Ènostra denuncia: «Migliaia di comunità energetiche bloccate»
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La cooperativa Ènostra lancia l’allarme: «Il GSE smaltisca le richieste di integrazione delle Comunità energetiche rinnovabili che non hanno richiesto il contributo PNRR e garantisca tempi certi. Sennò resta tutto bloccato».
Ben 120 membri, di cui 20 piccole e medie imprese, 100€ euro a famiglia e 1300 euro a PMI all’anno, un impianto eolico da 1 MW, oltre 1 GWh di energia condivisa e decine di migliaia di euro di incentivi da destinare a progetti sociali sul territorio. Sono questi i numeri che oggi dovrebbe avere CERqua, la Comunità Energetica Rinnovabile di Gubbio, in provincia di Perugia, nata nel 2024, prima CER eolica d’Italia, alla quale Ènostra ha messo a disposizione una turbina da 999 kW.
«Il condizionale, però, è d’obbligo – spiega la cooperativa che fornisce energie elettrica 100% rinnovabile – Sul portale del Gestore dei Servizi Energetici, infatti, CERqua risulta ancora ferma ai dati di luglio 2025: 41 membri e circa il 5% di energia condivisa. Questo perché ci sono ben cinque richieste di integrazione presentate via PEC nel corso dell’ultimo anno che non hanno ricevuto alcun riscontro da parte del GSE. E l’ultima, inviata tramite piattaforma, come da nuova procedura, risulta in validazione da giugno 2026, comportando così il blocco totale di qualsiasi ulteriore aggiornamento della configurazione».
«Come può una CER crescere, farsi conoscere, coinvolgere nuovi cittadini e imprese e costruire credibilità sul territorio – si chiede Federico Bufalini, presidente di CERqua – se i membri che hanno fatto richiesta più di un anno fa non risultano ancora censiti? Il problema non è soltanto amministrativo: riguarda la capacità stessa delle CER di programmare, distribuire correttamente gli incentivi, sostenere progetti sociali e realizzare le attività per cui sono nate».
«Purtroppo il caso di Cerqua non è affatto isolato» precisa Sara Capuzzo Direttrice e Resp. Advocacy della cooperativa ènostra. «I dati ufficiali aggiornati ad agosto ci dicono che sono 6.161 le configurazioni CER attive, con una media di appena 10 membri ciascuna, ma la partecipazione in realtà sarebbe di molto superiore, se la macchina del GSE non fosse inceppata».
«Se si sbloccasse la situazione il numero dei soci risulterebbe da tre a cinque volte superiore ai numeri di partenza e il tasso di condivisione aumenterebbe proporzionalmente. E se guardiamo al moltiplicatore della nuova potenza in attesa di approvazione, i numeri risulterebbero ancora più clamorosi» prosegue Ènostra. Ma «tutti i progetti che non hanno richiesto i fondi del PNRR sono rimasti praticamente bloccati alla loro fase embrionale».
«Il ritardo nell’aggiornamento delle configurazioni ha conseguenze anche economiche – prosegue la cooperativa – A questo si aggiunge un altro elemento critico. In base alle Regole del GSE, i dati di condivisione definitivi vengono trasmessi entro il mese di maggio dell’anno successivo all’anno di riferimento. Nel frattempo, il GSE eroga mensilmente una quota di incentivi, sempre uguale a parità di potenza, sulla base di una quota di energia condivisa presunta del 60%, mentre il dato definitivo arriva solo l’anno successivo. Se nel frattempo le richieste di integrazione restano bloccate, la gestione e la corretta ripartizione degli incentivi diventano particolarmente critiche e non è possibile chiudere i bilanci di esercizio.
Il caso di CERqua è emblematico: nel 2025 la CER ha incassato circa 81.400 euro di incentivi; il successivo ricalcolo del GSE, effettuato sulla base dei 41 soci allora registrati, ha evidenziato oltre 67.000 euro da stornare. L’importo dovrà essere nuovamente ricalcolato, questa volta a vantaggio della CER, quando saranno finalmente riconosciuti i nuovi soci, con decorrenza retroattiva dalla data della richiesta. Nel frattempo, decine di migliaia di euro restano senza una attribuzione certa e non possono essere impiegati. Un problema che riguarda anche i progetti sociali: secondo il regolamento di CERqua, circa il 40% degli incentivi è destinato a iniziative territoriali meritevoli, che la CER selezionerà tramite bando. Ma finché il GSE non dà conferma ufficiale, tutto resta fermo».
La vicenda di CERqua è esemplare di una difficoltà che riguarda molte centinaia di CER italiane, «costrette a operare senza dati definitivi e aggiornati e quindi con difficoltà nel programmare lo sviluppo, comunicare i risultati e gestire correttamente le risorse».
Le richieste di Ènostra
Per sbloccare la situazione, Ènostra ha mandato al GSE una lettera in cui chiede di:
1. gestire separatamente le pratiche PNRR dai progetti che maturano solo la tariffa premio in modo da garantire opportuno presidio e tempestivo supporto alle CER già registrate;
2. sbloccare rapidamente le richieste di integrazione rimaste in sospeso dal 2025 (alcune da oltre 15 mesi!) e comunicare alle CER i dati di condivisione definitivi del 2025 (includendo nel consuntivo tutti i membri ancora in sospeso);
3. anticipare la data di comunicazione dei dati di condivisione relative all’anno concluso entro il mese di febbraio (marzo al massimo) in modo da consentire alle CER di chiudere i bilanci e di ripartire le quote di incentivo dovute a consumer, prosumer e produttori terzi e di mettere a terra i progetti territoriali;
4. introdurre tempi massimi di risposta e un sistema di monitoraggio dello stato delle pratiche;
5. semplificare la richiesta dei dati tecnici relativi agli impianti da inserire in configurazione, considerato che le stesse informazioni sono già presenti sia nel portale GAUDI di Terna che negli archivi dei distributori locali.
Foto: Ènostra
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