Nasce “Voci native”, per conoscere le realtà indigene
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Nasce nelle Marche “Voci native“, alleanza culturale per la conoscenza, la memoria e i diritti dei nativi americani e dei popoli indigeni.
Il progetto mette in rete associazioni, studiosi e accademici, autori, realtà culturali e mondo della scuola per favorire «una conoscenza corretta, documentata e contemporanea dei popoli indigeni» spiegano i promotori, che hanno il patrocinio di UNRIC e Regione Marche.
«L’obiettivo è andare oltre stereotipi e rappresentazioni confinate al passato, portando l’attenzione sulle realtà indigene di oggi: culture vive, lingue, letterature, ambiente, trasformazioni sociali, memoria e diritti – proseguono i promotori – Conoscere i popoli indigeni significa anche interrogare la nostra società: il modo in cui raccontiamo le diversità, costruiamo stereotipi, tuteliamo patrimoni culturali e affrontiamo il rapporto tra comunità, ambiente e diritti. Un ruolo centrale sarà previsto per la scuola, attraverso incontri e percorsi inter-disciplinari che mettano in relazione antropologia, storia, geografia, letteratura, educazione civica, sostenibilità e diritti umani, in coerenza anche con i temi dell’educazione alla cittadinanza globale».
Tra i primi membri della rete figurano Soconas Incomindios, di Torino, che opera da decenni nella conoscenza, nella solidarietà e nell’attenzione ai diritti dei popoli indigeni; Naila Clerici, presidente, studiosa delle popolazioni indigene nordamericane, già docente di storia delle popolazioni indigene d’America all’Università di Genova, dirige dal 1984 la rivista Tepee; Francesco Spagna, antropologo e docente universitario, con una lunga attività di ricerca etnografica presso comunità native in Canada e negli Stati Uniti e attualmente docente di antropologia culturale all’Università di Padova.
FOTO: 대정 김 su Pexels
PER APPROFONDIRE
Arricchito da quasi un centinaio di foto d’epoca, in gran parte mai pubblicate prima, Il Grande Spirito è un’immersione a 360 gradi nella filosofia di vita e nella spiritualità dei nativi americani. Un modo di essere contraddistinto da una profonda comunione con la Natura, carattere comune a tutti i nativi americani e in particolare agli Indiani delle Grandi Pianure, a cui è dedicato il libro.
L’opera, curata da due studiosi vicini anche per interesse personale alla cultura dei nativi, raccoglie citazioni, discorsi e cerimoniali provenienti da fonti dirette dai quali traspare la dignità d’animo, la nobiltà di sentimento, il rigore dell’azione e il senso profondo di religiosità che permeava la vita dei Pellerossa.
I diritti di questo libro, pubblicato in diverse lingue, verranno donati allo Smithsonian’s Museum of the American Indians, la più importante istituzione degli Stati Uniti che si occupa di preservare e divulgare la cultura delle popolazioni indigene delle Americhe.

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GLI ANTICHI INSEGNAMENTI DEI NATIVI AMERICANI

MANITONQUAT si ispira agli insegnamenti degli anziani nativi d’America per proporre un percorso di riflessione e cambiamento che coinvolge la vita di tutti gli esseri umani e la salvaguardia del Pianeta. Dalle parole e dagli esempi degli anziani maestri emergono quelle Istruzioni Originarie che, benché siano tra i principi innati, gli esseri umani hanno dimenticato. Manitonquat sostiene, con passione e devozione, la necessità di recuperare e praticare questi insegnamenti per ricostruire un mondo più giusto per tutte le specie che lo abitano. Un libro delicato e penetrante, gioioso e poetico, intriso di un profondo rispetto per l’Universo e per tutte le creature.
«Cosa sta succedendo agli abitanti di questo Pianeta? Al popolo degli animali e delle piante che condividono il mondo con noi? Nessuno sa cosa accadrà alla Terra, ma il suo futuro è nelle nostre mani. Sono gli esseri umani ad averla messa in pericolo e solo loro possono salvarla. Solo io, solo voi».
