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Il macerato di ortica per le colture estive

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Le colture estive possono vivere momenti di grande stress a causa del grande caldo; può essere utile quindi utilizzare il macerato d'ortica. Ecco come.
Il macerato di ortica per le colture estive

Le colture estive possono vivere momenti di grande stress a causa del grande caldo; può essere utile quindi utilizzare il macerato d’ortica. Ecco come.

L’ortica è ricca di metaboliti, contiene minerali essenziali, micro e macroelementi, ma soprattutto è ricca di ferro (elemento indispensabile per la crescita delle piante) e di azoto, mentre i suoi peli contengono acido formico. Inoltre l’ortica è una delle fonti naturali più ricche di clorofilla, presente soprattutto all’interno delle foglie, come spiega Fabio Fioravanti per Demeter.

Con il macerato di questa pianta è possibile ottenere un estratto vegetale ricco di composti organici e sali minerali prontamente disponibili in caso di necessità o carenze nutrizionali. Questo preparato si avvicina alla consueta fertilizzazione, e può essere irrorato al piede della pianta, per via radicale, oppure sulla chioma sotto forma di concimazione fogliare, nebulizzato e distribuito direttamente sulle foglie. In quest’ultimo caso vi sarà una risposta più immediata da parte della pianta per quanto riguarda i benefici del macerato, che risulta ottimo in caso si siccità e stress da calore, oppure anche a seguito di trapianti svolti durante il periodo estivo per limitare lo stress da trapianto, nelle fasi successive al trapianto, sostenendo la ripresa vegetativa della coltura (soprattutto orticole), opportunamente diluito. A tal proposito si sposa ottimamente al preparato 500 dinamizzato (macerato di ortica e 500 possono essere miscelati).

Più in generale il macerato di ortica stimola la crescita e la resistenza delle piante.

La pianta merita attenzione e ammirazione anche per quello che è il suo importante ruolo ecologico, poiché «produce humus» stimolando la formazione della miglior matrice terrestre. Dopo qualche tempo che questa specie ha modo di svilupparsi in un dato luogo si forma alla sua base un buon terriccio scuro, profumato e soffice. Si tratta di un humus vegetale di notevole qualità che solo questa specie è in grado di generare grazie alle sue ceneri che si accumulano nel suolo, ed anche tramite l’apparato radicale (molto attivo, esteso e ramificato), che è in grado di elaborare tutta la sostanza organica di rifiuto circostante, in prossimità della pianta, trasformandola appunto in sostanze umiche. I suoi stessi residui vegetali costituiti da steli, foglie e infiorescenze, depositandosi nel suolo al termine del proprio ciclo biologico diverranno un ottimo substrato di crescita e fonte alimentare per batteri e microrganismi trasformandosi appunto in pregiato humus vegetale (il quale diverrà a sua volta un ottimo substrato di crescita per altre piante, stimolando la vitalità del suolo).

Cresce spontaneamente lì dove ci sono squilibri particolari del suolo, quasi come a voler portare ordine, proliferando in prossimità di macerie, ruderi abbandonati o mucchi di ferraglia arrugginita; è una pianta specializzata nel regolare gli squilibri del ferro ed anche gli eccessi di azoto (è specie nitrofila). L’ortica è utilizzata anche nella fitorimediazione proprio perché è in grado di assorbire metalli pesanti favorendo i processi di bonifica e ripristino di suoli contaminati. È unica e davvero speciale, e non a caso è anche la pianta centrale all’interno della serie dei preparati biodinamici da cumulo.

È altresì utile in ambito umano come rimedio fitoterapico oppure come ingrediente in cucina all’interno di ricette appartenenti alla tradizione rurale contadina (fitoalimurgia).

PREPARAZIONE E IMPIEGO DEL MACERATO PER USO AGRICOLO

L’ortica va raccolta quando è ben formata, di un bel colore verde. Meglio al mattino in giorni di foglie e con luna ascendente. Si usa tutta la parte aerea comprendente stelo e foglie (no radici). Per la raccolta è meglio usare guanti. Il periodo migliore per la raccolta è quello precedente alla fioritura oppure nelle sue fasi iniziali. Se cresce in pieno Sole sarà più ricca di acido formico, quindi disporrà di una efficace azione insettifuga, mentre se cresce all’ombra avrà una buona azione concimante. Potrà essere usata comunque e indipendentemente dall’ambiente di crescita sia per uno scopo che per l’altro. Ovviamente non dovrà essere raccolta in prossimità di ambienti e siti contaminati.

Appena raccolta o leggermente appassita l’ortica va messa così com’è a macerare in acqua pulita (va bene anche acqua piovana). Un eventuale sminuzzamento e frantumazione della massa vegetale riduce i tempi di macerazione ed estrazione. Per 1 kg di Ortica fresca occorrono 10 litri d’acqua. Il macerato è pronto quando l’acqua ha assunto una colorazione verdastra, e assolutamente non deve arrivare ad emanare odori particolarmente sgradevoli (il processo di fermentazione anaerobica produce composti azotati maleodoranti), ma soprattutto non devono svilupparsi marciumi o putrescenze come conseguenza di un periodo di macerazione eccessivamente prolungato oltre il dovuto. La durata del periodo di macerazione dipende dalla temperatura ambientale: in estate piena possono essere sufficienti 2-4 giorni circa, mentre in autunno o primavera occorrono più giorni (8-14). È bene coprire il contenitore, ma deve comunque poter “respirare” utilizzando eventualmente una rete a maglia fine per evitare l’ingresso di insetti; inoltre va evitata l’esposizione diretta ai raggi solari. Durante questa fase di allestimento, il tutto va mescolato una o due volte al giorno. Deve avvenire una fermentazione, ma non si dovrà sviluppare putrefazione (la colorazione del liquido non dovrà assolutamente tendere al marrone scuro, ma dovrà essere sul verde).

