A scuola nel bosco: il film-documentario
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“Come quando fuori puoi” è il titolo del lungometraggio che racconta alcune delle esperienze di scuole nel bosco in Italia. Terra Nuova è mediapartner del progetto.
“Come quando fuori puoi” è il titolo del lungometraggio che racconterà alcune delle esperienze di scuola nel bosco attive in Italia, «progetti educativi per bambine e bambini di ogni età portati avanti da adulti impegnati e formati a questo approccio pedagogico», spiegano Irene Saccenti e Silvia Barsotti, anime e motore di questa iniziativa. Terra Nuova ha scelto di essere mediapartner del progetto.
«Il film-documentario racconta le esperienze di vita quotidiana di tre realtà presenti in tre regioni, Veneto, Toscana e Puglia, poiché abbiamo voluto dare risalto alla varietà degli ambienti naturali e alla conseguente proposta peculiare di ogni progetto» spiegano le ideatrici.
«Durante le riprese, abbiamo visto i bambini trasformarsi in tanti ruoli differenti, tanti quanti la loro immaginazione ha reso possibile, proprio perché questo approccio educativo libera la creatività» dicono Irene e Silvia. Buona parte delle riprese è conclusa e Silvia e Irene si stanno dedicando alla produzione e al montaggio. Per compiere questo ulteriore passo avanti sono necessari fondi che hanno deciso di raccogliere con un crowdfunding al quale anche Terra Nuova ha deciso di partecipare, mettendo a disposizione premi che vanno dall’abbonamento alla rivista al libro Pedagogia del bosco. La piattaforma scelta è Produzioni dal Basso e chiunque voglia sostenere il progetto avrà tempo fino a fine gennaio per contribuire.
Apprendimento autodiretto
«In un periodo storico in cui i bambini hanno sempre meno spazio per esplorare e conoscere il mondo e sé stessi in autonomia, è importante favorire le loro molteplici capacità innate, privilegiando l’apprendimento autodiretto, riconoscendo nel gioco spontaneo uno strumento di crescita e acquisizione di competenze, ponendo attenzione nella progettazione educativa alla qualità delle esperienze».
Il documentario chiarisce come «l’infanzia, nella sua bellezza e maestosità, abbia assoluto bisogno di natura, che diventa palestra in cui allenare sensi, occasione di sviluppo motorio e di rinnovate relazioni» spiegano le autrici. «Il selvatico è il maestro che ci mette in contatto con le paure più ancestrali e ci fornisce strumenti per affrontarle e superarle. La natura diventa protagonista delle relazioni, determina gli apprendimenti, definisce le possibilità, diventando un “fatto più che umano”. Scoprire questa pedagogia è anche un’opportunità di crescita personale: vivere una quotidianità che si basa sull’incertezza è esperienza inedita nella nostra società, dove invece il tempo è sempre organizzato, previsto, controllato e progettato».
«Una campagna di crowdfunding non è solo una raccolta fondi: è un gesto collettivo che dice “ci credo, voglio che questo progetto esista” – dicono Irene e Silvia – Chi sceglie di sostenere il nostro progetto partecipa alla nascita di qualcosa che può lasciare un segno nel territorio e nella vita delle persone grandi e piccole che animano questi progetti. Ed è proprio questo, alla fine, il cuore del crowdfunding: costruire insieme ciò che da soli non potremmo realizzare».
