Giornata di Studi Radioestesici

La Giornata di Studi dell’11 maggio è promossa dalla Associazione Radioestesica Mosaico di Ravenna per studiare il concetto di «figure energetiche», e del loro diffuso uso in tante discipline umane. Il progetto della Giornata è quello di cominciare a mettere ordine nelle molteplici definizioni che vengono usate.

21 Marzo 2019

Non è una forma presuntuosa ma quella di promuovere una specie di convenzione sui concetti e sulle locuzioni. Di seguito alcune considerazioni di carattere universale, ricavate in parte dagli studi pubblicati da vari autorevoli personaggi e in massima parte dalle regole che governano l’Universo ottenute per via sperimentale.

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Nell’anno 2017 fu promossa una Giornata di Studi dal titolo:

I livelli energetici - L’acqua biologica

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Introduzione
Tutto ciò che esiste in natura, sia essa in manifestazione, o in forma gassosa, o come elemento infinitesimo dell’universo, è dotato di energia, in proporzione alle sue dimensioni spaziali.

Questa energia è mantenuta costante in ogni «sostanza», fino a quando le condizioni fisico-chimiche restano inalterate. Ogni «sostanza» è un «generatore permanente di energia» la cui fonte è inesauribile fino a quando esiste.

Questa energia ha come origine l’universo stesso e costituisce la ragione della sua esistenza. Quali sono le regole che governano queste fonti energetiche infinite? Come riescono a mantenere la capacità funzionale anche dopo un cambiamento di stato o dopo una trasformazione fisico-chimica? Nell’istante in cui si è formata la sostanza, assunse questa fonte energetica che allo stato attuale della conoscenza ha un termine.  

Possiamo trovare conferma di questa affermazione analizzando la più piccola parte che compare in natura in forma stabile e permanente, cioè l’atomo, poiché dalle ricerche condotte dagli scienziati sembra che compaia, come già precisato, stabile e permanente, in grado di autogenerare energia.  

L’elemento della «tavola periodica» il più leggero e semplice, il primo a comparire nell’universo, il più diffuso, con numero atomico 1 e simbolo H è l’idrogeno.
Lo stesso comportamento lo troviamo nei granelli di sabbia comune, nei granelli delle polveri, e per estensione nei più grandi corpi celesti. Questi ultimi hanno però una usura nel tempo che gli attribuisce una loro «durata di vita».

Anche l’uomo è dotato di energia, misurabile in vari modi, derivante dalla sua organizzazione cellulare che ha la facoltà di mantenere unitario un corpo umano, senza mai derogare dalle informazioni ricevute, fino a quando però interviene un comando di origine sconosciuta all’uomo che obbliga ad una dissociazione cellulare con conseguente trasformazione e mutamento di forma.
Lo stesso mutamento energetico si manifesta negli animali in generale e nelle piante.
Ogni corpo manifesta questa sua peculiarità di generatore permanente, indipendentemente dalla sua forma, dalla sua dimensione e dalla natura della materia costituente, irradiando in tutte le direzioni delle onde modulate che lo caratterizzano. La modulazione delle onde contraddistingue la qualità del corpo, che si evidenziano tutte diverse fra di loro.
La natura delle radiazioni allo stato attuale della conoscenza è molto incerta, pur sapendo della esistenza dell’origine elettromagnetica, ma anche orgonica e radionica. Ma le indagini radiostesische ne fanno apparire anche di altra natura, non ancora identificate dalla cultura scientifica.
Su questo argomento molto interessante si sono diffuse notizie di alcuni scienziati ufficiali che hanno condotto e stanno conducendo approfondite indagini per stabilire le fondamenta della trasmissione di energia in quantità sensibile da un punto all’altro con analogia a quanto avviene nella forma pensiero.

È certo, che in questo modo tutte le figure energetiche trasmettono e irradiano la loro capacità d’informazione mantenendola costante quando lo stato delle stesse rimane inalterato.
Simboli
La parola «simbolo» è di derivazione greca e significa «mettere insieme». È un termine che in origine nell’antica Grecia designava le due metà di un oggetto che, spezzato, può essere ricomposto avvicinando le parti a combaciare completamente, ricostruendo l’originale. Svolgeva una funzione pratica e sicura, forse per riconoscere un emissario o per completare un pagamento di debito, o per riconoscere due fratelli o parenti, a distanza di tempo. Inizialmente, dopo la «riunione dei due tronconi» venne dato il nome di «symbállò», e nel passare del tempo assunse la funzione rappresentativa di «stare in luogo di», di «qualcosa di diverso», trasformandosi nel distintivo di un altro significato.
Il simbolo è perciò un elemento indivisibile, unitario, non frazionabile in alcun modo, inscindibile, indissociabile, che non ammette la «casualità».

