No alla capitozzatura!

Ci sono diverse ragioni per opporsi alla capitozzatura degli alberi, dalla salute delle piante, agli aspetti economici. Una campagna di dissuasione verso una pratica che affligge viali, parchi e campagne. Con il poster stampare, attaccare e diffondere nel tuo comune di residenza

12 Febbraio 2017

La potatura degli alberi fa parte della gestione ordinaria del verde urbano. Ma il risultato che ci consegnano le imprese del verde, per qualsiasi essere umano dotato di sensibilità, a volte è davvero raccapricciante. Alberi con la chioma mozzata, scheletri senza foglie. Mostri geometrici alieni al mondo vegetale, che poco hanno a vedere con la vita degli esseri viventi. Non è certo per una questione puramente estetica che vi parliamo della capitozzatura, o delle potature drastiche inflitte alle nostre piante. Ma forse dovremmo partire proprio dal fatto che un bambino, istintivamente non disegnerebbe mai alberi del genere.

In mezzo alle città, lungo i viali alberati, in questo periodo capita spesso di vedere un trambusto di camion, gru, e uomini sospesi in aria sui cestelli, sollevati da potenti braccia di ferro. Presi dal nostro tran tran quotidiano non ci rendiamo conto di cosa stia succedendo. Dall'abitacolo delle nostre autovetture non ci accorgiamo neppure del fracasso infernale delle motoseghe.

La perdita economica sul medio-lungo periodo è rilevante. Se l’albero capitozzato sopravvive, entro pochissimi anni occorrerà intervenire con una nuova potatura di contenimento della vegetazione

I risultati li vediamo e ci sgomentano. Ma spesso non conosciamo gli effetti a lungo termine della capitozzatura che sono inesorabili: indebolimento, invecchiamento precoce, malattie, insediamento di parassiti sono le conseguenze di una pratica sconsiderata, che continua a procurare danni alla natura e ai cittadini, a causa del cedimento improvviso dei rami o il collasso improvviso degli alberi.

Questo però non significa che le piante non si debbano toccare. Uomini e alberi devono poter convivere, anche nei contesti urbani. Ma questo è un motivo in più per fare delle potature corrette, con cognizione di causa, per evitare di creare danni ancora maggiori per la cittadinanza, oltre che per la salute stessa degli alberi e di quel po' di natura rimasta a margine di piazze, strade, parcheggi e marciapiedi.

L'aumento dei costi

Le autorità comunali, spinti dalla reale necessità di salvaguardare l'incolumità pubblica, scrivono ordinanze e firmano esecuzioni lavori, convinti di mantenere gli alberi sani e sicuri. Il gioco al ribasso degli appalti pubblici di fatto contribuiscono a far fiorire un sottobosco di aziende e cooperative con maestranze improvvisate epersonale spesso sottopagato.

Malgrado sempre più città si stiano dotando di uno specifico regolamento del verde che impone precise raccomandazioni e linee guida, gli scempi rimangono all'ordine del giorno. Vediamo dappertutto tagli che non rispettano la fisionomia naturale delle piante e che come tali non vengono perseguiti e sanzionati, malgrado favoriscano l'insicurezza e riducano la capacità di difesa delle piante di fronte alle malattie.

Un altro mito da sfatare è che la potatura possa migliorare lo stato di salute delle piante. È vero semmai il contrario. Come si legge nei quaderni della Scuola Agraria del Parco di Monza, che in Italia è un'autorità indiscussa, gli alberi crescono bene da soli, se li si lascia stare.

Ad ogni ramo tagliato corrisponde una radice che muore. Le foglie permettono infatti la fotosintesi e producono l'energia necessaria ad una pianta per sopravvivere. Come reazione la pianta attiva le gemme latenti forzando la rapida crescita di germogli attorno a ogni taglio.

L'albero ha bisogno di creare, il più presto possibile, una nuova chioma. E se non possiede una sufficiente energia di riserva, accumulata nel legno, si indebolisce e rischia di morire.

La potatura dovrebbe limitarsi una semplice asportazione selettiva di rami secchi, l'eliminare parti morte, morenti o pericolose per la vita urbana. In altri casi potrebbe limitarsi a prevenire dei danni alla struttura. Tutto il resto è un danno che facciamo alle piante e a noi stessi.

