I bambini e le loro paure: come comprenderle e aiutarli a superarle

È normale che i bambini manifestino timori e anche vere e proprie paure, spesso possono essere un modo, se superate con il giusto supporto, anche per maturare. Ma come sostenere i più piccoli in questo percorso di evoluzione e come metterli in grado di reagire al meglio? A fornire suggerimenti utili è la dottoressa Chiara Bartolini, psicoterapeuta fiorentina esperta di età evolutiva.

15 Settembre 2019

È normale che i bambini manifestino timori e anche vere e proprie paure, spesso possono essere un modo, se superate con il giusto supporto, anche per maturare. Ma come sostenere i più piccoli in questo percorso di evoluzione e come metterli in grado di reagire al meglio? A fornire suggerimenti utili è la dottoressa Chiara Bartolini, psicologa psicoterapeuta a orientamento psicosintetico. Vive e lavora a Firenze, è esperta di età evolutiva e si occupa delle problematiche che possono riguardare i bambini e gli adolescenti. 

Quali sono le paure più frequenti che un bambino, inserito in una famiglia normale senza particolari problematiche, può trovarsi ad affrontare?

Le paure legate alla separazione dai propri genitori, alla presenza dell’estraneo (8/9 mesi di età), alla solitudine e ai rumori forti e inaspettati, sono sicuramente le paure più frequenti  che i bambini appena nati o al di sotto dei due anni possono trovarsi ad affrontare. Salendo di età, tra i 2 e i 4 anni, le paure si evolvono insieme ai bambini: spesso nasce la paura del buio, quella di dormire da soli, il timore dei mostri sotto al letto o negli armadi, la paura delle ombre, dei temporali o di andare in bagno. Oltre a questi timori, tra i 4 e i 6 anni, i bambini possono cominciare ad aver paura dei dottori, dei propri sogni, di alcuni tipi di animali, iniziare a temere il confronto con i coetanei e a farsi strada nel loro cuore la paura di essere rifiutati. Crescendo ancora, tra i 6 e gli 11 anni, insieme alle paure più frequenti delle età precedenti, i bambini possono avere dei timori legati maggiormente alla scuola e alla socializzazione, riguardanti quindi il rapporto con i coetanei, quello con gli insegnanti, l’esito dei risultati scolastici e la paura di deludere i propri genitori. Durante questo periodo possono presentarsi in forma sempre più marcata anche la paura dell’esclusione o dell’essere messi in ridicolo da parte delle figure di riferimento, compagni o insegnanti.  Anche le paure legate ai ladri, ai batteri e al timore di perdere i propri cari possono farsi strada nel corso degli anni. Possiamo quindi dire che le paure possono essere infinite e di vario genere e che sono pochi i bambini che non hanno una paura di qualche tipo.

E quali paure scattano invece in caso di disagio familiare di qualche tipo?

Chiara Bartolini

Chiara Bartolini

Le paure possono essere le stesse ma ciò che cambia può essere l’intensità e la durata di tali timori. Nei casi ad esempio di separazione dei genitori i bambini possono temere di essere abbandonati o non voluti. Oppure di fronte a problemi nella coppia genitoriale i più piccoli possono farsi carico del problema della coppia e aver paura ad esempio ad andare a dormire da soli per non lasciare i genitori in difficoltà. Diciamo che in casi di disagio familiare i bambini potrebbero regredire verso paure ormai superate per la loro età oppure acuire certi timori che prima si presentavano in forma più sfumata e meno pervasiva. In caso di disagio molte delle paure legate a periodi precedenti possono infatti ripresentarsi come regressioni a stadi precedenti dello sviluppo. Le caratteristiche di essere specifiche rispetto all’età, di essere transitorie e abbastanza gestibili sono tendenzialmente le qualità delle paure tipiche, a differenza invece delle paure meno sane che limitano fortemente la vita e la serenità del bambino e che hanno la caratteristica di essere più permanenti e invalidanti.

In casi normali, come è bene e utile intervenire per fare in modo che i bimbi superino queste paure e ne escano più forti?

E’importante che gli adulti di riferimento offrano ai propri bambini amore, empatia e accettazione in un’ottica di crescita e di comprensione di tali paure, piuttosto che un atteggiamento volto a sminuire e ridicolizzare tali vissuti che agli occhi dell’adulto possono apparire assurdi o irreali. Compito degli adulti è quindi quello di aiutare e rassicurare i propri i bambini trasmettendo loro che ogni problema può essere affrontato e risolto insieme. É importante non aver troppa fretta nell’incoraggiare i più piccoli ad affrontare i propri timori ma agire piuttosto spinti da una buona dose di calma e dolcezza. È possibile inoltre proporre delle prove che siano adeguate e che possono essere superate insieme alla nostra presenza. Essere noi degli adulti capaci di infondere sicurezza e tranquillità ai più piccoli. Le parole d’ordine sono empatia e ascolto. Comprendere e ascoltare le paure dei bambini senza cambiare argomento in maniera frettolosa. Far capire ai bambini che possono esprimere ogni tipo di emozione, che non ci sono emozioni giuste o sbagliate, che noi adulti abbiamo a cuore il loro bene e che siamo lì per aiutarli.

E in casi di disagio più grave?

