Auroville: l’ecovillaggio indiano a cinquant’anni dalla fondazione

Sono trascorsi cinquant’anni dalla fondazione di Auroville, l’ecovillaggio spirituale indiano fondato da Sri Ghose Aurobindo e Mère, che ha ispirato migliaia di persone in tutto il mondo.

19 Novembre 2018

Quest’anno Auroville, uno degli ecovillaggi più grandi al mondo, festeggia i suoi cinquant’anni dalla fondazione avvenuta grazie a due persone dal grande carisma spirituale: Sri Ghose Aurobindo e Mère, che hanno dedicato la propria vita alla realizzazione di un progetto caratterizzato dalla ricerca spirituale e la diffusione di un pensiero che ha portato cambiamenti sociali in India.

Auroville, sito in presso Pondicerry, piccola cittadina nel Tamil Nadu nel sud-est dell’India, è sempre stato luogo di accoglienza di tutte le confessioni, credenze e origini di persone provenienti da tutto il mondo e dedito alla continua formazione e ricerca rispetto la crescita spirituale personale e collettiva. La città, nata in mezzo ad un deserto di terra rossa ha pian piano preso forma e concretezza e in cui, ad oggi, vivono circa 2.700 persone provenienti da tutta l’India e da 54 nazioni diverse.

Ripercorriamo la storia di Auroville per vedere come si è evoluta nel tempo e quali criticità sono sorte lungo il percorso affinché tutto ciò che è stato “raccolto” in questi cinquant’anni, possa essere tesoro per chi oggi si appresta a realizzare piccoli e grandi progetti di ecovillaggio che hanno l’aspirazione di cambiare la società. Ne parliamo con Mauro Casadio Farolfi, che nel 1979 ha compiuto il suo primo viaggio ad Auroville con la moglie Roberta.

Da sinistra, Mukta, un residente italiano in Auroville, Mauro e la moglie Roberta

Libero professionista originario di Imola, Mauro Casadio Farolfi ha iniziato ad interessarsi della ricerca spirituale orientale verso la fine degli anni settanta: “le classiche letture di economia sulle trasformazioni sociali collettive” racconta “lasciarono il posto a esigenze più individuali: dall’irrequietezza sulle istanze sociali passai all’esigenza di rispondere a domande interiori sempre più pressanti, lontane da ogni dogmatismo e misticismo”. Il suo primo viaggio ebbe inizio il 29 luglio 1979, in una giornata afosa, quasi un annuncio del clima che li avrebbe accompagnati per tutto il viaggio. “Da allora siamo tornati altre otto volte ad Auroville” ricorda Mauro “compresa la nostra ultima permanenza nel gennaio e febbraio 2018. Nei primi due viaggi alloggevamo a Pondicherry e ci recavamo al Samadhi, il luogo in cui sono sepolti Sri Aurobindo e Mère, per meditare. Ci sedevamo in un angolo sereno del giardino insieme a tanti discepoli provenienti da vari Paesi del mondo. Il silenzio assoluto era scandito solamente dal gracchiare delle tante cornacchie appese sui banjam, degli alberi bellissimi”.

Auroville: la città delle mille utopie

Sin dal 1954, Mère “sognò” il progetto di Auroville e cominciò a lavorarvi concretamente. «Auroville vuole essere una città universale in cui donne e uomini di tutti i paesi siano in grado di vivere in pace ed in crescente armonia, al di là di tutte le credenze religiose, di tutte le idee politiche e di tutte le nazionalità: lo scopo di Auroville è quello di realizzare l’unità umana»

Una capanna degli anni '60

dichiarava Mère, la donna che ha sognato e lavorato una vita per realizzare la propria utopia, iniziata a diventare realtà il 28 febbraio 1968 quando venne posata la prima pietra della città, a cui assistettero 124 delegazioni provenienti da tutto il mondo.

Tra i punti fondamentali della visione di Auroville figurava il principio di non-proprietà: Auroville era doveva appartenere a tutta l’umanità seppur per viverci il requisito fondamentale era ed è essere servitori della Coscienza divina. Per questo, i principi enunciati nello Statuto della comunità richiamano alla continua ricerca in ambito spirituale, per un continuo miglioramento.