Il valore del verde urbano

Le piante sono esseri viventi, che come noi vivono, si sviluppano, si ammalano, soffrono, lottano per la sopravvivenza, e interagiscono con gli altri esseri viventi. Ma soprattutto aiutano la qualità della nostra vita, mostrando una capacità, che non uguali in natura, di entrare in simbiosi con l'uomo, gli animali, il terreno, funghi e microrganismi, secondo un'intelligenza che sfugge alla nostra capacità di comprensione.

La definizione di piante “ornamentali” è piuttosto riduttiva, relega la loro funzione ad una questione estetica, o di pubblico decoro. Si dimentica troppo spesso che la presenza della vegetazione in aree urbane è indispensabile per la purificazione dell’aria, la regolazione del clima, la difesa del suolo dall’erosione e la riduzione dell’inquinamento acustico.

Alla conferenza Onu Habitat III sullo sviluppo urbano sostenibile, tenutasi lo scorso ottobre a Quito in Equador, sono stati presentati i numeri di un caso studio importante: la città di New York, che ospita a Central Park una delle foreste urbane più vaste del mondo. Ebbene, a fronte dei 22 milioni necessari per la manutenzione, gli alberi della Grande Mela fruttano 120 milioni di dollari l’anno. Contribuiscono per 28 milioni ai risparmi di energia, per 5 milioni al miglioramenti della qualità dell’aria e per 36 milioni a ridurre le spese dovute al contenimento delle inondazioni da pioggia. Gli alberi, grazie alla loro ombra possono mitigare le temperature delle città tra i 2 e gli 8 gradi; se sono piantati vicino a un edificio, consentono di ridurre del 30% il costo dell’aria condizionata in estate, e di abbattere le spese per l’energia fra il 20 e il 50% in inverno. Ma i benefici ambientali riguardano anche la salute. Un solo grande albero assorbe 150 chili di CO2 all’anno, filtrando anche le polveri sottili emesse dal traffico veicolare, dalle industrie e dalle caldaie domestiche. Lo stesso albero, assimilando circa 5000 litri di acqua all’anno, contribuisce a mantenere il sottosuolo asciutto, pronto a impregnarsi di altra acqua piovana.

La città ideale dovrebbe avere, secondo gli esperti, almeno il 40% della propria superficie ricoperta da alberi. Ma purtroppo, secondo le ultime rivelazioni Istat, relative al 2014, il verde urbano, nelle nostre città rappresenta il 2,7% del territorio. Ogni italiano ha a disposizione in media 31 mq di superficie verde con differenze regionali piuttosto marcate, con il Nordest che ha dotazioni superiori più che doppie rispetto a quelle del Centro, del Nord-ovest e delle Isole. Una carenza che si ripercuote sulla nostra qualità della vita, poiché gli alberi sono un antidoto contro l'ansia e la depressione. Perché, come ha rilevato uno degli interventi alla conferenza di Quito, in un'area priva di alberi nel cervello degli umani si attiva maggiormente l'amigdala, che stimola il rilascio degli ormoni che innescano la reazione di combattimento o fuga.  

Scegliere operatori qualificati

Chi si rivolge a un operatore ETW (European Tree Worker) ha la garanzia di aver di fronte una persona formata sul piano teorico-pratico in materia di botanica, fitopatologia, normative sulla sicurezza sul lavoro. Capace di utilizzare corde e moschettoni per fare tree climbing, l'arrampicata sugli alberi, che permette di operare con maggiore cura e precisione.

La certificazione viene rilasciata dalla European Arboriculture Council (EAC) e attesta queste capacità professionali e competenze in materia di arboricoltura, ma ha una validità limitata nel tempo. Ogni tre anni è infatti da rinnovare con un nuovo esame e si deve dimostrare di avere continuato ad operare nel campo dell’arboricoltura.

“Purtroppo in Italia non è ancora riconosciuto pienamente il ruolo del tree worker” spiega Michele “mentre nei paesi stranieri rappresenta un titolo preferenziale nella selezione. Tuttavia in Italia siamo circa 170 persone iscritte nell'albo. E la mentalità sta cambiando, anche se a fare scuola come sempre è il Nordeuropa”.

