Ambiente Attualità
Perù, popoli indigeni a rischio sterminio
Survival International lancia l’allarme: «Due i disegni di legge in discussione in Perù che potrebbero decretare la fine dei popoli indigeni».
Survival International lancia l’allarme: «Due i disegni di legge in discussione in Perù che potrebbero decretare la fine dei popoli indigeni».
«Dall’inizio della guerra in Iran, le compagnie petrolifere nell’Ue hanno realizzato 81,4 milioni di euro di extra-profitti al giorno grazie all’impennata dei prezzi dei carburanti»: lo denuncia Greenpeace che chiede che ora paghino più tasse.
«Un articolo pubblicato sul quotidiano finanziario israeliano Globes conferma che Eni ha rinunciato a esplorare alla ricerca di gas nel tratto di Mar Mediterraneo all’interno della zona economica esclusiva palestinese»: lo fa sapere l’organizzazione ReCommon.
A fronte del caro bollette, Greenpeace rilancia la richiesta di «tassare gli extra profitti del comparto fossile e militare, per far pagare le aziende che guadagnano con le guerre».
L’organizzazione ReCommon invita i cittadini a manifestare a Sace la propria contrarietà all’installazione di sei navi di liquefazione di gas nel Golfo San Matías in Patagonia.
Alessandro Ronca, direttore scientifico del PeR, offre utili consigli per risparmiare sulla bolletta del gas.
In Italia la concentrazione di gas radon, che può arrecare danni alla salute, è molto elevata. Malgrado non esistano obblighi di intervento stringenti, è però consigliabile effettuare le misurazioni nelle abitazioni e provvedere alla messa in sicurezza. Ecco come.
«Le compagnie petrolifere e del gas guadagnano miliardi ogni giorno, alimentando il riscaldamento globale con le loro emissioni fuori controllo: va introdotta una tassazione adeguata»: lo chiede Greenpeace.
ReCommon è intervenuta per la prima volta all’assemblea degli azionisti di Snam in qualità di “azionista critico” per chiedere alla dirigenza della società di cessare le sue controverse relazioni con società private israeliane.
Una coalizione di 87 organizzazioni e reti della società civile internazionale ha rilasciato una dichiarazione congiunta che chiede di non realizzare il Corridoio Sud dell’Idrogeno, infrastruttura di 3300 chilometri che dal Nord Africa dovrebbe arrivare in Germania, passando per l’Italia.
Il Tar ha deciso che le trivellazioni previste con il Progetto Teodorico sul Delta del Po vanno bloccate; ha accolto il ricorso degli ambientalisti.
Un’inchiesta dell’Unità investigativa di Greenpeace Italia rivela che il progetto “Congo LNG” di ENI, per importare gas naturale liquefatto (GNL) dalla Repubblica del Congo, «è un'iniziativa piena di ombre, utile al colosso energetico italiano anche per nascondere e delocalizzare parte delle sue emissioni».
A Torino, città in cui dal 28 al 30 aprile si tiene il G7 Clima, Energia e Ambiente, ReCommon porterà Juan Mancias, portavoce dei nativi americani Carrizo Comecrudo. La comunità si trova nel territorio texano al confine con il Messico, la Rio Grande Valley, dove sta per sorgere un mega-terminal per il gas naturale liquefatto. Mancias, a nome della sua comunità, porta un grande No al progetto.
Greenpeace, Legambiente, Wwf e Kyoto Club criticano il Piano Mattei per l'Africa e chiedono un incontro al presidente del Consiglio: «È chiaro che le rinnovabili non sono protagoniste, protagonista è ancora il gas. Vorremmo presentare al governo il piano energetico di cui ha bisogno l'Italia per diventare l'hub delle rinnovabili».
«Un impianto fotovoltaico deve durare almeno vent’anni durante i quali deve produrre ed essere affidabile. I primi 4-6 anni servono per ripagare i costi materiali dell’impianto (è un dato variabile, quello del break even point, che dipende dal costo dell’energia elettrica sul mercato finale) mentre i restanti anni sono sostanzialmente a costo zero e quelli oltre i venti sono davvero gratuiti. Dopo vent’anni un pannello fotovoltaico ha ancora l’80% della resa originale»: ce lo spiega Sergio Ferraris nel suo libro "Vivere felici senza gas" (Terra Nuova edizioni).
Sul numero di dicembre della rivista Terra Nuova trovate un utilissimo articolo con indicazioni, informazioni e suggerimenti pratici per conquistare l’indipendenza energetica, soprattutto dal gas fossile. E Veggie Channel, in collaborazione con Terra Nuova, ha realizzato una videointervista sul tema al nostro esperto.
«Troppo pericoloso collocare nel brindisino un deposito GNL, lo vogliono prevedere a due chilometri dal centro abitato in un’area dove peraltro c’è già una concentrazione di impianti inquinanti»: la presidente di Italia Nostra Brindisi, Maria Ventricelli, spiega il no di associazioni e comitati al progetto.
Con l’arrivo della stagione fredda aumentano i consumi energetici. La prima strategia da mettere in campo è quella del risparmio, e anche in cucina si può fare parecchio. Ecco i consigli per salvare l’ambiente e il portafogli
«Il gas non è la scelta giusta per la transizione ecologica. Qualunque sia la sua provenienza, il suo impiego per il riscaldamento o per la produzione di energia elettrica, il gas fossile ha un elevato impatto in termini di emissioni di gas serra. Se oltre al suo impiego si prende in considerazione l’intero processo di estrazione e di trasporto, si hanno elevate emissioni (comprese quelle accidentali) di metano in atmosfera»: così l'associazione Greenpeace.
Come spiega Greenpeace, l'8 settembre scorso è stata inviata «una richiesta formale per una revisione interna alla Commissione Europea. L’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia vìola infatti il regolamento sulla tassonomia e gli obblighi dell’UE definiti dall’Accordo di Parigi del 2015».