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Italia Nostra: «Londa, eolico ambientalmente insostenibile» 

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«L’impianto eolico “Londa” in Toscana? Esempio emblematico di una transizione energetica che rischia di trasformarsi in consumo irreversibile di territorio e paesaggio, senza reali benefici ambientali»: la denuncia di Italia Nostra Firenze e Toscana.

Italia Nostra: «Londa, eolico ambientalmente insostenibile» 

«L’impianto eolico “Londa” in Toscana? Esempio emblematico di una transizione energetica che rischia di trasformarsi in consumo irreversibile di territorio e paesaggio, senza reali benefici ambientali»: la denuncia di Italia Nostra Firenze e Toscana.

Il presidente di Italia Nostra Firenze, Laura Manganaro, e il presidente di Italia Nostra Toscana, Francesco Pratesi, hanno preso posizione esprimendo forti critiche nei confronti del progetto di pale eoliche Londa, a fianco di numerosi cittadini e delle associazioni Altura Odv, Attoprimo, Mountain Wilderness e WWF Forlì Cesena.

«A fronte di un aumento della potenza eolica installata di oltre il 26% tra il 2023 e il 2024, la produzione reale di energia da eolico è diminuita di oltre il 5% nello stesso periodo. Un dato che non dipende certo dalla “mancanza di pale”, come qualcuno vorrebbe far credere, ma dalla scarsa efficienza strutturale di una fonte intermittente e imprevedibile, sempre più difficile da integrare nella rete elettrica nazionale» spiega Italia Nostra.

«Non a caso cresce il fenomeno del curtailment: energia prodotta, incentivata, pagata e poi non utilizzata. Nel frattempo, per sostenere questa corsa indiscriminata a eolico e fotovoltaico, l’Italia ha già speso oltre 200 miliardi di euro in incentivi, sottraendo risorse a investimenti ben più efficaci sul piano ambientale, sociale e climatico. Tutto questo mentre la produzione di energia elettrica nel nostro Paese incide per circa lo 0,15% sulle emissioni mondiali di gas serra. In questo quadro, parlare di nuovi impianti come se fossero l’unica salvezza del clima globale non è “scienza”, è ideologia. E proporre l’ennesimo parco eolico in un’area di altissimo valore paesaggistico e ambientale, come Londa, non è transizione ecologica, ma speculazione travestita da ambientalismo».

Manganaro e Pratesi hanno depositato articolate osservazioni, a firma dell’avvocato Michele Greco, nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo appunto al progetto, pendente di fronte alla Regione Toscana.

«Le osservazioni, pubblicate sulla pagina web VIA della Regione Toscana e liberamente consultabili, sono state predisposte con il contributo di autorevoli consulenti tecnici e dimostrano in modo inequivocabile che il progetto presenta criticità strutturali, ambientali e paesaggistiche tali da renderlo radicalmente incompatibile con il territorio interessato – prosegue Italia Nostra – Particolare rilievo assume l’analisi dell’impatto paesaggistico e visivo, condotta mediante fotoinserimenti tridimensionali e rendering di elevato rigore scientifico, che restituiscono con assoluta evidenza l’effetto devastante degli aerogeneratori sui crinali appenninici e su un paesaggio di eccezionale valore storico, culturale, naturalistico e percettivo, in prossimità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Le simulazioni dimostrano come l’impianto produrrebbe una trasformazione irreversibile dello skyline e una compromissione profonda dell’identità dei luoghi, annullando ogni pretesa di “integrazione” nel contesto. I sei aerogeneratori, alti circa 200 metri, risulterebbero visibili persino dalla città di Firenze».

«Gravissime risultano anche le criticità geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche. Il progetto insiste su un crinale caratterizzato da diffusa instabilità, fenomeni franosi attivi e quiescenti e riconosciuta vulnerabilità sismica – prosegue l’associazione – Le indagini progettuali appaiono lacunose, generiche e in larga parte non sito-specifiche; le opere previste sono idonee a innescare o riattivare processi di dissesto con rischi concreti per la pubblica incolumità. Di particolare gravità è inoltre la secretazione integrale dello studio sulla producibilità eolica, priva di un atto motivato. Una scelta che sottrae non solo al pubblico, ma persino alle amministrazioni coinvolte, un elemento essenziale per valutare l’opera, svuotando di significato il procedimento partecipativo e compromettendo la stessa legittimità della VIA. Le osservazioni evidenziano inoltre rischi inaccettabili per la salute e la sicurezza: impatti acustici, gittata degli elementi rotanti, interferenze con il servizio di elisoccorso regionale, navigazione aerea, assenza di una valutazione adeguata dello “shadow flickering” e violazione dei criteri distanziali minimi. A ciò si aggiunge un impatto su fauna, habitat protetti e reti ecologiche ampiamente sottovalutato».

«A conferma della fondatezza delle contestazioni, osservazioni critiche sono state presentate anche da proprietari e gestori di casali di straordinario valore storico, da strutture ricettive situate a poche centinaia di metri dall’area di progetto, da numerose associazioni ambientaliste, dall’Ente Parco, dalle Soprintendenze della Toscana e dell’Emilia-Romagna e da altre amministrazioni pubbliche – sottolineano ancora da Italia Nostra – Appaiono quantomeno singolari le campagne di sostegno al progetto apparse sul web, basate su richiami generici alla transizione ecologica e prive di qualunque analisi concreta degli impatti reali. Un progetto che prevede il trasporto degli aerogeneratori dal porto di Ravenna, con provenienza originaria remota, pesanti interventi infrastrutturali sui crinali appenninici, sacrificio di aree boscate e impatti rilevantissimi sia in fase di cantiere che di esercizio, non può essere definito ambientalmente sostenibile. La transizione energetica non può trasformarsi in una nuova stagione di consumo del suolo e del paesaggio. La tutela dell’ambiente non può ridursi a uno slogan». 

Italia Nostra chiede che «il procedimento venga arrestato, restituendo centralità alla trasparenza, alla partecipazione e alla salvaguardia di un patrimonio collettivo che non è riproducibile».

Foto: Gantas Vaičiulėnas su Pexels

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