Pochissimi tra i bambini e gli insegnanti della tedesca Sassonia hanno mostrato di avere anticorpi verso il Covid-19, dato che suggerisce come le scuole probabilmente non abbiano un ruolo così importante nella diffusione del virus come si temeva. È la conclusione di uno studio tedesco rilanciato dalla Reuters e dal New York Times.
Pochissimi tra i bambini e gli insegnanti della tedesca Sassonia hanno mostrato di avere anticorpi verso il Covid-19, dato che suggerisce come le scuole probabilmente non abbiano un ruolo così importante nella diffusione del virus come si temeva. È la conclusione di uno studio tedesco rilanciato dalla
Reuters e dal
New York Times.
La Germania aveva riaperto le scuole già a maggio, proprio nel mezzo del dibattito acceso sul ruolo che si temeva i bambini potessero avere nella diffusione del virus nei confronti di adulti vulnerabili o personale scolastico.
Lo studio, condotto dall’ospedale universitario di
Dresda, ha analizzato, come spiega il
New York Times, campioni da circa 1500 ragazzini tra i 14 e i 18 anni e da 500 insegnanti di 13 scuole di Dresda e dei distretti di Bautzen e Goerlitz tra maggio e giugno.
Dei circa 2000 campioni, solo 12 sono risultati con anticorpi, ha spiegato Reinhard Berner dell’ospedale universitario di Dresda, aggiungendo che questi primi risultati lasciano intendere come non ci siano prove che i ragazzini e i bambini in età scolare favoriscano la circolazione più veloce del virus.
Anzi, «i bambini potrebbero agire come un freno all’infezione” ha detto Berner, secondo cui anche la diffusione tra familiari sarebbe meno dinamica rispetto a quanto si pensava.
Berner ha aggiunto che per Stati con un basso indice di infezione le scuole potrebbero riaprire senza che ciò causi epidemie diffuse.
Uno studio separato su anticorpi anti-Covid tra donatori di sangue ha mostrato che tali anticorpi sono presenti sono nell’1,3% di 12.000 campioni.