Ambiente Attualità
Perù, popoli indigeni a rischio sterminio
Survival International lancia l’allarme: «Due i disegni di legge in discussione in Perù che potrebbero decretare la fine dei popoli indigeni».
Survival International lancia l’allarme: «Due i disegni di legge in discussione in Perù che potrebbero decretare la fine dei popoli indigeni».
Nelle foreste del mondo vivono almeno 196 popoli o gruppi indigeni incontattati. Hanno le loro lingue, culture e territori. Ma sono fortemente minacciati. Il rapporto di Survival International.
JBS, la più grande azienda produttrice di carne al mondo, non rispetterà il suo impegno di fermare la deforestazione dalla propria filiera in Amazzonia entro la fine del 2025, secondo l’inchiesta di The Guardian, Repórter Brasil e Unearthed, l’unità di giornalismo investigativo di Greenpeace UK.
Una nuova autostrada a quattro corsie che attraversa decine di migliaia di acri di foresta amazzonica protetta è in costruzione per il vertice sul clima COP30 nella città brasiliana di Belém. Lo fa sapere la BBC.
La deforestazione nell'Amazzonia brasiliana torna a crescere: nel mese di luglio oltre il 33% in più rispetto allo stesso mese del 2023. I focolai di incendio sono aumentati del 98%. Greenpeace: «È un campanello d’allarme».
Tre importanti organizzazioni indigene amazzoniche hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dove si chiedono come mai FSC (Forest Stewardship Council) ritardi «la propria decisione sull’opportunità di ritirare o meno la certificazione data a una famigerata azienda di taglio del legno che opera nelle terre di un popolo incontattato dell’Amazzonia peruviana». Lo fa sapere Survival International.
Decine di Mashco Piro incontattati nell’Amazzonia peruviana si trovano a pochi chilometri da una serie di concessioni per il taglio per legno. Lo denuncia Survival International che sottolinea come sia urgente revocare le autorizzazioni rilasciate per il disboscamento.
Nuove immagini diffuse da Greenpeace Brasile mostrano come, nonostante il calo significativo della deforestazione in Amazzonia registrato quest’anno, la foresta continui a bruciare a un ritmo allarmante. Sono 15.744 i focolai divampati in Amazzonia nel 2023, con un aumento del 5,3% rispetto al medesimo periodo del 2022
È stato ucciso un altro Guardiano dell’Amazzonia, un gruppo indigeno che pattuglia il suo territorio, nella foresta amazzonica, per sfrattare i trafficanti di legname illegali: è il sesto membro del gruppo assassinato in pochi anni. Lo denuncia Survival International.
Una compagnia petrolifera anglo-francese starebbe «premendo sul governo peruviano perché sia cancellata la proposta di creazione di una riserva per le tribù incontattate del Napo-Tigre, nel nord dell'Amazzonia peruviana»: è quanto denuncia l'organizzazione Survival International.
Quasi quattromila chilometri quadrati di foresta amazzonica distrutti nei primi sei mesi del 2022: i dati sono forniti dal Deter dell’INPE (National Institute for Space Research). È il quarto anno consecutivo con record di deforestazione nello stesso periodo.
La foresta pluviale amazzonica potrebbe essere vicina a un punto di non ritorno. Questo l'allarmante risultato che emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, condotto dagli scienziati dell'Universita' di Exeter, dell'Universita' tecnica di Monaco e del Potsdam Institute for Climate Impact Research.
Questa settimana si sta tenendo a Brasilia il raduno dei Popoli Indigeni: circa 5000 i partecipanti, che hanno deciso di attendere insieme l’esito del giudizio della Corte suprema federale del Brasile sul futuro delle terre indigene protette del Paese. Numerose le manifestazioni per condividere il loro messaggio e la loro opinione con i giudici e con il pubblico.
I popoli indigeni e tribali sono i migliori custodi delle foreste dell'America Latina e dei Caraibi. Lo riferisce un nuovo rapporto delle Nazioni Unite che sottolinea il ruolo svolto da queste comunità nella lotta alla deforestazione, alla biodiversità e alla riduzione delle emissioni di gas serra. Una tesi sostenuta da anni dall'organizzazione Survival International.
Continuano le indagini di Greenpeace per fare luce sugli impatti legati alla produzione e al consumo di carne e soia (destinata principalmente alla mangimistica) sulle foreste del Sudamerica. Nell'ultimo rapporto l'associazione analizza «il legame fra la perdita di biodiversità nel Pantanal e il business delle principali aziende brasiliane di lavorazione carne».
Le tribù incontattate di sei territori peruviani si sono rivolte alla Commissione Inter-Americana per i diritti umani per fermare il disboscamento e lo sfruttamento di gas e petrolio in aree che da tempo attendono il riconoscimento di riserva protetta.
Oggi, lunedì 9 novembre, è la Giornata globale di mobilitazione contro il trattato #StopEUMercosur. Dalle ore 11.30 Tweet storm e alla tempesta di mail organizzata da associazioni, comitati e movimenti.
L'Ue "è corresponsabile" della devastazione dell'Amazzonia, "che l'accordo Ue-Mercosur rischia di peggiorare". E' quanto si legge in una nota di Greenpeace Italia dopo che l'associazione gemella tedesca ha pubblicato il testo e un'analisi dell'accordo commerciale tra Ue e paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay).
«A un anno dagli incendi, l’Amazzonia brucia ancora e la situazione è persino peggiore del 2019. Protetti da Bolsonaro e supportati dalle milizie private, allevatori e accaparratori di terra invadono e incendiano le terre indigene nell’impunità. Nel frattempo, i giganti dell’agribusiness rubano le terre dei popoli indigeni e bruciano le foreste a più alta biodiversità del pianeta»: è la denuncia di Survival International, l'organizzazione in prima linea per la difesa dei diritti dei popoli indigeni.
La Commissione europea ha aperto una procedura di consultazione pubblica intitolata “ Deforestazione e degrado forestale – riduzione dell’impatto dei prodotti immessi sul mercato dell’Ue ” alla quale si può partecipare fino al 10 dicembre 2020. È ora che i cittadini facciano sentire la loro voce.