Appello delle società scientifiche: «Nessuna deroga sulla qualità dell’aria»
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Diciassette società scientifiche e associazioni mediche italiane hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente, al Ministro della Salute e alla Presidente del Consiglio chiedendo al Governo «di recepire entro i termini previsti la nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria e di non ricorrere alle possibilità di deroga previste dalla normativa europea».
«La Direttiva, che dovrà essere recepita entro l’11 dicembre 2026, introduce valori limite più rigorosi per i principali inquinanti atmosferici, avvicinando progressivamente gli standard europei alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità – spiega ISDE, tra i sottoscrittori della lettera appello – Per le organizzazioni firmatarie si tratta innanzitutto di una questione di salute pubblica e prevenzione. L’inquinamento atmosferico rappresenta infatti il principale rischio ambientale per la salute in Europa, con oltre 300 mila decessi attribuibili ogni anno. L’Italia è tra i Paesi maggiormente interessati: si stimano circa 70 mila morti l’anno attribuibili all’esposizione all’inquinamento atmosferico».
«La nuova direttiva europea rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela della salute pubblica. Chiedere deroghe o rinviare il raggiungimento dei nuovi standard significherebbe prolungare l’esposizione di milioni di persone a un fattore di rischio che sappiamo essere prevenibile» dichiara Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente.
«I dati scientifici sono ormai inequivocabili: l’inquinamento atmosferico contribuisce allo sviluppo e all’aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e oncologiche e colpisce in modo particolare bambini, anziani e persone con patologie croniche. Ridurre rapidamente le concentrazioni degli inquinanti non è quindi soltanto un obiettivo ambientale, ma una delle più importanti azioni di prevenzione sanitaria che possiamo mettere in campo».
«Con il progetto Cambiamo aria – prosegue Romizi – stiamo seguendo concretamente ciò che accade nelle città italiane e i dati mostrano quanto lavoro resti ancora da fare. Per questo chiediamo al Governo di recepire pienamente la direttiva europea, senza deroghe, e di accompagnarla con politiche coerenti e risorse adeguate. Ogni anno guadagnato nel miglioramento della qualità dell’aria significa malattie e morti premature evitate».
«Nei primi sei mesi del 2026, in numerose città italiane il numero delle giornate caratterizzate da concentrazioni di inquinanti superiori alle soglie di riferimento, in particolare per il particolato, ha quasi raggiunto il numero massimo consentito nell’intero anno – spiega ISDE – e siamo inoltre preoccupati per alcune recenti iniziative che rischiano di rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi europei. Tra queste la riduzione delle risorse destinate al finanziamento di strategie specifiche per il miglioramento della qualità dell’aria nella Pianura Padana, una delle aree europee maggiormente interessate dall’inquinamento atmosferico».
La lettera è sottoscritta dai presidenti di:
Associazione Culturale Pediatri (ACP); Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI); Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE); Associazione Medici Endocrinologi (AME); Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia; Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP); Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI); Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU); Società Italiana di Aerobiologia Medicina e Ambiente (SIAMA); Società Italiana di Diabetologia (SID); Società Italiana di Endocrinologia (SIE); Società Italiana di Medicina Generale (SIMG); Società Italiana di Pediatria (SIP); Società Italiana di Pneumologia (SIP); Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (SIPNEI); Società Italiana di Reumatologia (SIR); Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici (SIBCE).
Foto: Pexels
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