L’appello: «No alla speculazione energetica in Irpinia»
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«No alla proliferazione selvaggia di richieste per impianti eolici e solari che compromettano in modo irrimediabile l’equilibrio ambientale, paesaggistico, sociale ed economico dell’Alta Irpinia»: è l’appello del comitato “Fuori dalle pale”.
Il comitato aderisce alla Coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) e ha rivolto l’appello al presidente e all’assessore all’ambiente della Regione Campania e ai sindaci dei Comuni coinvolti. «L’intero territorio irpino sta subendo un’aggressione incontrollata legata alla proliferazione selvaggia di richieste autorizzative per impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) e relative opere di connessione e stoccaggio – spiega il comitato – Pur sostenendo una transizione ecologica equa, trasparente e democratica, la Coalizione TESS e il nostro Comitato ribadiscono che la decarbonizzazione non può trasformarsi in meraspeculazione finanziaria a danno delle comunità locali e dei territori agricoli di pregio».
Il comitato si riferisce alle «centrali di accumulo BESS nei Comuni di Bisaccia, Lacedonia, Guardia Lombardi e nell’area del Formicoso. L’insediamento di mega-impianti di stoccaggio energetico a batterie di grandi dimensioni nei nostri terreni agricoli, aree simbolo della vocazione rurale, zootecnica e paesaggistica dell’Alta Irpinia, rappresenta un rischio inaccettabile sotto il profilo della sicurezza (rischio incendi e rilascio sostanze pericolose), del consumo irrazionale di suolo e dell’impatto ambientale».
«Di fronte alla portata di questa offensiva industriale, risposte frammentate da parte dei singoli Comuni non sono più sufficienti. È indifferibile una presa di posizione forte, unanime, tecnicamente motivata e istituzionalmente coordinata» prosegue il comitato, che chiede:
● una moratoria immediata sulle procedure autorizzative in corso per grandi impianti eolici e sistemi di accumulo BESS nell’Alta Irpinia, nelle more dell’approvazione completa e dell’applicazione della disciplina sulle Aree Idonee e Inidonee.
● l’accelerazione dell’approvazione del quadro normativo regionale volto a blindare e tutelare i suoli agricoli di pregio, i paesaggi storici, le aree vincolate e i corridoi ecologici dell’Appennino campano dall’invasione speculativa.
● il rigetto delle autorizzazioni che non tengano conto della saturazione territoriale e dell’effetto sommatorio causato dalla concentrazione estrema di impianti eolici, elettrodotti e batterie di accumulo nella provincia di Avellino.
Ai Comuni di Lacedonia, Aquilonia, Bisaccia, Guardia dei Lombardi, Scampitella il comitato chiede:
● l’adozione di delibere urgenti di Giunta e di Consiglio Comunale per esprimere formale opposizione al progetto eolico “Origlia”, alla relativa opera di connessione (elettrodotto di 13 km) e all’insediamento delle centrali di accumulo BESS nei territori di Lacedonia, Guardia Lombardi, Bisaccia e nell’area del Formicoso.
● il deposito tempestivo, entro il 18 agosto, di osservazioni contrarie presso la Regione Campania e gli enti competenti, avvalendosi degli Uffici Tecnici comunali e dei pareri di legali ed esperti ambientali per il progetto “Origlia”.
● la promozione di un coordinamento permanente intercomunale dell’Alta Irpinia per la salvaguardia del territorio e la pianificazione partecipata delle energie rinnovabili.
Alla Provincia di Avellino, alla Comunità Montana Alta Irpinia e alla Comunità Montana Valle Ufita il comitato chiede:
● di fare proprie le istanze delle comunità locali, supportando i Comuni nella fase di opposizione tecnica e legale e facendosi portavoce presso la Regione Campania della necessità di tutelare la vocazione agricola del territorio.
A Prefetto di Avellino il comitato chiede:
● di farsi garante della coesione sociale e della sicurezza del territorio, promuovendo la convocazione urgente di un Tavolo di Confronto Istituzionale che veda coinvolti i sindaci del territorio, la Regione Campania e le rappresentanze cittadine e comitati, al fine di valutare l’impatto cumulativo e socio-economico di tali insediamenti sul tessuto locale.
● la verifica della sussistenza di eventuali situazioni di conflitto di interesse o incompatibilità, accertando che gli amministratori locali e i relativi familiari non siano direttamente o indirettamente interessati da contratti di locazione, diritto di superficie o concessioni per le installazioni in questione.
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