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“Un altro vino è possibile”: la festa contadina di Ari l’11 luglio nell’astigiano

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Quando
Sabato 11 Luglio 2026

Dove
azienda agricola “La viranda” - Regione Corte 69 San Marzano Oliveto (Asti)

ARI: «Un altro vino è possibile, la vigna agroecologica è la strada»

Se ne parla l11 luglio nellastigiano, per il secondo appuntamento delle feste contadine

Uve ingegnerizzate, vini ultraprocessati, droni che spargono chimica di sintesi: questa è la viticoltura industriale oggi. Ma si può andare oltre questa deriva, recuperando biodiversità, cultura e salubrità.

È questo il focus della giornata organizzata dallAssociazione Rurale Italiana (ARI) il prossimo 11 luglio in provincia di Asti per fare il punto sul presente e sul futuro del vino, ripensando scelte e indicando direzioni virtuose, solide e rispettose di ambiente, salute e tradizione.

Sarà la seconda tappa delle feste contadine che ARI organizza dal nord al sud dellItalia fino a dicembre 2026 per mandare un messaggio chiaro: unaltra agricoltura è possibile, lontana dal modello dellagribusiness, delle coltivazioni intensive, dei latifondi e dello sfruttamento di suoli e lavoratori.

Sabato 11 luglio lappuntamento è allazienda agricola La viranda” a San Marzano Oliveto nellastigiano (Regione Corte 69), dove alle ore 15 si partirà con un confronto dal titolo La viticoltura contadina agroecologica e solidale fra dazi e agroindustria”. 

L’evento è cofinanziato nell’ambito del progetto Cerv dell’Unione Europea connotato dal titolo “Festival for the future: rafforzare l’impegno dei cittadini per un’Unione Europea verde, giusta, democratica e pacifica”.

Dalle ore 17 nellarea allaperto ci saranno gli stand dei produttori dellassociazione con alimenti freschi e locali, poi alle 20 cena sullaia e alle 21 musica per tutti. Un modo per stare insieme, un invito ai contadini, ai consumatori, ai cittadini, ai giovani e meno giovani per ritrovarsi, nutrire relazioni, confrontarsi e rilassarsi godendo di ciò che la natura generosa è in grado di donarci se abbandoniamo lillusione di poterla comandare” e sfruttare.

«Bisogna prendere atto che la ricetta neoliberista della globalizzazione ha portato una sonora sbornia che oggi ha lasciato postumi pesantissimi: cantine piene e decisori politici distratti, strapotere degli oligarchi e guerre dei dazi, marketing con un racconto stanco ma ancora finanziato a suon di milioni con soldi pubblici» sottolinea Attilio Romagnoli coordinatore del gruppo vino di ARI.

«Oggi nei vigneti dellagribusiness ci sono costose macchine che potano e vendemmiano, droni che spargono pesticidi e digitalizzazione a oltranza – prosegue Romagnoli – Tutto per un prodotto industriale che ormai bevono solo i vecchi boomers” e che costringe alla disperata ricerca di altri mercati allestero, a suon di accordi di libero scambio».

«Noi invece facciamo e vogliamo continuare a fare un vino diverso, senza paginate di ingredienti ammessi, anzi con residui chimici ben al di sotto dei limiti di legge, nato” in vigne dove si vivono altre storie, storie vere, di relazioni, di trasmissione dei saperi, e appunto di feste contadine genuine. Un altro vino” che è già realtà, basta saperla vedere e apprezzare» conclude Claudio Solito, viniviticoltore proprietario de “La viranda”, che ospita appunto questa secondo festa contadina.

Per prenotazioni: 0141 856571 (la Viranda) o 329 2327920 (Claudio)