Un passo alla volta
Lo scorso 27 giugno l’Assemblea del Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu ha votato a favore della continuazione del lavoro per l’emanazione di una Dichiarazione internazionale sui diritti dei contadini e dei lavoratori rurali.
Il progetto è fortemente voluto da La Via Campesina (Lvc), il movimento contadino internazionale composto da 165 organizzazioni contadine di 73 nazioni.
La Via Campesina intende così far riconoscere i diritti dei lavoratori rurali: contadini, operai agricoli, nomadi, pescatori, popoli indigeni, senza terra e così via.
Il voto del Consiglio ha visto 23 favorevoli, 16 astenuti e 5 contrari; tra gli astenuti figurano Stati come Francia, Germania, Austria, Irlanda e Italia, che in precedenti occasioni avevano espresso voto contrario.
Questo parziale cambiamento di posizione è un segnale di attenzione verso l’agricoltura contadina, perlomeno sul piano formale, ma è anche frutto di un intenso lavoro di azioni politiche svolto dal Coordinamento europeo della Via Campesina.
Gli Stati attualmente più attivi, nell’ambito del Consiglio, a sostegno di questo percorso sono la Bolivia, che ha l’incarico formale di coordinare i lavori, il Sudafrica, Cuba ed Equador.
La prossima tappa di lavoro sarà a novembre, e in questi mesi La Via Campesina sta moltiplicando l’impegno per ridurre le reticenze ancora presenti in diversi governi, affermando: “Questo progetto di dichiarazione internazionale è importante per la difesa dell’agricoltura contadina, che a livello mondiale fornisce più del 70% degli alimenti disponendo solo del 25% delle terre coltivate”.
Su questi temi non vi è separazione tra Nord e Sud e l’esistenza stessa de La Via Campesina ne è una prova. Questa loro azione va di pari passo con tutte le altre sviluppate per sostenere, in questo 2014 – Anno internazionale dell’agricoltura familiare – l’attuazione di politiche concrete verso l’agricoltura familiare di tipo contadino, affinché i governi nazionali “mettano fine all’accaparramento di terre, acqua e sementi; garantiscano la sovranità alimentare, la riproduzione e lo scambio delle sementi contadine, a garanzia della biodiversità coltivata e dell’autonomia produttiva; sostengano la produzione contadina garantendo l’accesso alla terra e ai mercati con un’equa commercializzazione”.
Per contatti sulla Dichiarazione dei diritti contadini: Geneviève Savigny, tel +33 06 25551687
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