7 ragioni per opporsi alla capitozzatura

Pubblichiamo una sintesi delle buone ragioni per dire no ai tagli netti degli alberi. Si tratta di valutazioni e indicazioni tratte dai documenti ufficiali della Società Internazionale di Arboricoltura, la più grande associazione professionale del mondo, che si occupa della conoscenza e della conservazione degli alberi.

  1. Deficit nutritivo. Qualunque intervento che rimuove più di 1/3 di superficie della chioma, causa un deficit di sostanze nutritive. La capitozzatura, elimina una porzione di chioma che sconvolge l'equilibrio energetico della pianta, determinando l'abbassamento delle difesa da agenti patogeni e aggressioni esterne.
  2. Shock solare. La chioma dell'albero ha una funzione di ombrello che scherma dagli agenti atmosferici e dall'azione diretta dei raggi solari. Con la capitozzatura il tessuto della corteccia rimane esposto a scottature solari, e si espone allo stesso rischio tutta la vegetazione circostante.
  3. Sviluppo di malattie e parassiti. I mozziconi di un albero capitozzato formano delle ferite difficili da rimarginare soprattutto quando sono collocate in posizione apicale. Tali monconi sono facilmente attaccabili da insetti e parassiti, ma anche dalle spore di funghi che causano carie del legno.
  4. Ricrescita accelerata di rami deboli. La pianta cerca di reagire gettando nuovi rami epicormici, che spuntano cioè dalle nuove gemme presenti sul tronco. Si tratta di rami particolarmente deboli, che presentano un'attaccatura fragile, con il rischio che si stacchino più facilmente con colpi di vento. I nuovi rami sono più numerosi di quelli che si svilupperebbero secondo la fisiologia naturale, e crescono molto velocemente riportando in breve tempo la pianta all'altezza precedente. Il risultato è una pianta più pericolosa di prima con un aggravio di costi di manutenzione.
  5. Morte dell'albero. Alcuni alberi adulti, e alcune specie, come ad esempio i faggi, sopportano la capitozzatura meno di altri. La riduzione del fogliame conduce rapidamente all'essiccamento.
  6. Brutture. La potatura drastica distrugge la naturale forma dell'albero, lasciando al posto della parte terminale delle branche orribili monconi. Finché non ricompaiono le foglie l'albero capitozzato appare sfigurato e mutilato. Quando metterà le foglie formerà una chioma a forma di palla. Un albero capitozzato non riuscirà più a riacquisire la sua naturale forma e perde così la sua funzione estetica.
  7. Aggravio dei costi Si fa presto a tagliare con la motosega in modo indiscriminato. Un'operazione molto più semplice e veloce del taglio selettivo, che dà l'illusione di risparmiare tempi e costi. Tuttavia sul medio-lungo termine i costi si accrescono enormemente perché aumenta anche la necessità di fare degli interventi di manutenzione.   

Partecipa anche tu alla nostra campagna: scarica e stampa il file che trovi al termine dell'articolo in formato pdf per dire no alla capitozzatura.

Ecco in breve cosa puoi fare:

- scarica e salva il pdf allegato "Capitozzatura: 7 ragioni per dire no" e invialo via email, condividilo sui social o dove ritieni opportuno,

- stampa e fotocopia il pdf allegato e distribuiscilo nel tuo comune, presso biblioteche, centri culturali, scuole e associazioni,

- richiedi al tuo comune di dotarsi di un Regolamento del verde, che contempli le buone prassi indicate in questo articolo,

- inviaci foto e documentazione di alberi capitozzati nella tua città. Le pubblicheremo.

Condividi questa pagina sui social network per creare rete, discussione e interesse sull'argomento.

Per ulteriori informazioni tecniche sulla potatura degli alberi si consiglia di consultare il sito della Società Italiana di Arboricoltura. L' International Society of Arboriculture  (ISA) è la più grande associazione professionale tra quanti si dedicano alla cultura ed alla conservazione degli alberi. La Sezione Italiana (o “Chapter”) dell'ISA è stata costituita nel 1994, e nel 2002 è diventata la Società Italiana di Arboricoltura (SIA

