Recuperare terreni incolti per sviluppare un network di produzione e consumo equo ed eco-sostenibile: questo l'obiettivo al quale stanno lavorando un gruppo di associazioni a Capannori, in Toscana. E hanno avviato una raccolta fondi.
A lavorare al progetto sono diverse realtà, tutte di Capannori.
«La natura e gli spazi verdi sono sempre meno e poco valorizzati- spiegano – Spesso usurpati e trascurati, abbandonati a loro stessi ed alle volte sfruttati per soli fini d’interesse economico. Per questo motivo, il nostro progetto nasce con l’obbiettivo di contrastare il problema dell'”incolto” agricolo e sociale nell’area di Capannori, Lucca, sviluppando un network di produzione e consumo equo ed eco-sostenibile».
«Per incolto agricolo, ovviamente, facciamo riferimento alla vastità ampiamente disponibile di terreni non coltivati nel nostro territorio, problematica soprattutto per i proprietari e per i coltivatori professionisti – proseguono i promotori -ma anche per la comunità, visto che costituisce una perdita del valore paesaggistico del territorio e del nostro patrimonio culturale. Per quel che riguarda invece l’ “incolto” sociale intendiamo tutte quelle risorse umane come, ad esempio, i giovani che non studiano e che non lavorano, i disoccupati di lunga durata, i disabili ed i richiedenti asilo. Il nostro scopo è mobilitare il lavoro di queste persone per produrre, vendere e distribuire ortaggi biologici prodotti sui terreni di recupero. Tramite questa sinergia vorremmo innescare un nuovo circuito economico virtuoso nel quale i ragazzi stranieri e gli abitanti del luogo possano lavorare la terra insieme “coltivando” l’integrazione e la rinascita della comunità. I prodotti agricoli saranno destinati all’auto-consumo, distribuiti a scopo benefico alle famiglie in condizioni di povertà, mentre le eccedenze saranno destinate alla vendita diretta attraverso gruppi di acquisto con una pressoché totale eliminazione di sprechi».