Attualità
Campagna “Ferma il riarmo”: «No alle false soluzioni»
I promotori della Campagna "Ferma il riarmo" chiedono di non dare seguito all'aumento della spesa militare al 5% del Pil: «Non è così che si garantisce veramente la sicurezza».
I promotori della Campagna "Ferma il riarmo" chiedono di non dare seguito all'aumento della spesa militare al 5% del Pil: «Non è così che si garantisce veramente la sicurezza».
«I nuovi dati Sipri offrono uno specchio impietoso della direzione imboccata dall’Europa e dall’Italia: quella di una corsa alle armi senza precedenti»: a denunciarlo è la Rete Italiana Pace e Disarmo.
Con gli ultimi sette (totale 4,3 miliardi), i programmi di riarmo formulati dal Ministero della Difesa salgono a 67, per un impegno finanziario pluriennale di quasi 24 miliardi: lo fa sapere l’osservatorio Milex sulle spese militari italiane.
Il piano di riarmo europeo «sembra fagocitare la vocazione sociale del risparmio per indirizzarlo verso una corsa al riarmo europeo che sottrae risorse pubbliche e private allo sviluppo sociale e ambientale e al risparmio degli Stati e delle persone»: lo denuncia Banca Etica.
Centinaia di ricercatori del CNR hanno sottoscritto due lettere con le quali si dichiarano contrari a prestare la propria attività per studi finalizzati al settore bellico e per chiedere al Cda dell’ente di sospendere le collaborazioni con le istituzioni accademiche israeliane.
I paesi membri della Nato si sono impegnati a portare le spese militari al 5% del Pil (3,5% per la difesa, 1,5% per la sicurezza) entro il 2035. Si tratta di un obiettivo «sproporzionato e inutile», come riprende anche la campagna “Ferma il riarmo”.
«Euronext, il consorzio europeo dei listini che include le borse di Milano, Parigi, Amsterdam, Dublino, Bruxelles, Lisbona e Oslo, ha annunciato iniziative per rafforzare gli investimenti e favorire l'approdo in borsa di un numero sempre maggiore di aziende di armamenti, cybersicurezza e dell'aerospazio»: lo denuncia Etica Sgr
«Il piano di riarmo dell’Unione Europea ReArm Europe incentiva l’indirizzo dei risparmi dei cittadini verso l’industria bellica ed è un pericoloso via libera alla finanziarizzazione della guerra»: l’allarme arriva da Banca Etica, che denuncia come «la sicurezza e gli equilibri geopolitici non possano essere affidati alle logiche speculative della finanza».
«Siamo di fronte al maggiore aumento delle spese per eserciti e armi su base annua almeno dalla fine della guerra fredda. La militarizzazione dell'UE rappresenta anche una minaccia per la pace e la sicurezza dei suoi cittadini»: così la Rete Pace e Disarmo.
«Il militarismo alimenta guerre e violenze, ma nonostante gli appelli ad abbandonare le armi per passare a negoziati di pace e disarmo, i governi raddoppiano la ricetta del disastro aumentando significativamente i loro bilanci militari. Bisogna dire basta»: è l’appello della Rete Italiana Pace e Disarmo.
«Il riarmo italiano è già in corso. Per i nuovi programmi pluriennali di riarmo recentemente approvati o decisi il costo complessivo supera i 73 miliardi di euro»: lo scrive l'osservatorio Milex sulle spese militari italiane.
Il piano di riarmo europeo è la scelta di campo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: un piano da 800 miliardi che, tra passaggi oscuri e prassi democratiche calpestate, vuole riarmare la Ue. Sbagliato e pericoloso: ecco perché.
Entra nel vivo la campagna “Ferma il riarmo" promossa dalla società civile italiana contro l’aumento delle spese militari. «Un’iniziativa fondamentale e necessaria in un’epoca in cui le scelte politiche nazionali e internazionali puntano invece verso un pericoloso riarmo» affermano i promotori.
Un piano di riarmo europeo da 800 miliardi di euro: è quello che la presidente della Commissione Europea ha presentato, sollevando durissime critiche. Chi pagherà? Ce lo spiega Simone Siliani, di Fondazione Finanza Etica.
Sono numerosi i comitati, le organizzazioni e le associazioni che hanno annunciato che non saranno in piazza sabato 15 marzo a Roma per la manifestazione lanciata da Michele Serra su un quotidiano nazionale, soprattutto all'indomani del voto al Parlamento Europeo sul piano di riarmo da 800 miliardi.
Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo (giunto alla sua tredicesima edizione), critica duramente il piano ReArm Europe, il piano di riarmo europeo approvato dall’europarlamento.
È partita la campagna “Ferma il riarmo” promossa dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Greenpeace Italia, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! Che propone anche di tassare gli extraprofitti bellici e invita alle mobilitazioni. E oggi, sabato 26 ottobre, manifestazione in sette piazze d’Italia per la pace.