Per informazioni: http://www.isaitalia.org

di Dario Scacciavento

Documenti allegati


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Finalmente Cristiano

13/02/2017 07:54

Finalmente qualcuno che divulga le buone pratiche di potatura. Nel mio lavoro sono a contatto quotidianamente con gli alberi, e tocco con mano i disastri e gli scempi creati da fasulli professionisti che mutilano il nostro patrimonio arboreo. Purtroppo il grosso problema è L ignoranza di chi si ostina a dire " abbiamo sempre fatto così " , senza informarsi e studiare. Speriamo che le cose cambino... w gli alberi e chi si prende cura di essi!!! Bravi

PRATOALBEROGRAFIE Tiziana

27/01/2017 10:33

L'Associazione Culturale Paesaggi di Prato parteciperà alla campagna. La salvaguardia del verde urbano è una delle tematiche che occupano la nostra attività. abbiamo anche noi realizzato un blog dedicato al verde urbano dove pubblichiamo immagini di alberi, anche -e soprattutto- quelli tristemente violati. E' necessaria anche una grande campagna di educazione dei cittadini. Grazie!

Correzzioni oneste Giovanni da Legnano

12/01/2017 09:26

Amo la natura, amo la vita delle piante e degli animali ma anche dei fiori e dell'insalata! ! Ma ..... da sempre l'umanità nella sua evoluzione ha modificato e corretto quanto la natura selvatica tende a sopraffare i programmi e le utilità dell'uomo nonché a permetterne la sopravvivenza.
Sono in completo disaccordo con quanto scritto e illustrato da Dario Scacciavento che ritengo in sostanza falsificante la realtà, fatto salvo per quanto relativo alla bruttura ( ma per una sola stagione ! ) conseguente la potatura.
Quando poto i miei alberi sono spiaciuto di portar loro sofferenza momentanea, ma procedo ugualmente pensando che se lo faccio nel miglior modo possibile e nel giusto periodo posso limitare il loro patire.
Prego Dario di visitare, per fare una sua esperienza diretta, il Monferrato in febbraio subito dopo la potatura, quando le vigne sono scheletriche, e in luglio quando la vegetazione ha sviluppato tutta la sua nuova potenza, è una visione spettacolare, miracolosa vitalizzante anche per se stesso !! Poi se grazie alla potatura riuscirà a godere per un buon bicchiere di Barbera, Barolo o Moscato spero si possa ricredere e fare pubblica ammenda per il contenuto del suo post !!!
A meno che sia tra quelli che non mangiano carne, ne pesce, ne legumi, ne insalata perché nel farlo si rende conto che sta sopprimendo la vita di esseri viventi !! Gli auguro che possa sopravvivere con coerenza ai suoi principi rispettando TUTTI gli esseri dotati di vita e gli auguro anche che i suoi principi gli consentano di educare tutte le persone care senza porre loro alcun limite, salvo curarli solo in occasione di danni già conclamati ( vedi rami secchi, rotti dalle intemperie, malati)
Non aderite all'invito di Dario !! e verificate le sue posizioni con VOSTRE PERSONALI ESPERIENZE visitando senza pregiudizi vostri, o altrui , vigneti, frutteti, uliveti in primavera e poi in giugno/luglio !! gustate i prodotti derivati dalle loro coltivazioni specie se biologiche !

Grazie Samuele

05/01/2017 13:00

Grazie per aver iniziato questa campagna. Sono anni che guardandomi intorno assisto a periodici "massacri" degli alberi, che già in gran parte della campagna sono fin troppo pochi... C'era bisogno che qualcuno ne parlasse seriamente!!

No al taglio selvaggio Marilena

31/12/2016 15:44

Da sempre sono convinta che i tagli selvaggi che praticano le imprese su direttive del Comune hanno solo reso i nostri alberi dei tronchi inefficaci a creare ombra e ripulire l'aria.
Finalmente un articolo che ne parla.
Condivido sicuramente.

Dubito... ijk_ijk

30/12/2016 16:21

Nella mia città capitozzano i platani da almeno 50 anni e non ricordo che se sia mai ammalato uno ne tantomeno morto.

Grazie Gina... Terra Nuova

29/12/2016 13:00

per il tuo contributo e sostegno alla campagna. Se hai foto da inoltrarci le pubblicheremo sul nostro sito. Un caro saluto da tutta la Redazione

Vergogna! Gina

29/12/2016 10:33

Pubblicato su FB e poi stamperó e diffondere! E vi manderò le foto!!!!

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