Rete Disarmo: «No ai “favori” all’industria bellica»
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No alle “semplificazioni” che vanno a favore dell’industria bellica: la Rete Italiana Pace e Disarmo ha sottoscritto insieme a 25 organizzazioni della società civile una lettera aperta alla UE.
«Le armi non sono una merce come le altre. Non possono essere vendute e trasferite applicando le stesse logiche di mercato unico, semplificazione burocratica ed efficienza industriale che governano il commercio di prodotti ordinari. Eppure, è esattamente questo il rischio concreto che sta emergendo a Bruxelles, mentre si avviano alla conclusione i negoziati sul cosiddetto “Defence Readiness Omnibus”, il pacchetto legislativo con cui la Commissione europea propone di riformare in profondità il settore della difesa nell’Unione europea – denuncia la Rete – Rete Italiana Pace e Disarmo, che fa parte della rete europea ENAAT (European Network Against Arms Trade), ha sottoscritto insieme ad altre 25 organizzazioni della società civile europea una lettera aperta indirizzata ai decisori dell’Unione Europea per chiedere con forza di non indebolire i sistemi di controllo delle esportazioni di armamenti, mascherando scelte politiche di grandissimo rilievo dietro l’etichetta neutra della “semplificazione”. I firmatari della lettera sono organizzazioni per la pace, per i diritti umani e per la difesa dell’ambiente provenienti da tutta Europa: dalla Germania alla Slovacchia, dalla Finlandia al Portogallo, dai Paesi Bassi alla Francia e al Belgio. E ovviamente dall’Italia».
«La proposta modifica in profondità la Direttiva sui trasferimenti intra-UE di prodotti per la difesa (la cosiddetta “Transfer Directive”) che disciplina i trasferimenti di armi e tecnologia militare tra gli Stati Membri dell’Unione – spiega la Rete – Come la rete ENAAT aveva già documentato in dettaglio a gennaio 2026, si tratta di un ulteriore passo verso la deregolamentazione dei trasferimenti di armamenti, con potenziali impatti significativi anche sul controllo delle esportazioni al di fuori dell’UE. Le proposte in discussione, presentate come misure per migliorare l’”efficienza” e la “semplificazione”, renderebbero in pratica più difficile per le autorità nazionali tracciare la destinazione finale delle armi, dei componenti e delle tecnologie militariesportate sia all’interno che all’esterno del blocco europeo. In altri termini: meno trasparenza, meno controllo, più rischi».
La Rete denuncia che si va verso «una massiccia deregolamentazione. Il cuore della proposta sta nel rendere le Licenze di Trasferimento Generali (GTL) la prassi standard in molti casi di vendita di armamenti. Le GTL consentono trasferimenti ripetuti di beni militari senza autorizzazione caso per caso, per diversi anni consecutivi, facendo perdere agli Stati Membri la visibilità sulla destinazione finale delle armi; ciò avverrebbe in particolare per quanto riguarda i progetti di difesa finanziati dall’UE e le tecnologie emergenti come i droni e i sistemi d’arma autonomi. A questo si aggiunge la proposta di ampliare le esenzioni dalle autorizzazioni preventive e di estendere accordi speciali di trasferimento a Paesi non-UE: misure che potrebbero facilitare forniture di armi a zone di conflitto o Stati fragili aggirando le garanzie contenute nella Posizione Comune UE sulle esportazioni di armi, nel Trattato sul Commercio delle Armi e nella Convenzione per la prevenzione del genocidio. Particolarmente preoccupante è anche la proposta di limitare la trasparenza per i trasferimenti di beni intangibili e software: questi trasferimenti sono estremamente delicati, soprattutto in considerazione del massiccio sviluppo dei sistemi senza pilota e autonomi».
Le organizzazioni firmatarie accusano «la Commissione europea di anteporre sistematicamente gli interessi dell’industria della difesa alle esigenze di trasparenza e di controllo democratico».
«Uno degli aspetti più insidiosi riguarda il cosiddetto principio “de minimis”: questo principio consentirebbe al Paese che effettua l’assemblaggio finale del sistema d’arma di ignorare le restrizioni all’esportazione imposte dal Paese che ha fornito i componenti qualora questi ultimi restino al di sotto di una certa soglia rispetto al totale -prosegue la Rete – Chiediamo quindi di respingere:
- Le proposte di estendere le “partnership transfrontaliere” al di là dei Paesi UE, che consentirebbero trasferimenti agevolati verso Paesi non vincolati dalla Posizione Comune UE
- L’espansione o l’imposizione dell’uso delle Licenze di Trasferimento Generali (GTL), in particolare per i progetti finanziati dall’UE e per le tecnologie emergenti come droni e sistemi autonomi
- Il divieto dei certificati di uso finale nell’ambito delle GTL: nonostante i loro limiti, restano uno dei pochi strumenti per monitorare la destinazione finale dei prodotti militari
- L’ampliamento delle esenzioni da autorizzazione preventiva, soprattutto per situazioni di crisi, missioni UE e partenariati europei allargati, che equivarrebbe a esonerare le esportazioni extra-UE da qualsiasi controllo
- I poteri delegati alla Commissione Europea in materia di trasferimenti di armi, che andrebbero ben al di là delle sue competenze ai sensi dei Trattati UE
- La riduzione di trasparenza per i trasferimenti di beni intangibili e software, particolarmente sensibili nell’era dei sistemi d’arma autonomi e dei droni».
Foto: Beyzanur K. su Pexels
LETTURE UTILI
ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO – XIV EDIZIONE
Siamo giunti alla XIV edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, che propone uno sguardo a 360° sui principali conflitti in corso.
Inoltre nel volume sono presenti approfondimenti sui principali attori politici e socialidei conflitti armati in corso, sulle vittime civili, sulla finanza che sostiene guerre e riarmo.

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TIZIANO TERZANI CONTRO LA GUERRA
Una riflessione che scava nella vita e nel pensiero di Tiziano Terzani, una delle menti più lucide del pensiero della nonviolenza, il cui importante contributo a una visione sociale e politica di pace e giustizia è da considerarsi inseparabile dal percorso interiore, vissuto in prima persona. Gloria Germani ci conduce verso la comprensione profonda del messaggio del grande giornalista scrittore: il pensiero del non dualismo, del Tutto è Uno, che rompe la tradizione scientista e materialista della modernità e ci suggerisce un nuovo modello di vita lontano dalle logiche del consumismo, dell’avidità e del successo a ogni costo, in una nuova visione che riconcilia il pensiero orientale con quello occidentale. Un messaggio di pace tra gli uomini e con la Natura che ha anticipato molti dei temi oggi cruciali che riguardano le guerre in corso e la sopravvivenza stessa del Pianeta.
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Sono oltre 30 le guerre in corso sul Pianeta. Gli Stati si affidano alle armi per trovare soluzioni, mentre sarebbe urgente investire sull’emergenza climatica, sui diritti umani, sulla democrazia. Crocco e Giordana invitano a guardare il Mondo con occhi differenti, abbandonando le logiche armate della geopolitica a favore di una “geografia dei diritti umani”, che ponga al centro delle relazioni tra Stati la cooperazione e il rispetto dei diritti. Non si tratta di un approccio teorico o ideale, è semplicemente realistico, forse l’unico che può fermare questa pericolosa corsa alle armi.

