Ambiente
Greenpeace: «Nitrati nelle acque, abbassare subito i limiti»
Nella Giornata mondiale della salute, Greenpeace lancia l'allarme sui nitrati nell’acqua potabile in Italia e in Europa e chiede subito l'abbassamento dei limiti.
Nella Giornata mondiale della salute, Greenpeace lancia l'allarme sui nitrati nell’acqua potabile in Italia e in Europa e chiede subito l'abbassamento dei limiti.
Legambiente lancia l’allarme per il fortissimo sovradimensionamento degli allevamenti intensivi in Lombardia, dove si concentrano 5,2 milioni di bovini e suini.
Aggressioni e cannibalismo tra animali, infestazioni di ratti e carcasse abbandonate, maiali feriti e in sofferenza: è quanto riscontrato da Greenpeace Italia nel ferrarese in un allevamento intensivo.
Tra il 2022 e il 2023, le 45 maggiori aziende produttrici di carne e latticini al mondo hanno generato complessivamente oltre un miliardo di tonnellate di emissioni di gas serra (in CO₂ equivalenti): lo denuncia Greenpeace.
Franco Ferroni, responsabile agricoltura e biodiversità del WWF Italia, sottolinea come non sia più sostenibile l'attuale sistema degli allevamenti intensivi, che deve essere al più presto superato.
Nuovi dati raccolti e analizzati dal collettivo internazionale di giornalisti AGtivist hanno permesso di mappare gli allevamenti industriali in Europa, in particolare le cosiddette “mega farms”, enormi stabilimenti con una concentrazione particolarmente elevata di animali.
«L'attuale sistema agricolo e di allevamento presenta scarsa redditività e non è sostenibile: occorrono interventi strutturali a favore di una transizione verso un modello agroecologico»: è la richiesta di Greenpeace Italia, ISDE – Medici per l’ambiente, Lipu, Terra! e WWF Italia.
Greenpeace Olanda ha vinto la causa intentata contro il governo dei Paesi Bassi per non aver preso misure adeguate a ridurre i livelli di azoto nell’ambiente, dovuti in gran parte agli allevamenti intensivi.
Slow Food denuncia: «Contro la peste suina non serve rinchiudere i maiali nei capannoni degli allevamenti industriali intensivi, anzi così è peggio. Sì invece a piccoli allevamenti biosostenibili, con animali allo stato brado o semibrado».
I promotori della Campagna "End the Cage Age" hanno presentato ricorso alla Corte di giustizia europea contro la Commissione UE sulla mancata proposta di divieto dell’allevamento in gabbia. «La politica europea è chiamata a rispettare gli impegni presi con i cittadini» dicono dalla Campagna.
«Gli allevamenti intensivi hanno un impatto che va oltre l’aspetto economico e la sofferenza degli animali: si tratta dell’impatto ambientale, l’inquinamento, le massicce emissioni di ammoniaca e la formazione di polveri sottili nell’aria, così come del la scomparsa progressiva delle piccole aziende agricole schiacciate da quelle più grandi, vittime di un meccanismo che impoverisce il tessuto economico e sociale del nostro Paese»: la denuncia di Greenpeace.
Una normativa per una transizione ecologica del comparto zootecnico italiano è stata presentata alla Camera dei Deputati da Greenpeace Italia, ISDE – Medici per l’ambiente, Lipu, Terra! e WWF Italia. Le associazioni hanno illustrato il testo della proposta di legge dal titolo “Oltre gli allevamenti intensivi. Per una transizione agro-ecologica della zootecnia”.
«Il problema di un’eccessiva produzione di carne non si risolve passando dagli allevamenti intensivi ai laboratori, ma si affronta analizzando e modificando il modello che ha originato questa distorsione»: così Barbara Nappini presidente di Slow Food.
«I legislatori europei hanno concesso ai più grandi allevamenti intensivi l’esenzione dalle norme UE sull’inquinamento industriale: un duro colpo per il clima, per la tutela dell’ambiente e per la stragrande maggioranza degli allevatori in Europa che arriva con la decisione di Parlamento UE, Commissione UE e governi nazionali di escludere i più grandi allevamenti intensivi di bovini e buona parte dei grandi allevamenti intensivi di suini e avicoli dalla revisione della direttiva sulle emissioni industriali dell'UE (Direttiva IED)»: lo annuncia Greenpeace.
Pulcini gettati a terra, polli deformi e malati trattati con brutalità, carcasse in decomposizione: è quanto denuncia Essere Animali divulgando le immagini rilasciate da Open Wing Alliance e relative a due allevamenti in Germania.
Nei giorni scorsi un gruppo di attivisti di Essere Animali è entrato in azione davanti a un allevamento intensivo di pesci in Italia, «con lo scopo di mettere in luce l’incoerenza dell’etichetta rispetto alle reali condizioni degli animali in questi allevamenti» spiegano dall'associazione.
«Gli europarlamentari hanno votato per esentare gli allevamenti intensivi più grandi e inquinanti dalla regolamentazione ai sensi della direttiva sulle emissioni industriali dell'Unione Europea, nonostante questi siano responsabili di ingenti emissioni di ammoniaca, ossidi di azoto e metano, un potente gas serra»: lo denuncia Greenpeace.
Per vivere una vita sana e condurre la nostra esperienza su questo Pianeta, abbiamo davvero bisogno di massacrare ogni anno miliardi di esseri viventi? Se lo chiede Nicholas Bawtree, direttore della rivista Terra Nuova, sul numero di aprile del mensile.
«Con l’avvento dell’agricoltura industriale, siamo stati sistematicamente allontanati dalle relazioni profonde e intrinseche che ci legano al cibo e alla Terra. Questo distacco dal mondo naturale è alla radice delle molteplici emergenze globali che affrontiamo oggi»: lo afferma Navdanya International, organizzazione guidata da Vandana Shiva.
«Per sconfiggere i superbatteri bisogna eliminare gli allevamenti intensivi: così la Campagna Cambia La Terra, che aggiunge: «Bisogna adottare una visione One Health».