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Scuola, obiezione alla militarizzazione: il vademecum dell’Osservatorio

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L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole ha messo a punto un vademecum che fornisce alle scuole le linee guida per dire no alla «crescente presenza militare».

Scuola, obiezione alla militarizzazione: il vademecum dell’Osservatorio

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole ha messo a punto un vademecum che fornisce alle scuole le linee guida per dire no alla «crescente presenza militare».

«Con questo vademecum intendiamo fornire a tutte le componenti della scuola gli strumenti formali e pratici che sono a disposizione per contrastare la crescente presenza militare nelle scuole e allo stesso tempo proporre e mostrare un’idea altra di scuola e di società – spiega l’Osservatorio – Un punto fermo per noi è la centralità degli organi collegiali e democratici della scuola (Collegio dei docenti, Consiglio d’Istituto, Consigli di classe) e il loro corretto funzionamento. Attraverso di essi devono passare per intero il lavoro didattico, le attività, le iniziative e i progetti della programmazione scolastica e della cosiddetta offerta formativa. Sono questi gli spazi e i momenti in cui è fondamentale intervenire per opporsi alla militarizzazione delle scuole, per decidere se si vogliono i militari a scuola oppure no, se si vuole favorire una pedagogia della guerra oppure della pace, se si vuole formare all’acquiescenza nei confronti dell’esistente oppure a un reale pensiero critico».

Nel vedemecum vengono forniti modelli di mozioni da presentare nel collegio docenti, opzioni di minoranza, diffide per genitori e studenti, diffide ai dirigenti. Ci sono poi indicazioni pratiche su cosa fare qualora ci si trovi di fronte ad attività legate alle forze in questione, sia dentro che fuori dalla scuola.

«Questo vademecum vuole essere un invito all’azione, a non rassegnarsi, a non adagiarsi in una passiva accettazione dello stato di cose presente – si legge nel documento – Noi diciamo esplicitamente che non c’è nulla di scontato, di ovvio e di naturale nella presenza dei militari nelle scuole, ma al contrario che si tratta di un fenomeno storico di cui si può avere lucida coscienza comprendendone la nocività e reversibilità, e che si debba agire di conseguenza». 

Scarica qui il vademecum:

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