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Traumi alla nascita, superarli con la psicokinesiologia integrativa

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Si chiama psicokinesiologia integrativa dello sviluppo ed è l’approccio ideato dalla dottoressa Alessandra Marino, pratica che può essere di grande aiuto per chi ha vissuto traumi alla nascita. Abbiamo intervistato la dottoressa Marino.

Traumi alla nascita, superarli con la psicokinesiologia integrativa

Si chiama psicokinesiologia integrativa dello sviluppo ed è l’approccio ideato dalla dottoressa Alessandra Marino, pratica che può essere di grande aiuto per chi ha vissuto traumi alla nascita. Abbiamo intervistato la dottoressa Marino.

Dottoressa, in cosa consiste questa metodologia e su quali principi si basa?

«La psicokinesiologia integrativa dello sviluppo© è una tecnica di intervento terapeutico ed educazionale che integra la psicologia dello sviluppo, che studia lo sviluppo del ciclo di vita, la psicologia energetica, che coniuga tecniche di intervento psicologico e psicoterapeutiche, con il riequilibrio dei chakra e dei meridiani energetici, e il test muscolare kinesiologico, per individuare squilibri nell’organismo e riequilibrare l’intero sistema, aiutando così l’individuo di tutte le età a fare un cambiamento positivo. Il metodo lavora al livello della memoria cellulare impressa nel corpo nei primi momenti di vita, e quindi riesce a raggiungere dimensioni  ibrazionali ed esistenziali formatesi ancor prima che il cervello si fosse completato.  La psicokinesiologia lavora  in una dimensione che precede “la parola” e quindi propone un cambio di paradigma rispetto alle altre tecniche psicoterapeutiche attuali, in cui la parola agisce come mezzo per esplorare emozioni, vissuti e traumi. Andare a contattare emozioni corporee primarie non consapevoli permette di scoprire tante informazioni attive a livello profondo come forti paure, eventuali ingiunzioni, scelte limitative e reattive di copione, e altre attitudini basilari inconsce mai formalizzate prima dal pensiero. Poi si lavora per riequilibrarle con una serie di tecniche innovative».

In quali situazioni/condizioni risulta utile e applicabile e come?

«Nel gestire situazioni di stress, di ansia, o quando è presente dolore fisico o mentale, o anche per migliorare la propria qualità di vita. L’ascolto consapevole di un vissuto o di un blocco profondo apre nuove prospettive di autoguarigione del corpo, e a quel punto la persona può essere aiutata con il riequilibrio dei chakra e dei meridiani energetici a fare nuove scelte positive».   

Quali benefici apporta e quali risultati ha ottenuto con le persone che ha seguito?

«La psicokinesiologia integrativa dello sviluppo© riesce a individuare le emozioni profonde rimaste ancorate nel corpo e le convinzioni interiori che sono rimaste impresse nel proprio sistema di auto-immagine fin dai primi momenti di vita. Poi le trasforma in comportamenti più funzionali per la persona, ricreando la coerenza dei due emisferi cerebrali e l’unità delle varie parti del sé. Nella mia esperienza clinica, la maggior parte delle persone è riuscita a liberarsi da profondi condizionamenti disfunzionali e limitanti e a realizzare finalmente obiettivi relazionali o professionali, come ad esempio trovare finalmente il giusto partner o, per i molti sportivi con cui ho lavorato, liberarsi da tutte le insicurezze e dagli auto sabotaggi un momento prima di una possibile vittoria». 

Qual è il legame che questi traumi hanno con la placenta di cui nella stragrande maggioranza dei casi veniamo privati subito dopo la nascita?

«Nel momento in cui nasciamo avviene la prima e naturale separazione dal corpo della madre, che viene presto integrata quando inizia l’allattamento, ma nel caso della separazione precoce dalla placenta avviene una ulteriore separazione da una parte di sé e anche da ciò che svolgeva tutte le nostre funzioni vitali. Essere buttati in questo modo improvviso e violento nel mondo esterno ci può cogliere impreparati, ci può spaventare, può impedirci di trovare dentro di noi la sicurezza nella nostra unità e identità. E il non avere oltretutto consapevolezza che è avvenuto questo evento, ci porta a non avere strumenti per poterlo poi elaborare in maniera appropriata». 

Come si può fare in modo che non si verifichino situazioni traumatizzanti?

«È auspicabile una nascita gentile e assistita, in modo da preservare il cordone intatto tutto il tempo necessario affinché il passaggio del sangue e delle funzionalità vitali sia completato. Per chi ha vissuto il clampaggio all’arrivo in questo mondo, posso consigliare  la specifica meditazione di riconnessione con la propria placenta al momento della nascita, da me proposta spesso nei vari seminari relativi alla “cultura della placenta e della nascita gentile”, il cui testo è possibile trovare nel libro Medicina placentare della dottoressa Elena Benigni. Per guarire è infatti necessario tornare alla propria consapevolezza e ridiventare padroni di sé, sperimentando un ambiente sicuro e pacifico dove ricreare un senso unitario del sé, come può avvenire durante una meditazione mirata».

LETTURE UTILI

Medicina placentare. Una rivoluzione culturale e scientifica per una cura profonda dell’essere umano

Quante delle donne che hanno partorito sanno che cosa ne è stato della loro placenta? Quante hanno chiesto espressamente che fosse loro consegnata? E, in questo caso, erano a conoscenza degli innumerevoli utilizzi possibili come vera e propria risorsa di salute? La dottoressa Elena Benigni in questo libro ci spiega quanto sia importante mantenere la placenta il più a lungo possibile attaccata al neonato attraverso il cordone ombelicale per trasferire sangue, sostanze nutritive e cellule staminali al piccolo. E quanto sia importante conservare la placenta per ricavarne rimedi naturali da utilizzare efficacemente in caso di disturbi tra i più diversi. Oggi è possibile e i risultati possono essere sorprendenti.
Trovate qui le informazioni necessarie, incluse quelle legali, per evitare il taglio precoce del cordone ombelicale, ottenere la restituzione della placenta e conoscerne i possibili utilizzi.
Introduzione di Ibu Robin Lim

QUI IL LIBRO

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