Attualità
ZeroArmi: «Ecco le banche italiane coinvolte nel settore degli armamenti»
Sono 24 le banche italiane esaminate dal Rapporto ZeroArmi che verifica il grado di coinvolgimento degli istituti di credito nel settore degli armamenti.
Sono 24 le banche italiane esaminate dal Rapporto ZeroArmi che verifica il grado di coinvolgimento degli istituti di credito nel settore degli armamenti.
Dall'accordo di Parigi sul clima, banche e investitori hanno realizzato profitti sbalorditivi pari a 26 miliardi di dollari finanziando aziende che alimentano la deforestazione: lo denuncia Global Witness.
Come assicurarsi che il nostro denaro non finisca a finanziare armamenti o aziende che non rispettano diritti e ambiente? Meglio aprire gli occhi e accompagnare nella conoscenza anche i nostri figli, per sviluppare il loro senso critico. L’attività del Gruppo Banca Etica nelle scuole.
L’attuale sistema dell’economia e del commercio globalizzati protegge i profitti di banche e imprese transnazionali a scapito delle popolazioni, delle imprese locali e del Pianeta. Ma è tempo di cambiare e si sta negoziando un testo che obblighi gli Stati a porre vincoli ineludibili.
«Le modifiche alla legge 185/1990 non cancellino la trasparenza sul ruolo della banche nel finanziare le industrie belliche»: è l’appello lanciato da Banca Etica alla ripresa della discussione alla Camera.
Sul numero di febbraio della rivista Terra Nuova l’inchiesta su cosa si nasconde dietro la globalizzazione esasperata del mercato e il punto sui trattati che dovranno vincolare multinazionali e banche. Con interviste a esperti nazionali e internazionali.
Venticinque delle banche che fanno parte della Global Alliance for Banking on Values (GABV) hanno aderito all'iniziativa del Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili, segnando la prima adesione collettiva all'iniziativa da parte di istituzioni finanziarie.
Settantotto organizzazioni della società civile promuovono per il 17 aprile una mobilitazione nazionale a Roma per chiedere lo stop al disegno di legge «che vuole togliere al Parlamento e ai cittadini l’accesso a informazioni cruciali sull’export di armi e sulla finanza che lo sostiene» spiegano i promotori.
ReCommon, ISDE Italia, Greenpeace Italia, The Good Lobby e Fondazione Finanza Etica criticano duramente la decisione del governo di permettere alle principali società italiane di tenere per il quarto anno consecutivo le loro assemblee degli azionisti a porte chiuse.
La campagna "Cambia la terra": «Le Banche Pubbliche di Sviluppo devono smettere di finanziare le aziende dell’agroindustria e devono sostenere le realtà in linea con un modello sostenibile. Un’indagine del The Guardian evidenzia le contraddizioni».
Lo studio “Combustibili fossili: i nuovi beni ad alto rischio?”, pubblicato dall’Istituto Rousseau, Les Amis de la Terre, Reclaim Finance, ReCommon e altre 11 organizzazioni della società civile internazionale rivela che buona parte del patrimonio delle principali banche del Vecchio Continente potrebbe subire una enorme svalutazione allorché saranno introdotti i principi di lotta ai cambiamenti climatici imposti dall’Accordo di Parigi.
«La Banca Mondiale ha continuato a investire nei combustibili fossili nonostante si fosse impegnata a contrastare la crisi climatica. Lo rivela nel suo ultimo rapporto l’organizzazione tedesca Urgewald»: è la denuncia di Re:Common, associazione impegnata da anni nella tutela dei territori.
«In occasione della comunicazione dei risultati del secondo trimestre dell’anno, UniCredit ha annunciato la decisione di adottare una politica che porti progressivamente fino a zero entro il 2028 qualsiasi finanziamento a progetti e società coinvolte nel business del carbone»: lo annunciano Greenpeace e Re:Common sui rispettivi siti web.
Che legame c’è tra le maggiori banche italiane e società fossili come Eni, Enel e Snam? La nuova pubblicazione di Re:Common e Greenpeace rivela il flusso di denaro con cui la finanza italiana sta supportando il comparto fossile nazionale, alimentando così la crisi climatica in corso.