Omeopatia, un cittadino su due chiede più informazioni
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La nuova Associazione per il Sostegno all’Omeopatia (AISO) richiama l’attenzione sull’importanza di rendere disponibili indicazioni terapeutiche e posologiche chiare e approvate.
Prevenzione, corretti stili di vita e partecipazione attiva delle persone alle scelte che riguardano la propria salute stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito sanitario. Una direzione confermata anche dal nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, che ribadisce la centralità della prevenzione nelle politiche sanitarie e punta a rafforzare il coinvolgimento dei cittadini nella tutela della salute.
«In questo scenario, c’è una parte significativa della popolazione che sceglie di avere un ruolo attivo nel proprio percorso di salute e che, tra le opzioni a cui ricorre, include anche i medicinali omeopatici – spiega AISO – Una scelta già ampiamente diffusa, alla quale però non sempre corrisponde la possibilità di disporre di riferimenti sufficienti per orientarsi».
Dall’indagine “Scenario e consumatori di Medicinali Omeopatici 2026”, realizzata da Eumetra per Omeoimprese su oltre 1.400 adulti, emerge che il 31% degli intervistati dichiara di voler ricevere maggiori informazioni sui medicinali omeopatici, una percentuale che sale al 49% tra coloro che li hanno utilizzati negli ultimi sei mesi. Un utilizzatore recente su due, dunque, manifesta un bisogno di conoscenza ancora insoddisfatto.
«Un dato che assume particolare rilievo in un Paese in cui, secondo la stessa ricerca, quasi 18,5 milioni di persone hanno utilizzato medicinali omeopatici nell’ultimo anno e nel quale, allo stato attuale, nessun medicinale omeopatico autorizzato da AIFA rientra nella procedura ordinaria che consente l’approvazione di specifiche indicazioni terapeutiche – spiega AISO – I numeri invitano a riflettere su una questione che riguarda direttamente la consapevolezza dei pazienti: come garantire che chi sceglie un medicinale omeopatico possa accedere a informazioni chiare, validate e facilmente comprensibili sul suo utilizzo?».
«Chi sceglie di curarsi con l’omeopatia trova non poche difficoltà lungo il suo percorso», afferma Rossana Cavaglieri, presidente di AISO. «Il paziente deve poter contare su informazioni chiare, validate e comprensibili, che lo aiutino a dialogare meglio con il medico e con il farmacista e a riconoscere i limiti dell’autocura. La mancanza di indicazioni, tuttavia, non impedisce alle persone di utilizzare questi medicinali: rischia, piuttosto, di lasciarle sole nella ricerca delle risposte».
Pazienti informati e consapevoli
Tra le priorità indicate fin dalla propria nascita, AISO pone l’educazione alla salute e la disponibilità di strumenti utili a distinguere tra fonti affidabili, approcci terapeutici e limiti dell’iniziativa individuale.
«Il vuoto informativo favorisce il passaparola e la ricerca di risposte attraverso canali la cui attendibilità non è sempre verificabile», sottolinea Cavaglieri.
Anche i dati Eumetra confermano il ruolo centrale dei professionisti sanitari. Il 54% degli intervistati individua nel medico di medicina generale il soggetto più adatto a fornire informazioni sui medicinali omeopatici; il 40% indica il medico esperto in omeopatia e il 39% il farmacista. Il 27% si aspetta inoltre un contributo informativo dalle strutture sanitarie pubbliche e il 26% dalle autorità sanitarie.
Un percorso ancora da completare in Italia
Ma per quali motivi esiste una tale carenza di informazioni sull’omeopatia? «La normativa europea consente agli Stati membri di definire percorsi autorizzativi che tengano conto delle caratteristiche e della tradizione omeopatica praticata a livello nazionale – prosegue AISO – Questa possibilità, prevista anche dalla legislazione italiana, nel nostro paese non è stata ancora resa operativa. Il risultato è che nessun medicinale omeopatico attualmente autorizzato da AIFA dispone di indicazioni terapeutiche approvate, mentre in Paesi come Francia e Germania sono attivi strumenti specifici di valutazione che hanno consentito ad alcune specialità di riportare ambiti di utilizzo, posologia e informazioni approvate per il paziente. Alla luce dei dati Eumetra, riteniamo utile promuovere una riflessione su come rendere disponibili anche nel nostro Paese, nel rispetto delle valutazioni e delle procedure previste, indicazioni terapeutiche e posologiche approvate negli stampati dei medicinali omeopatici per i quali ne ricorrano le condizioni».
«Il bisogno espresso dai pazienti merita di essere ascoltato», conclude Cavaglieri. «La libertà di scelta richiede responsabilità e la responsabilità ha bisogno di conoscenza. Per questo è importante partire dalle esigenze concrete dei pazienti e offrire loro strumenti utili a compiere scelte più consapevoli. Per parte nostra ci adopereremo per portare queste istanze alle istituzioni, ma anche per favorire, con incontri, seminari e conferenze tenute da professionisti della salute, una miglior conoscenza dell’omeopatia. Una medicina efficace, sostenibile e diffusa in tutto il mondo, che merita di essere valorizzata».
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