Le paure dei bambini fanno parte del naturale sviluppo ma se cominciano ad interferire troppo con la serenità e la vita stessa del bambino e dei suoi genitori, facendo insorgere possibili problematiche nell’alimentazione, nel sonno, disturbi di natura psicosomatica, evitamento, ecc. è importante chiedere aiuto e rivolgersi a dei professionisti esterni. All’interno della psicoterapia psicosintetica, il modello di riferimento sul quale mi sono formata, il modo migliore per entrare in relazione con un bambino, con i suoi vissuti e timori è quello di vedere il bambino nella sua globalità, in tutti i suoi aspetti e sfaccettature mettendosi dalla parte del bambino. Le tecniche da proporre all’interno della terapia possono essere davvero tante e di vario genere (disegno, gioco, racconti, visualizzazioni, tecniche di rilassamento, meditazione, messa in scena delle paure) ma è importante precisare che in Psicosintesi viene sempre tenuto ben presente il piano terapeutico della cura, al quale devono essere subordinati i vari esercizi e le tecniche da proporre al bambino. Ogni persona è unica e diversa dalle altre, quindi l’uso di una tecnica può risultare utile per un bambino ma essere non funzionale per altri. È importante inoltre ricordare che le tecniche da sole non bastano e mettere sempre  in evidenza la centrale importanza del fattore umano ovvero della relazione che si instaura fra terapeuta e bambino. Il bambino ha bisogno di uno spazio sicuro all’interno del quale sentirsi ascoltato, accettato e compreso.

Quali sono gli errori che un genitore è bene che eviti quando il bimbo manifesta paure e quali sono le azioni positive che può mettere in campo? È utile informare anche altri adulti di riferimento come nonni o insegnanti?

È importante che i genitori non sminuiscano le paure dei propri bambini considerandole insensate o banali. Frasi del tipo “Sei un fifone”, “Non fare il bambino piccolo”, “Tutti gli altri bambini ci riescono”, è bene evitarle dal momento che andrebbero soltanto a minacciare l’ autostima del bambino, a farlo sentire poco capito, non accolto o a nascondere in seguito le proprie emozioni. Anche razionalizzazioni del tipo “Non c’è motivo per cui aver paura visto che i mostri non esistono” non sono poi tanto utili, poiché i bambini, oltre ad aver bisogno di essere ascoltati, non riescono ancora a fare una distinzione precisa tra mondo reale e mondo fantastico e dietro ad una paura che per un adulto può sembrare del tutto irrazionale  potrebbe velarsi un timore e una preoccupazione più profonda che i più piccoli non riescono a comunicare in maniera diversa. I genitori dovrebbero riuscire a dare uno spazio di ascolto e trasmettere un senso di sicurezza in maniera tale da incoraggiare i bambini delicatamente, offrendo loro delle prove e delle attività adeguate, per fare in modo di trarre da queste esperienze fiducia e sicurezza in loro stessi e nel mondo. È importante inoltre pensare insieme alle paure già superate, giocare, ridere e sdrammatizzare, oltre che insegnare al bambino a mettersi in contatto con il proprio corpo impaurito e vedere cosa succede all’interno di esso, conoscere quindi la propria paura e imparare dei modi in cui rilassarsi attraverso ad esempio la respirazione. Il metodo dei genitori per confrontarsi di fronte alle paure, non deve essere quindi ne troppo rigido ne all’opposto troppo accondiscendente. Non è giusto infatti anche accettare le paure dei bambini in maniera passiva senza spingerli mai ad andare oltre. È bene ricordare che le paure tipiche dei bambini fanno parte del naturale sviluppo e sono funzionali alla crescita se vengono viste, accolte e superate in maniera adeguata. È importante informare i nonni o gli insegnanti in maniera tale da collaborare tutti nella stessa direzione e aiutare il più piccolo ad affrontare le varie situazioni temute in un contesto di accettazione, fiducia e sicurezza. È bene però chiedere al bambino il permesso di poterne parlare.

Qualche tecnica da suggerire?

Per aiutare il più piccolo a riconoscere e superare le sue paure è possibile utilizzare varie tecniche tra le quali il gioco o il disegno che possono aiutare il bambino a verbalizzare e mettere in scena ciò che non riesce ad esprimere attraverso le parole. Possiamo ad esempio chiedere al bambino di disegnare la propria paura e chiedere in seguito di inventare una storia rispetto a quello che è emerso. Un altro metodo efficace è quello rappresentato dai racconti e dalle favole. Nelle storie ci sono infatti esempi di come le paure possano essere superate e affrontate in maniera diversa. È possibile inoltre insegnare ai più piccoli come rilassarsi attraverso il gioco o la respirazione. Possono essere utilizzate anche tecniche di meditazione o drammatizzazione, come ad esempio mettere in scena i propri timori o visualizzare di riuscire nelle proprie imprese. È possibile inventare giochi che possono aiutare i bambini a mettere in scena ciò che temono all’interno di uno spazio protetto, aiutandosi ad esempio anche con dei pupazzi. Attraverso queste tecniche i bambini comprendono a mano a mano che i problemi e le paure ci possono essere ma che è possibile viverli e affrontarli in maniera diversa.

Letture utili

È uscito il libro "Le mie emozioni" (Terra Nuova Edizioni), che può rappresentare una lettura molto utile anche per aiutare i bambini ad affrontare le loro paure.

Questo libro, attraverso la valutazione e l'esame di quattro emozioni chiave - felicità, rabbia, paura e tristezza - aiuta i bambini a scoprire molte cose su loro stessi: cosa succede nel loro cervello quando sono felici o tristi, perché piangono quando qualcosa non va e perché talvolta sono nervosi.
Per ogni emozione sono forniti consigli pratici per aiutare i bambini ad affrontarle positivamente.

L'autrice, Elinor Greenwood, è pedagogista, insegnante e formatrice nel campo della mindfulness. Vive e lavora in Inghilterra. Per la stesura del libro Le mie emozioni si è avvalsa della collaborazione di Maureen Healy, psicologa dell'età evolutiva, e dell'associazione Place2Be, che offre supporto psicologico ed emotivo nelle scuole del Regno Unito.

di Terra Nuova


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