Ubicata in zona desertica, nei primi anni furono piantati oltre due milioni di alberi e arbusti: “oggi è una terra fertilissima con alberi, fiori e campi coltivati ad agricoltura biologica” spiega Mauro “e la città ha preso una forma concentrica suddivisa in quattro aree secondo le volontà dettate da Mère. C’è una zona residenziale, comprendente 200 ettari, vi sono abitazioni individuali e collettive. Il 55% dell'area è verde, e solo il 45% è edificato, creando così una densità urbana in equilibrio con la natura. La zona industriale, misura 126 ettari e ospita aziende agricole e medie-piccole imprese industriali e artigianali. La zona internazionale ospita aree di aggregazione per residenti e visitatori. Nella zona culturale sono collocate le scuole primarie e secondarie, un centro giovanile e il Kalabhumi, ovvero un insediamento di artisti, un anfiteatro per spettacoli all’aperto, una sala concerti e un centro di produzione cinematografica.

Costruzione del Matrimandir

Al centro di Auroville si trova l’Area della Pace, che comprende il Matrimandir e i suoi giardini, l'Anfiteatro con l'Urna dell'Unità Umana. “Il Matrimandir, è il simbolo della risposta al Divino – secondo Mère – di aspirazione dell’uomo verso la perfezione. Unione con il Divino che si manifesta in una unità progressiva umana”.

Costruito a più riprese dall’architetto francese Roger Anger, Piero e Gloria Ciccionesi e Paolo Tommasi, il Matrimandir è un luogo di concentrazione individuale e silenziosa che può essere visitato soltanto se vestiti in modo appropriato e in numero limitato di massimo settanta persone per volta. “Per arrivarci si sale una rampa a forma di spirale che gira intorno alla struttura sferica dell’edificio fino ad arrivare alla Inner Channer una sala rotonda, di marmo bianco, percorsa da 12 colonne anch’esse bianche” racconta con emozione Mauro “Al centro, una grande sfera di cristallo trasparente. Un raggio di luce proveniente da un'apertura circolare dal centro del soffitto penetra esattamente all’interno del suo centro”.

Trasformazioni e criticità per il futuro

“Che cos’è cambiato in modo più consistente in questi cinquant’anni?” chiedo al nostro intervistato: “il Matrimandir è completato e c’è in progetto di affiancargli un lago; sono sorti servizi e strutture come scuole, un cinema-teatro, sale per mostre e convegni, una buona struttura di servizio sanitario e ovviamente nuovi ristoranti. Anche le strade polverose di terra rossa sono state asfaltate in occasione del 50esimo di Auroville e della visita del Primo Ministro Narendra Modi, svoltasi il 25 febbraio 2018. Anche la trasformazione urbanistica della comunità è regolata con una attenzione particolare alle soluzioni eco-ambientali e sono stati favoriti gli accessi ai servizi culturali e informatici inesistenti fino a pochi anni fa. Le unità commerciali impiegano migliaia di abitanti dei villaggi Tamil offrendo loro la possibilità di acquisire competenze professionali e migliorare le condizioni economica delle loro famiglie. Auroville si è dotata di alcuni organismi per la governance: Residents Assembly, Governing Board, International Advisory Council, il Working Commitee. Lo sviluppo della città è sostenuta dalla Commissione Europea, dal Governo Indiano, dall’Unesco e da vari organismi internazionali”.

Matrimandir completato

Ma nell’orizzonte di Auroville ci sono anche minacce che ne aumentano la fragilità, aggiunge Mauro “l’aumento del costo della vita e dei terreni intorno ad Auroville è una tendenza che rischia di creare all’interno della comunità delle profonde differenze economiche e sociali. Ciò si registra in modo particolare per i giovani e i residenti più anziani, giunti ad Auroville negli anni settanta, che non hanno altre entrate economiche tali da renderli autosufficienti, oltre a un piccolo reddito di sostentamento (maintenance) versato dalla comunità. Dal punto di vista spirituale invece, quello che ho potuto cogliere è la difficoltà di trasmissione dei valori spirituali e comunitari indicati nella Carta fondativa redatta da Mère nel 1968”.

Auroville è un ponte fra Oriente e Occidente, anticipatrice di tante fasi evolutive dei nostri tempi, un laboratorio comunitario permanente, una realtà concreta, dove è possibile condividere il richiamo incessante del processo evolutivo interiore. Ma anch’essa non è immune alle devianze o corruzioni del mondo. È una creatura che ha ancora bisogno di cura, attenzione e protezione, affinché i Valori che la distinguono, continuino a disseminare “tracce di comunità” nelle persone testimoniando la vera esistenza di un’utopia concreta, contagiosa, capace di far brillare le ombre della mente e quelle dell’anima.

Per approfondimenti: www.auroville.org

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di Francesca Guidotti


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