Esso concorre a formare una coscienza comune delle persone, la sua realtà è presente e funzionante solo qualora sia attiva una comunità, le cui convenzioni vengano unanimemente accettate, quando cioè il simbolo esiste come legame vivente tra l’uomo, la lingua e la cultura.

Sussistono pure dei simboli che assumono valenze universali, conosciute da tutte le persone di varie culture: essi sono i simboli a valenza universale che è possibile ritenere appartengano all’area ancestrale e forse della trascendenza dell’uomo.

C. G. Jung definisce: «I simboli sono corpi viventi, corpus et anima».
Altra definizione riporta: qualsiasi cosa (segno, gesto, oggetto, animale, persona), la cui percezione susciti un’idea diversa dal suo immediato aspetto sensibile.

Oppure: Il simbolo è un elemento della comunicazione, che esprime contenuti di significato ideale dei quali esso diventa il significante. Tale elemento, sia esso un segno, gesto, oggetto o altra entità, è in grado di evocare alla mente dell'osservatore un concetto diverso da ciò che il simbolo è fisicamente, grazie a una convenzione prestabilita (es. la croce è il simbolo del Cristianesimo) o a un aspetto che lo caratterizza (es. il leone è il simbolo della forza), ecc.
Ancora: Elemento concreto, oggetto, animale o persona, a cui si attribuisce la possibilità di evocare o significare un valore ulteriore, più ampio e astratto rispetto a quello che normalmente rappresenta: la colomba è il s. della pace.

Pertanto, ricapitolando il simbolo aveva una funzione iniziale di concentrare all’interno di una forma dei significati vari, che una volta inseriti e fatti propri, divenivano inscindibili, e assumevano però un senso completamente diverso dalla forma fisica che li conteneva, evocando in forma inequivocabile nella psiche dell’osservatore un concetto differente da quello espresso dalla forma che lo contiene. Cioè, subiva una trasformazione e trasmetteva, quindi diveniva un significante, il nuovo senso assegnatogli in forma astratta da una convenzione o patto ideale.
In ogni caso però è l’uomo che attribuisce, per ragioni finora sconosciute, un dato significato ad una data forma. Quindi il simbolo costituisce un elemento della comunicazione umana.

Ogni disciplina umana dispone di simboli che esprimono in forma inequivocabile un riferimento ad un concetto o significato.
Il simbolo non si confonde con il sigillo poiché esso è alla portata di tutti gli esseri umani, senza alcuna esclusione. È solo necessario conoscerlo e farlo proprio.
Alcuni esempi esplicativi delle migliaia esistenti:
La Croce
è il simbolo che contraddistingue tutti coloro che professano la religione cristiana e cattolica.

Il Credo
nel cristianesimo fu chiamato «simbolo degli apostoli», la serie degli articoli principali della fede, nel senso proprio di «cosa messa insieme» ovvero di «patto religioso», simile a uno statuto politico moderno.

Colomba
è il simbolo assunto per attribuire il senso della pace.

Il leone
è il simbolo che evoca la forza.

Ω
nel mondo occidentale richiama la fine della vita umana. Viene comunque usato per altre funzioni.

ϰ
nel mondo occidentale è simbolo di una “cosa” sconosciuta, ma esistente.

π
in matematica è il rapporto quasi esatto fra la circonferenza e il diametro.

H
Simbolo del primo elemento chimico della tavola periodica.

Simbolo dell’infinito in matematica; potente simbolo come figura energetica.

Alcune definizioni importanti.

