BiblioHub, un camioncino pieno di... cultura!

Si chiama BiblioHub e in sette giorni percorrerà 1700 chilometri lungo la penisola; "l'approdo" è previsto a Roma sabato 22 settembre. Cos'è? È un camioncino pieno di... cultura! Animato e sostenuto dalle biblioteche resilienti di questo paese.

20 Settembre 2018

Siamo abituati a viaggiare con i libri, ma se per una volta fosse il contrario? Se fossero loro a mettersi in marcia per raggiungere i posti più periferici? E’ esattamente quello che sta succedendo con il progetto BiblioHub, un camioncino che in sette giorni percorrerà oltre 1700 chilometri,anzi in parte gli ha già fatti. Da Canicattini Bagni e Bagheria, in Sicilia, su verso Foggia, Napoli, Scampia e Amatrice e molte altre tappe ancora fino a raggiungere, sabato 22 settembre, Roma.

Un generatore di cultura itinerante. Una biblioteca che si muove e raggiunge i posti più reconditi, un progetto tutto in fieri che oggi attraversa l’Italia per promuovere la cultura ma non solo. “Vogliamo raccontare  le tante biblioteche di Italia che esistono e resistono e se si mettono insieme potranno acquisire ancora più forza” spiega Gianni Stefanini direttore di CSBNO – Culture Socialità Biblioteche Network Operativo .

Nelle periferie più dure

Da Rosarno a Scampia, il BiblioHub attraversa le periferie più dure, quelle conosciute per lo sfruttamento dei lavoratori immigrati nei campi di pomodori, quelle dei tassi elevati di abbandono scolastico, quelle in cui c’è una contaminazione di mondi che incrociano normalità ed illegalità e che convivono in una indefinita zona grigia.

“Il messaggio non è solo quello di rilanciare le periferie con attività culturali, ma c’è anche l’intenzione di ricordare ai cittadini, e soprattutto ai più giovani, che le biblioteche sono luoghi che animano la città, aggregano i suoi abitanti e diffondono sapere. Sul BiblioHUB abbiamo portato a spasso ben 130 libri di narrativa sul bullismo. Una scelta voluta per poter raccontare e leggere ai ragazzi che abbiamo incontrato lungo la strada un fenomeno presente nella nostra società e che dobbiamo combattere promuovendo la cultura”.

Disegnato e presentato a Venezia nel 2015 da Alterstudio Partners per conto di AIB, e realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Arte e Architettura del MiBact, l’Ambasciata americana e CSBNO, il culture truck, camioncino culturale, ha avuto come sponsor tecnici la Media Library On Linem,Linea Light e Promal.

Un "patrimonio" collettivo

Uno “scrigno” che si apre e si espande verso l’esterno per riappropriarsi, così, di spazi urbani residuali. Il BiblioHUB ha tutte le carte in regola anche come piattaforma polifunzionale di informazioni su cultura, tempo libero e servizi al cittadino e, in futuro diventerà punto di prestito di libri ed e-book, internet, bookcrossing e hotspot wi-fi oltre che laboratorio ludico-didattico per bambini e strumento di partecipazione, di inclusione e coesione sociale.

“Come azienda che da vent’anni coordina servizi e attività tra e per le biblioteche, CSBNO ha coordinato il progetto mettendo in rete più di una dozzina tra sistemi e realtà bibliotecarie italiane dando così vita all’iniziativa “BiblioHUB in rete” racconta Stefanelli. “Dopo la tappa a Roma di sabato, che segna il momento conclusivo di questa bella esperienza di presentazione del progetto, vogliamo riportare il BiblioHub a Milano non senza soffermarci in altre città e biblioteche per dare supporto a chi tutti i giorni sul territorio, nonostante le poche risorse tiene le biblioteche aperte”.

Non è un segreto che negli ultimi sette anni i comuni abbiano infatti subito tagli pari a 8,3 miliardi di euro, un dato che ricade inevitabilmente sui servizi culturali offerti dalle città. “Un vero peccato” dice Stefanelli “invece di investire nello sviluppo e nella diffusione delle biblioteche, si è andati nella direzione opposta. Purtroppo c’è un’idea abbastanza diffusa che le biblioteche servano ormai a poco con l’avvento del digitale. Non si ha idea, invece, del valore di incontro, aggregazione e scambio che ci sia in questi luoghi magici. Noi non siamo contro al digitale tant’è che abbiamo dato vita al progetto Socialbook con l’obiettivo di creare sezioni bibliografiche per orientare le persone nel mare magnum delle proposte offerte. La biblioteca, però, come luogo da vivere, continua ad avere per noi un valore inestimabile. E’ da qui che nasce l’idea, forse un po’ matta, di portarla in giro”.

di Marta Valota

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