Riconoscere un cosmetico naturale

Cresce in tutta Europa l'interesse per i cosmetici eco-biologici, ma la proliferazione di marchi e sistemi di certificazione diversi non aiuta il consumatore. Ecco come orientarsi in attesa di uno standard europeo.

28 Febbraio 2011
Il mercato delle creme e dei saponi naturali non conosce crisi. Alla ricerca di un perduto contatto con la natura, sempre più persone cercano di prendersi cura di sè con delicatezza e senza inquinare eccessivamente l'ambiente.

Ma quali garanzie hanno che la naturalità e l'ecologicità del prodotto sbandierate in etichetta siano reali? Quasi nessuna. Potrebbe trattarsi solo di un estratto vegetale affogato fra ingredienti inquietanti, come derivati del petrolio o cessori di formaldeide. Le strade per i consumatori sono due: imparare a leggere le etichette, ma non tutti hanno la forza o il tempo di sottoporsi a questa corvé, o affidarsi a una certificazione. Il bollino rilasciato da un ente terzo sembrerebbe mettere al riparo da ogni brutta sorpresa. Ma è veramente così? Non proprio.

«Innanzitutto bisogna guardarsi dagli eco-furbi» spiega Fabrizio Zago, chimico, cosmetologo e autore del sito biodizionario.it. «Per esempio da chi certifica solo un prodotto e poi spaccia l'intera linea o l'intera sua produzione per biologica. Meglio verificare sempre che ci sia il marchio sulla singola confezione. Altro elemento di confusione sono le autocertificazioni, cioè le aziende che si danno autonomamente delle linee guida, verificando da sole di averle rispettate e per questo stampano sulla confezione un marchio»...

Sempre nell'articolo:

>> Come orientarsi?
>> I disciplinari privati
>> In attesa dello standard europeo
>> Loghi, marchi ed etichette
>> La certificazione Natrue
>> Le aziende che dicono no alla certificazione


>> BOX: Tutti i marchi della cosmesi secondo natura
Un'approfondimento con il supporto grafico dei  loghi degli enti certificatori della cosmesi bio riportati in etichetta: i principi e le linee guida delle singole caratteristiche e i disciplinari in uso da ogni realtà presentata.

La descrizione completa dell'articolo è disponibile su Terra Nuova - Marzo 2011 versione eBook.






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Letture consigliate:


- Cosmesi naturale pratica


- Senza trucco


di Nadia Tadioli

Fabrizio Zago

18/03/2011 16:53

E' evidente che sia Giovanna che il bradipo sono dei fautori delle autocertificazioni. Interventi distruttivi come questi dimostrano solo che non si ha nulla da dire ma solo darsi una certa visibilità. Io non ho nulla da vendere e quindi non vedo di cosa mi si accusa. Se volete che vi dica che Ecolabel, con tutti i suoi limiti, è la certificazione più avanzata a livello europeo e che molti ce la invidiano, ebbene non ho nessuna difficoltà a sostenerlo!
Vorrei tanto che Giovanna mi dicesse qual'è "il mio mulino", Grazie.

Giovanna

12/03/2011 11:06

Pessimo articolo.
Fabrizio Zago...poi...
Ma sarebbe a tutela dei consumatori???
C'è qualcuno che tira l'acqua al suo mulino.
TerraNuova...che delusione!
Condivido pienamente il commento di bradipo71

bradipo71

04/03/2011 10:06

Scusatemi ma se si passano a rassegna i vari disciplinari italiani che ci sono (escluso il cibo), si può facilmente verificare che sono stati fatti un pò a "MAGLIA LARGA" ed il perchè è molto semplice e logico: Un Ente certificatore vive di INTROITI che le società che si certificano devono pagare annualmente e Vi assicuro che sono molti soldi, lasciamo stare che fanno anche le attività di controllo..ma secondo voi se il disciplinare è molto rigido e quindi poche aziende possono certificarsi... per gli enti certificatori è un bene o un male??? SVEGLIAMOCI...basta dare soldi per mettere un loghino...andiamo a verificare i disciplinari seri...chiediamo cosa prevedono e se non capiamo cosa dicono perchè chi li scrive lo fà apposta per non farci capire nulla..chiediamo speigazioni e poi valutiamo in base a quello che prevede il disciplinare...non in base a CHI HA LA MEDAGLIA PIU GRANDE... e poi mi scusi Signor Zago...ma Ecolabel..non è quello che permette l'utilizzo di sbiancanti ottici e varie altre schifezze...il fatto che sia un marchio INTERNAZIONALE non vuol dire niente...ragioniamo ragazzi RAGIONIAMO ma con le nostre teste non con quello che voglioni farci crdere..

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