la vellutata è diventata troppo liquida? Aggiungiamo un paio di cucchiaini di amido di mais o di farina di riso. Al contrario, è troppo densa? Allunghiamo con un po’ di brodo o acqua caldi.

Zuppe felici perché buone, sane e quasi totalmente prive di prodotti di origini animale. A parte qualche spolverata di formaggio, che si può usare a discrezione, le ricette di questo libro impiegano esclusivamente ingredienti di provenienza vegetale. Splendide le fotografie di Giancarlo Gennaro e dell’autrice che accompagnano ciascun piatto.

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