Attualità
Rete Disarmo: «Non dimenticare Hiroshima e Nagasaki»
A 81 anni dai bombardamenti atomici che il 6 e il 9 agosto 1945 distrussero Hiroshima e Nagasaki, numerose iniziative promosse dai gruppi e associazioni attraversano l’Italia.
A 81 anni dai bombardamenti atomici che il 6 e il 9 agosto 1945 distrussero Hiroshima e Nagasaki, numerose iniziative promosse dai gruppi e associazioni attraversano l’Italia.
In occasione dell’80° anniversario dei bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945) la campagna “Italia, ripensaci” rinnova l’appello a una mobilitazione collettiva contro gli armamenti nucleari.
La Rete Italiana Pace Disarmo condanna gli attacchi degli Stati Uniti all'Iran. «Questa azione sconsiderata avvicina il mondo al disastro nucleare e sottolinea l'urgente necessità di rifiutare le armi nucleari e la copertura che esse forniscono alle aggressioni militari».
Nel 2024, i nove Stati dotati di armi nucleari (Cina, Francia, India, Israele, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) hanno speso più di 100 miliardi di dollari per i loro arsenali nucleari.
Dal 16 al 22 settembre si tiene la prima “Settimana di azione globale sulla spesa nucleare” promossa dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons. Il titolo è chiaro: “No money for nuclear weapons! Niente soldi per le armi nucleari”. Tante le iniziative a livello internazionale e anche in Italia.
Questa settimana ricorrono 79 anni dai devastanti attacchi atomici statunitensi contro Hiroshima e Nagasaki: Senzatomica e Rete Disarmo rilanciano la mobilitazione “Italia, ripensaci” «per onorare la memoria delle vittime e riaffermare un convinto impegno a garantire che simili tragedie non si ripetano mai più».
Nel 2023 Cina, Francia, India, Israele, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Regno Unito e Stati Uniti hanno speso complessivamente 91,4 miliardi di dollari per i loro armamenti nucleari, il che equivale a 173.884 dollari al minuto, o 2.898 dollari al secondo. I dati della Rete Italiana Pace e Disarmo.
Un esposto alla Procura di Roma per chiedere che si accerti presenza e illegalità di armi nucleari in Italia: lo hanno presentato ventidue esponenti di associazioni pacifiste e antimilitariste. I promotori hanno illustrato l'esposto durante una conferenza stampa davanti alla base militare di Ghedi.
«Il conflitto in Ucraina ha messo in chiaro che la guerra nucleare potrebbe essere più che mai vicina. L’unica soluzione è dare priorità al disarmo nucleare. Questa è a nostro parere la sola scelta coerente per un governo impegnato nel raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite»: così si conclude la lettera aperta al governo italiano stilata dal gruppo di lavoro AIE-Pace dell'Associazione Italiana Epidemiologia.
Il 2021 segna un importante passo in avanti verso la proibizione delle armi nucleari. Ma il rischio rappresentato dal nucleare, sia militare che civile, è più vicino che mai. Anche tu puoi fare la tua parte nel contribuire a diffondere un’informazione corretta.
Il fitto intreccio di legami politici, economici e militari che stanno dietro l’estrazione di uranio, materia prima dell’era nucleare, senza dimenticare le spaventose conseguenze ambientali e umane che questa logica suicida porta con sé: a svelarcelo è l'Atlante dell'Uranio, nella versione aggiornata per la cui pubblicazione è stata attivata la raccolta fondi che ne permetterà la divulgazione.
Da venerdì 22 gennaio è entrato in vigore il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, nato da un'azione della società civile guidata dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican), che nel 2017 si e' aggiudicata il Premio Nobel per la pace. A oggi è stato sottoscritto da 86 paesi, ratificato da 51. L'Italia non ha firmato.
L’agenzia meteorologica governativa russa ammette: “Radiazioni aumentate fino a 16 volte dopo l’esplosione alla base militare”. L'esplosione è avvenuta l'8 agosto durante un test missilistico nel poligono marittimo di Nyonoksa, nell’estremo nord della Russia.
Oltre i due terzi degli italiani a favore si sono espressi a favore del trattato per la messa al bando delle armi nucleari e per la rimozione delle armi nucleari statunitensi presenti nel nostro paese. I risultati del sondacco Ican.
Storica assegnazione del premio Nobel per la pace 2017: è andato all'organizzazione per il bando alle armi nucleari (Ican), che lo scorso luglio, dopo dieci anni di sforzi, è riuscita a far approvare all'Onu il Trattato per la messa al bando di queste armi devastanti.
Si celebra domenica 6 agosto il settantaduesimo anniversario della tragedia di Hiroshima. Ma quest'anno, forse, la prospettiva pare essere destinata a cambiare, perchè un mese fa all'Onu è stato approvatp il trattato per la messa al bando delle armi nucleari.
Con 122 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astensione, la Conferenza delle Nazioni Unite ha detto sì al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Inizia ora il percorso di ratifica ed entrata in vigore. Nonostante l’assenza dell’Italia, Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo sono ottimiste: “Ora che il Trattato è stato adottato, ci impegneremo affinché il Governo lo ratifichi, manifestando così il volere della maggior parte della popolazione italiana”.
A Ginevra il gruppo di lavoro ONU che sta coordinando il percorso verso un Trattato di messa al bando degli ordigni nucleari ha diffuso la bozza base di lavoro. Un testo che si fonda sul diritto umanitario internazionale e che riprende molti suggerimenti della prima sessione di negoziati (marzo 2017).
Si è conclusa il 31 marzo la prima parte dei negozianti Onu per la messa al bando delle armi nucleari. Molte le nazioni assenti; il documento finale sarà pronto in settembre. Vediamo intanto la mappa degli arsenali nucleari nel mondo.
Si conclude oggi, 31 marzo, la prima sessione, iniziata lunedì 27 marzo, istituita dall'Onu per discutere della messa al bando delle armi nuclari nel mondo. La seconda sessione si terrà in luglio. Le reti per il disarmo hanno lanciato un appello al governo italiano: non continui ad opporsi al veto.