In mancanza di ortica fresca è possibile utilizzare ortica essiccata, oppure in polvere. In questi casi varia il dosaggio iniziale che sarà di circa 200-300 grammi per 10 litri d’acqua.

Si potrà eventualmente aggiungere anche una manciata di argilla in polvere fine (tipo bentonite) per contenere gli odori, mentre una eventuale aggiunta di bentotamnio migliorerà il suo effetto come rimedio in caso di stress da calore o siccità, andando a stimolare il polo vegetativo (spinta vegetativa) in sinergia con i composti calcarei presenti in questa polvere (il bentotamnio è costituito da bentonite + litotamnio).

Una volta terminato il periodo di macerazione si filtra il tutto e si diluisce 1:10 oppure 1:20 (per quanto riguarda applicazioni per via radicale) a seconda delle necessità e delle esigenze nutrizionali della coltura in questione; dunque dai 10 litri iniziali se ne possono ricavare 100 o 200 diluendo con acqua. Si tratta di diluizioni assolutamente indicative che devono essere valutate e calibrate in base alle singole circostanzeLo stesso dosaggio varia in relazione a caratteristiche e requisiti delle colture, oltre al contesto climatico e ambientale. Con la diluizione 1:10, per applicazioni radicali, occorrono indicativamente 500 litri per ettaro (macerato finito e diluito). Per ottimizzarne l’uso è possibile effettuare irrorazioni localizzate sul terreno in prossimità della coltura, alla base della pianta. Il macerato di Ortica ha un effetto immediato sui vegetali anche tramite un aumento delle concentrazioni di acido salicilico che rappresenta un fattore importante per le difese naturali delle colture.

Mentre per le applicazioni fogliari, come concimazione fogliare, la diluizione può variare da 1:40 a 1:50, ed i quantitativi possono oscillare dai 200 ai 400 litri totali per ettaro. Questi volumi dipendono ovviamente dalle dimensioni delle colture (dalla superficie fogliare da ricoprire) e dalle esigenze della singola coltura. L’impiego per via fogliare deve essere svolto al mattino presto oppure in serata, sotto forma di nebulizzazione fine utilizzando attrezzatura efficiente. Il macerato può essere eventualmente potenziato tramite dinamizzazione (anche solo per 20 minuti).

Lo si può usare anche nel bagno radice durante i trapianti, nel bagno semente prima di una semina, durante la fase di crescita delle colture, nella pasta per tronchi, e lo si può impiegare nel compostaggio per attivare o riattivare il processo di compostaggio e per accelerarne la trasformazione in condizioni ottimali. Inoltre con un periodo di macerazione di 12-24 ore il macerato svolge un’azione insettifuga sugli afidi. Responsabile di questa azione è l’acido formico il quale non sarebbe più presente e attivo dopo le 24 ore. In questo caso occorrono concentrazioni basse (1:2, 1:4) e trattamenti fogliari.

In ogni caso è bene somministrare il macerato verso sera ed eventualmente, in caso di necessità, per 3 sere consecutive. Ciò risulta particolarmente indicato in periodi di siccità, oppure per stimolare la ripresa vegetativa. Il macerato di Ortica può risultare utile anche nel caso di clorosi ferrica. Sarebbe sempre e comunque buona norma anticipare le fasi critiche con interventi preventivi, prima che la pianta subisca un danno o uno stress dovuto a condizioni avverse o temperature elevate.

È possibile aggiungere al macerato i preparati da cumulo immergendoli nel liquido durante il periodo di macerazione, i quali vanno inseriti al momento del suo allestimento dopo aver introdotto l’Ortica nell’acqua, ed ogni singolo preparato andrà avvolto con un pezzo di stoffa (ad esempio cotone o juta), legato e appeso utilizzando un paio di bastoncini di legno. Il 504 sempre centrale rispetto agli altri preparati.

EVENTUALI CONTROINDICAZIONI

Il macerato di ortica non andrebbe utilizzato in periodo piovosi e molto umidi, e non andrebbe applicato su colture particolarmente sensibili e soggette a malattie fungine. Le Liliacee non gradiscono il macerato di Ortica, per cui su questo tipo di colture se ne sconsiglia l’uso. Alcune colture non tollerano un eccesso di azoto (come, ad esempio, i deboli consumatori) risultando sensibili ad una abbondanza di nutrienti; in questo caso occorre valutare la necessità o meno del suo impiego.

È sempre buona norma evitare di passare da un estremo all’altro, cioè da una condizione di carenza di acqua e nutrienti ad una di abbondanza, anche perché su alcune colture potrebbe verificarsi la rottura dei tessuti. Le stesse irrigazioni e fertirrigazioni andrebbero svolte durante le ore più fresche, soprattutto nei periodi più caldi o in presenza di ondate di calore.

Per sua natura il macerato di ortica va a stimolare lo sviluppo vegetativo, e questo determina (come tendenza) un incremento dell’apparato fogliare a discapito di fioritura e fruttificazione; anche in questo caso, dunque, sarà necessario ponderare il suo impiego su determinate colture soprattutto in relazione alla fase fenologica pianificando al meglio il periodo e la frequenza d’utilizzo (ritmo), ed anche i dosaggi.

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foto: Wyxina Tresse su Pexels

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