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Ari: «Nuovi Ogm, fermiamo la deregolamentazione europea»

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Ari, Associazione Rurale Italiana, lancia l'appello per fermare la deregolamentazione che la Commissione Europea vuole portare a termine per i nuovi Ogm.

Ari: «Nuovi Ogm, fermiamo la deregolamentazione europea»

Ari, Associazione Rurale Italiana, lancia l’appello per fermare la deregolamentazione che la Commissione Europea vuole portare a termine per i nuovi Ogm. «La Commissione Europea, gli Stati Membri e il Parlamento Europeo hanno deciso, politicamente, che i prodotti ottenuti con Ngt (nuovi Ogm) comportano meno rischi degli Ogm precedenti e ha costruito una bozza di nuovo regolamento, ora in via di approvazione, appositamente per consentire la commercializzazione rapida di questi prodotti senza valutazione d’impatto sull’ambiente, sulla salute e sui sistemi agrari, senza etichettatura e tracciabilità che li distingua dai prodotti ottenuti per via convenzionale. Saranno inoltre sementi e prodotti coperti da brevetti»: spiega Ari.

«Gli obiettivi sono: vendere Ogm a contadini e consumatori che non li vogliono ed estendere la portata dei brevetti relativi alle Ngt a tutti i vegetali contenenti una sequenza di Dna identica a quelle coperte da tali brevetti, compresi quelli che non derivano dall’invenzione brevettata ma che sono stati contaminati o contengono geni identici a piante da sempre coltivate nei nostri territori – prosegue Ari – Ricordiamo che nel diritto europeo è vietato brevettare la natura e le piante derivate da selezione convenzionale, ma al momento sono stati già depositati 23 696 famiglie di brevetti CRISPR a livello mondiale, di cui 5.152 famiglie su piante CRISPR ed in particolare 2 350 brevetti Ngt».

«I brevetti vengono depositati a migliaia e al momento sono disponibili in commercio un mais ceroso CRISPR, un olio di camelina, una senape meno piccante negli USA e un pomodoro GABA (Sicilian Rouge) disponibile solo per hobbisti in Giappone – aggiunge Ari – La deregolamentazione degli Ogm, vecchi e nuovi, causerà danni nei territori con un’agricoltura di qualità, dove la produzione biologica sarà contaminata perdendo la certificazione, insieme a quelle produzioni DOC/DOP/IGP che hanno disciplinari che prevedono processi produttivi “liberi da Ogm”, nonché e tutte le produzioni definite come STG (Specialità Tradizionale Garantita) che – per definizione – sono “Ogm free”. Stime per difetto valutano il valore di questo insieme di produzioni agroalimentari superiore a 20 miliardi di euro annui. Facciamo appello ai rappresentanti politici nei Comuni e nelle Regioni, affinché difendano il proprio territorio e la sua economia, il principio di precauzione e i diritti dei contadini alle sementi, così come i diritti dei consumatori a una scelta informata ed a un cibo di qualità. Proponiamo che il Comune o la Regione si dichiari “libero da nuovi Ogm” tramite il voto di una delibera il cui testo può essere modellato sulla base della proposta fatta dall’Associazione Rurale Italiana e dal Centro Internazionale Crocevia».

QUI la delibera 

Ad oggi 11 Comuni hanno già votato la delibera e altri stanno discutendo i termini della sua approvazione.

Link alla mappa dei Comuni che si dichiarano liberi dai nuovi Ogm

LETTURE UTILI

PERCHÈ FERMARE I NUOVI OGM

La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

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"Perché fermare i nuovi OGM", il libro-inchiesta di Francesco Paniè e Stefano Mori

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"In difesa dei contadini": il nuovo libro di Antonio Onorati

IN DIFESA DEI CONTADINI

L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;

L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

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