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WWF: «Elefante africano, in un secolo perso il 90% degli esemplari»

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Il WWF lancia l’allarme sulla situazione dell’elefante africano, specie sempre più minacciata: in un secolo perso il 90% degli esemplari.
WWF: «Elefante africano, in un secolo perso il 90% degli esemplari»

Il WWF lancia l’allarme sulla situazione dell’elefante africano, specie sempre più minacciata.  L’Africa ospita due specie di elefante: quello africano di savana è il più grande mammifero terrestre vivente e abita principalmente le savane e le aree boschive dell’Africa subsahariana ed è classificato come in pericolo (endangered) nella Lista Rossa IUCN; l’elefante africano di foresta vive nelle foreste tropicali dell’Africa centrale e occidentale, è più piccolo ed è classificato in pericolo critico (critically endangered).

«Entrambe le specie hanno subìto un drastico declino nel corso dell’ultimo secolo – spiega il WWF – Si stima che le popolazioni di elefanti africani siano passate da circa 12 milioni di individui un secolo fa agli attuali circa 415.000 esemplari, una perdita equivalente a più del 90% delle popolazioni storiche. Tra le principali cause c’è il bracconaggio legato al commercio illegale dell’avorio: secondo le stime, ogni anno vengono uccisi migliaia di elefanti per alimentare questo mercato. A questa minaccia si aggiungono la perdita e la frammentazione degli ambienti naturali e il crescente conflitto con le comunità locali, dovuto alla intrusione delle attività umane negli spazi (ormai molto ridotti) utilizzati dagli elefanti».

Gli elefanti euroasiatici

«Dell’elefante asiatico oggi si stima che in natura sopravvivano circa 40.000-50.000 individui, distribuiti in 13 paesi dell’Asia meridionale e sud-orientale. La specie è classificata in pericolo – prosegue il WWF – Rispetto agli elefanti africani, quelli asiatici vivono in territori caratterizzati da una presenza umana molto elevata e da una progressiva trasformazione degli ambienti naturali. L’espansione delle attività agricole, la crescita degli insediamenti e lo sviluppo di infrastrutture hanno contribuito alla perdita e alla frammentazione delle foreste, riducendo gli spazi disponibili per gli elefanti e interrompendo gli spostamenti che compiono alla ricerca di cibo, acqua e nuovi territori».

Foto Jeffrey Eisen su Pexels

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