Piastrellare con materiali di recupero
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Dovete cambiare mattonelle del bagno o della cucina e volete risparmiare? Potete farlo voi stessi, rimboccandovi le maniche e utilizzando materiali di scarto di altre lavorazioni o piastrelle in svendita perché con poche rimanenenze.
Si tratta di un lavoro abbastanza complesso e faticoso benché foriero di molte soddisfazioni. Anche questo, come tutto il resto, si impara con un po’ di tempo e buona volontà. Per prendere la mano, potreste iniziare pavimentando un capanno o una cantinetta per poi passare alla casa.
Che cosa serve? Innanzitutto le piastrelle, e anche qui esistono modi per risparmiare e riciclare. Spesso i negozi di ceramiche rinnovano gli allestimenti e i campionari e, in occasione di queste operazioni, gettano al macero una quantità industriale di piastrelle.
Se conoscete qualcuno che lavora in uno di questi esercizi, chiedete di avvisarvi quando fanno il cambio degli showroom. Magari le mattonelle di recupero non basteranno per piastrellare un intero pavimento, ma saranno sufficienti per un lavoro più piccolo. Gli altri materiali vanno acquistato nei negozi per l’edilizia o in ferramenta.
L’occorrente:
– una taglierina per piastrelle (quelle di prezzo medio garantiscono un buon risultato senza essere professionali);
– la cosiddetta ≪cucchiaia americana≫, ovvero un frattazzo dentellato su due lati;
– un secchio per mescolare la malta cementizia;
– una livella;
– una staggia di legno o metallo per verificare che le piastrelle già posate siano in piano;
– la colla per piastrelle;
– i distanziatori (in gergo ≪crocette≫) per lasciare uno o più millimetri di spazio tra una piastrella e l’altra per le fughe;
– lo stucco per fughe;
– ginocchiere (se non siete abituati a stare ore in ginocchio).
Prima di acquistare i materiali d’uso (piastrelle, distanziatori e malte), conviene misurare lo spazio da piastrellare e calcolare il quantitativo approssimativo di materiali necessari (in questo potranno sicuramente aiutarvi i negozianti).
Preparare gli spazi
Prima di procedere occorre ripulire lo spazio da piastrellare: se si tratta di un vecchio pavimento o rivestimento rovinato, bisognerà rimuovere le vecchie mattonelle e la malta con cui erano attaccate, se è una gettata di cemento recente basterà spazzarla, se è un marciapiede o altra superficie in giardino andranno eliminati muschi, erbacce, terriccio e altra sporcizia, e cosi via.
Poi dovete decidere la configurazione del vostro pavimento, ovvero come volete posizionare le piastrelle in base alle dimensioni, alle forme ecc. Se siete alle prime armi vi conviene optare per disposizioni semplici, per esempio procedendo parallelamente alle pareti. Se le pareti non sono a squadro dovrete tagliare alcune piastrelle a misura con la taglierina. Basta ricavare delle sagome dalle forme e dimensioni giuste appoggiando del cartoncino sul buco da riempire e tracciandone i bordi con una matita, quindi ritagliarlo e posizionarlo sulla piastrella da tagliare, tracciare i bordi sulla piastrella con la matita e tagliarla con la taglierina. Se le prime piastrelle si spezzano malamente, non disperate. Per ottenere effetti migliori dal punto di vista estetico, potete decidere di realizzare una cornice lungo il perimetro della stanza (oggi in commercio esistono mille soluzioni). Se quello che dovete piastrellare non è il pavimento di una stanza, ma per esempio un marciapiede o una scala in giardino, dovrete fare la pianificazione preliminare del lavoro, perché quasi sicuramente i bordi non saranno regolari e a squadro, quindi sarà meglio preparare tutte le piastrelle delle giuste dimensioni prima di iniziare la posa in opera.
La posa in opera
Una volta che avete ben chiara la disposizione delle piastrelle e che avete tagliato i pezzi particolari (angoli, piastrelle per punti fuori squadro, bordi ecc.) potete iniziare a impastare la colla: solo l’esperienza vi insegnerà qual e la giusta consistenza.
Preparatene un piccolo quantitativo all’inizio, in modo da avere il tempo di sbagliare e correggere gli errori prima che si asciughi tutta! Con l’aiuto di una cazzuola, prendete un po’ di colla e trasferitela sulla cucchiaia, quindi stendetela con il bordo liscio su una porzione di pavimento, raschiatela leggermente con il bordo dentellato e iniziate a posizionare le prime piastrelle, distanziandole tra loro con gli appositi distanziatori.
