Il letargo negato. Accogliamo il bisogno di rallentare
homepage h2
Al risveglio, per un istante, si resta disorientati: fuori è ancora buio, eppure il giorno è già cominciato. I gesti quotidiani si fanno più lenti, la concentrazione più fragile, mentre cresce il desiderio di quiete e del calore di casa. Ma l’agenda segue un’altra stagione: scadenze, progetti da chiudere, feste da preparare.
Quando tutto rallenta
Fuori dall’agenda, novembre ha un ritmo tutto suo. La natura entra nel tempo della dormienza: gli alberi trattengono le proprie risorse, molti animali riducono l’attività, la terra si prepara ai mesi più freddi. Nulla si spegne, la vita semplicemente cambia passo. Noi, invece, attraversiamo le stagioni con lo stesso metro, pretendendo da noi stessi la stessa energia, presenza e produttività.
Perché non sappiamo rallentare
Appena il nostro passo rallenta, tendiamo a leggerlo come un problema da risolvere. Cerchiamo più energia nel caffè, negli integratori, in una nuova routine; riempiamo le ore per non perdere il ritmo e ci sentiamo in colpa quando non riusciamo a tenere il passo. In una quotidianità che premia l’efficienza, perfino il riposo rischia di diventare qualcosa da meritare.
Non tutto va corretto
E se, invece di opporci a questo cambio di ritmo, provassimo a considerarlo parte del nostro equilibrio? In natura rallentare non significa smettere, ma conservare energie e prepararsi a ciò che verrà. Concederci la stessa possibilità significa smettere di misurare il nostro valore attraverso l’efficienza. Ci sono tempi per espandersi e tempi per raccogliersi.
Ascoltare prima di reagire
La mindfulness può aiutarci a riconoscere in quale tempo ci troviamo, facendo spazio a ciò che emerge senza volerlo subito trasformare. Da questa consapevolezza può nascere un modo diverso di attraversare la vita. Ed è proprio da questo ascolto che partono le pratiche proposte da 7Mind. Nell’allenamento autogeno Sperimentare la pesantezza, l’attenzione si posa sul peso delle diverse parti del corpo, lasciandole progressivamente distendere. Quella pesantezza che potremmo vivere come un ostacolo diventa così qualcosa da osservare, fino a ritrovare una sensazione di calma e stabilità. Talvolta, invece, è il movimento a venirci incontro: pochi minuti di stretching mattutino per riattivarsi con gradualità, senza pretendere di passare dal riposo alla piena efficienza in un istante. Anche quando concentrazione e motivazione vacillano, la pratica può aiutarci a riconoscere il momento, prima di trasformare ogni pausa in frustrazione. Non si tratta di assecondare ogni calo né di forzarsi a superarlo, ma di scegliere, di volta in volta, come prendersi cura delle proprie energie.
La pratica del mese con 7Mind
NOVEMBRE: AL RITMO DELLA NATURA. Sperimentare la pesantezza
Porta l’attenzione al peso del corpo e lascia che, per qualche minuto, la pesantezza non sia qualcosa da vincere, ma uno spazio in cui riposare.
Attiva il tuo corpo
Un breve stretching al mattino risveglia il corpo con gradualità, accompagnandolo dal riposo al movimento senza forzarne il ritmo.
Senza fretta
Osservare il desiderio di rallentare senza giudicarlo permette di fare spazio a ciò che ci trattiene e ritrovare, con presenza, il giusto gesto da cui ripartire. Non sempre si fiorisce. Novembre non ci chiede di fare meno, ma di smettere di pretendere da noi stessi di essere sempre uguali. La natura conosce il valore del raccoglimento: non ogni stagione è fatta per fiorire, alcune servono a custodire le energie prima di tornare a espandersi.
7Mind è un’app di mindfulness sviluppata in Germania da un team di psicologi, che unisce rigore scientifico e semplicità d’uso. Oggi disponibile anche in Italia, in una versione riscritta e adattata alle nostre sensibilità culturali, propone oltre 300 contenuti e pratiche guidate dedicati al benessere psicofisico e alla salute mentale.
Foto: Vitaly Gariev su Unsplas