Inconscio collettivo

La definizione di «inconscio collettivo», ampiamente usato in campo radioestesico, venne messa a punto per la prima volta da C. G. Jung nel Secolo scorso.
Oggi, che l’uomo è a conoscenza di tante nozioni scientifiche, possiamo confermare la definizione di «immenso involucro», «sembra senza la nozione di spazio», dove tutto è già saputo, e dal quale si può attingere per la comprensione di tutte le cognizioni umane.
Viene ancora mantenuta la locuzione di «inconscio collettivo», ma il significato risulta fortemente ampliato rispetto al concetto junghiano.
Figure energetiche
Nell’ambito della organizzazione dinamica che regge il complesso meccanismo dell’Universo ci viene suggerito di passare ad un livello più ampio, che comprende ed avvolge ogni cosa per cui il sostantivo di simbolo, «symbállò», viene rimpiazzato dalla seguente locuzione: «figura energetica, con significato molto più ampio e omnicomprensivo».
Pertanto nella disciplina della radioestesia elevata al livello 4.0, è più corretto usare questa espressione, che comprende comunque sempre quella antica di simbolo, risalente ad oltre tremila anni fa.
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Il programma della Giornata di Studi è il seguente:

Sabato 11 maggio 2019

  • Ore 9,45 Saluto di ben-venuto ai Partecipanti - Chairman Claudio Cornazzani
  • Ore 10,00 Claudio Cornazzani – Ravenna - Cerchiamo di interpretare le figure energetiche (i simboli) con il linguaggio universale.
  • Ore 11,00 Lorenza Altamore - Forlì - La potenza delle energie Divine. Le lettere sacre della creazione.
  • Ore 12,00 Maria Rosa Sangiorgi - Ass. Lunasole - Solarolo. Sacri circuiti energetici: le energie del cosmo canalizzate e tradotte per il benessere.
  • Ore 12,50 Conversazione con i partecipanti.
  • Ore 13,00 Pausa pranzo allo Chalet
  • Ore 14,30 Daniela Segurini – Cotignola. Ricerca e riscoperta delle energie degli yantra e dei mandala.
  • Ore 15,30 Diana Benetti - Forlì. Verso la comprensione degli Archetipi e delle Frequenze originali
  • Ore 16,30 Khawla El Halaby - Laboratorio applicativo sperimentale sulle energie. Dimostrazione dell’uso delle fonti naturali per il miglioramento strutturale delle persone.
  • Ore 17,30 Conversazione con i partecipanti e analisi di figure energetiche dedicate a esigenze specifiche.
  • Ore 18,00 Saluto di commiato ai convenuti.

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La GIORNATA DI STUDI RADIOESTESICI Anno 2019 è riservata esclusivamente ai soci della Associazione MOSAICO, di ambo i sessi, che abbiamo compiuto il 18° anno di età. È consigliato a coloro che hanno già pratica di radioestesia o di discipline equivalenti. È comunque aperto a tutte le persone che intendono migliorare le proprie conoscenze verso la disciplina radiestesica.

Data della Giornata di Studi Radioestesici:
Sabato 11 maggio 2019

Luogo di svolgimento:
Sala del Planetario
Viale Sante Baldini,4 - Giardini Pubblici
Ravenna   -Tel. 0544  62534
www.racine.ra.it/planet

Orario: Sabato dalle 9,45 alle 13 e dalle 14,30 alle 18,00

Pausa pranzo: dalle 13 alle 14,30

Convenzione con il punto di ristoro “Chalet dei Giardini”
Ravenna a 50 metri dalla Sala del Planetario
Importo 10,00 € + bevande;
necessaria prenotazione alla Segreteria

Quota di partecipazione alla Giornata.

Perdurando la situazione internazionale di forte depressione economica, la Associazione MOSAICO, che studia e incanala le energie, promuove un incentivo atto a favorire la conoscenza al maggior numero di partecipanti.
Soci: contributo spese organizzative 25 €
Non soci: contributo spese e adesione 30 €

Modalità di prenotazione:
tramite e-mail o telefonicamente, con successivo versamento della quota all’arrivo, la mattina del 11 maggio 2019

Per informazioni:

Associazione Radiestesica MOSAICO
Via Magra, 7 - 48121 – Ravenna - Italia
Telef. 39 0544  65575 ore pomeridiane
Telef. 39 0544 423 506 ore ufficio
C.F. 92055930397
c.c. postale n. 50697853
Sito Internet: www.radiestesiamosaico.it
e-mail: cornazzani.claudio@tiscali.it
Associazione risalente al 1973

di Sergio Tonon

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