Man mano che procedete, aiutandovi con la livella, verificate che le piastrelle siano in piano, ovvero che non ve ne siano alcune sporgenti o rientranti rispetto alle altre, nel qual caso appoggiatevi sopra la staggia di legno o metallo e battete delicatamente con un martello di legno (o il manico della cazzuola) fino a riportarle tutte allo stesso livello. Se c’è una piastrella sporgente significa che sotto avete messo uno strato di colla eccessivo ed e necessario farla rientrare prima che la malta si asciughi. Una volta che la colla ha “tirato”, ovvero si è asciugata, e le piastrelle non si muovono più (di solito la tempistica e indicata sulla confezione della malta stessa), si può procedere a stuccare le fughe.
Le fughe
La “fuga” è lo spazio che si lascia tra una piastrella e l’altra (anche se non si usano i distanziatori, molte piastrelle hanno il bordo smussato, pertanto tra l’una e l’altra si forma comunque uno spazio che in genere va riempito con lo stucco). Si miscela lo stucco e lo si stende con una spatolina lungo le fughe.
Inevitabilmente si sporca la superficie delle piastrelle e bisogna cercare di ripulirla subito, per non lasciare una pellicola opaca. Si possono usare stracci umidi da risciacquare bene dopo ogni pulizia.
Battiscopa con piastrelle di recupero
I battiscopa si possono realizzare con le piastrelle, anche di recupero (per esempio quelle avanzate da un pavimento o recuperate gratuitamente in qualche negozio di ceramiche). Basta tagliare le piastrelle a un’altezza di 7-10 cm (a seconda dei gusti, dello stile della casa ecc.) avendo l’accortezza di utilizzare soltanto la parte esterna, ovvero quella dei bordi. Per intenderci, da una piastrella quadrata di 20×20 cm di lato, potremo ricavare due listelli lunghi rispettivamente 20 cm e alti 7, mentre dovremo scartare la porzione centrale della piastrella (quella con due lati tagliati).
Sarà molto più funzionale ed esteticamente soddisfacente mettere il lato tagliato in basso, verso il pavimento, e lasciare il bordo smussato sopra. Non conviene stendere la colla con la cucchiaia americana sulla parete, con il rischio di macchiarla; è più pratico stenderne un po’ su ogni piastrella prima di posizionarla man mano che si procede, distanziandole con le solite “crocette”. Quando giungerete agli angoli, dovrete necessariamente tagliare alcune piastrelle a misura. Una volta poste in opera tutte le piastrelle, eliminate le crocette e attendete che la colla asciughi, quindi stendete lo stucco per le fughe come spiegato in precedenza, avendo cura di metterne un filo anche in alto tra la piastrella e la parete in modo da non lasciare fessure sul bordo del battiscopa. Poi pulite con uno straccio e il lavoro e fatto. Fate attenzione a pulire anche eventuali macchie di stucco o malta cementizia sul pavimento.
Foto: Kinga Longa su Pexels
PER APPROFONDIRE
IO LO FACCIO DA ME
L’autrice ha rigorosamente sperimentato tutti i suggerimenti che offre. Così scopriamo che aceto e bicarbonato sono sufficienti per mantenere una casa pulita e sana, non contaminata da prodotti per la pulizia costosi e spesso nocivi per la salute. Entusiasmo e pazienza sono invece gli ingredienti per coltivare ortaggi e frutta, rigorosamente biologici, e anche un piccolo pollaio per uso familiare. Con un po’ di creatività la carta viene trasformata in decorazioni e regali originali, e gli indumenti smessi diventano zaini resistenti e marionette per i più piccini. Non mancano i suggerimenti per lavori più impegnativi: il legname usato viene convertito in una credenza, un appendiabiti o una scarpiera, e anche tinteggiare e piastrellare sembreranno operazioni alla portata di tutti. I bambini sono invece i protagonisti del capitolo finale: insieme a loro cucineremo, disegneremo e inventeremo giocattoli con materiali di recupero. Una guida pratica che non solo insegna l’arte del fare, ma anche a riscoprire il piacere della cura di sé e dell’ambiente, e del tempo passato a creare insieme ai più piccolini.

