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Arrivano le feste contadine di Ari

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Verso una vera transizione agroecologica: arriva la rassegna delle feste contadine dell'Associazione Rurale Italiana, condivisione di saperi dal basso per un'agricoltura indipendente e nel rispetto di terra, cibo e salute.
Arrivano le feste contadine di Ari

Il futuro? Promuovere e valorizzare l’agricoltura contadina, che si affranca dalla dipendenza dalle multinazionali delle sementi, che preserva semi e biodiversità, che sceglie una strada diversa da quella dell’agroindustria, senza allevamenti intensivi e abuso di sostanze chimiche di sintesi. È quello su cui lavora l’Associazione Rurale Italiana, con la sua base di piccoli coltivatori che ha ben chiaro che il cibo non deve essere merce. E da qui nasce l’idea delle feste contadine, che anche quest’anno tornano con una rassegna che tocca tutta l’Italia, da nord a sud.

La valorizzazione dei territori

«Le feste contadine nascono nel contesto di Ari in Piemonte vent’anni fa e durante l’ultima assemblea nazionale dell’associazione si è deciso di realizzare una versione nazionale coinvolgendo i territori in cui Ari è presente, invitando le aziende e le realtà agricole a ospitare una festa contadina» spiega Fabrizio Garbarino, coordinatore per Ari dell’iniziativa.

«Si tratta di appuntamenti di grande importanza, che generano e rafforzano “reti” di scambio e collaborazione con le realtà che in Italia si impegnano per una vera transizione agroecologica dal basso – spiega Garbarino – La cittadinanza inoltre ha l’opportunità di conoscere le realtà contadine di Ari e di entravi in contatto, comprendendo che sono proprio questi piccoli produttori indipendenti a dare voce e concretezza alle caratteristiche peculiari dei territori. Poi sono anche momenti di vera e propria festa conviviale, a base di buon cibo contadino e musica, perché così si crea condivisione e si gettano le basi di importantissime relazioni».

Una “formazione” dal basso

Le feste contadine di Ari incarnano anche preziosi momenti approfondimento, «che si pongono come una vera e propria formazione dal basso – prosegue Garbarino – in cui ci si confronta e ci si forma sulle questioni peculiari dei diversi territori. E i protagonisti e le protagoniste sono proprio i contadini e le contadine indipendenti, che trasmettono conoscenze antiche e nuove, analisi e possibili soluzioni che sentono particolarmente attuali ed urgenti. È un’idea di trasmissione orizzontale dei saperi contadini, delle conoscenze e delle competenze acquisite negli anni». Poi ci sono i prodotti, le battaglie, le storie, la musica e lo stare insieme

«Questo è lo spirito che anima le feste contadine di Ari e l’invito che facciamo a tutti e tutte è di partecipare agli appuntamenti in calendario proprio per aiutarci a diffondere è a difendere la cultura dell’agricoltura contadina, agroecologica e solidale».

Gli appuntamenti

Il primo appuntamento sarà il 2 giugno a Roma, alla “Cooperativa Agricola Coraggio,” che ha una storia legata alle lotte per la difesa del bene comune e delle terre pubbliche. «Proprio in quella sede ci è parso giusto e doveroso cercare un momento di approfondimento sul saccheggio dell’Agro Romano, e su come il Comune agricolo più grande d’Europa veda la speculazione edilizia sottrarre continuamente terreno all’agricoltura» aggiunge ancora Garbarino. Ci sarà anche uno spazio gastronomico con i prodotti della Cooperativa e del circuito di aziende agricole aderenti, laboratori per bambini e il concerto della ”Bandajorona” storico gruppo folktronico Romano con 25 anni di storia di musica popolare e militante.

Si prosegue poi:

  • il 2 luglio a “La Viranda”, a San Marzano di Oliveto (Asti)
  • il 19 luglio a Prato Fontana (Reggio Emilia)
  • il 24 e 25 luglio alla Piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria) alla Coop “Della Terra – Contadinanza necessaria”
  • l’1 agosto a Monastero Bormida (Asti) presso “La luna di miele”
  • il 19 agosto a San Benedetto Belbo (Cuneo) all’azienda agricola “Bogion Cit”
  • il 22 agosto a Cessole (Asti) all’azienda agricola “Bricco della croce”
  • il 6 settembre a San Raffaele Cimena (Torino) alla “Cascina Malerbe”
  • il 13 settembre a Reggio Emilia all’ecovillaggio “Alvador”
  • il 25 e 26 settembre a Costa Vescovato (Alessandria) alle “Valli Unite Costa”
  • l’11 ottobre a Monastero Bormida (Asti) con la manifestazione “Un sacco di semi”
  • il 17 ottobre a Erba (Como) all’azienda agricola “La Runa”
  • l’1 novembre a Modica (Ragusa) con il mercato contadino e dell’artigianato “Suolo urbano”
  • il 15 novembre a Isola della Scala (Verona) alla “Cooperativa Ca’ Magre”
  • e il “gran Finale” a Finale Ligure in dicembre.

Il programma è disponibile QUI

LETTURE UTILI

IN DIFESA DEI CONTADINI

L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;

L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

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