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Agricoltura biodinamica: organismo agricolo vivente

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L'agricoltura biodinamica è un approccio che ha particolarmente a cuore la fertilità e la salute del suolo e serba una visione d'insieme dell'azienda agricola come "organismo agricolo". Ne parliamo con Marco Schiatti di Demeter.
Agricoltura biodinamica: organismo agricolo vivente

L’agricoltura biodinamica è un approccio che ha particolarmente a cuore la fertilità e la salute del suolo e serba una visione d’insieme dell’azienda agricola come “organismo agricolo”. È un approccio rispettoso del suolo, dell’ambiente, del cibo e della salute che affonda le sue radici nella visione che ne ha dato Rudolf Steiner e che oggi viene praticata da centinaia di aziende agricole in Italia.

Ne parliamo con Marco Schiatti, responsabile dell’ufficio certificazione di Demeter, l’organismo di certificazione del biodinamico.

Entriamo nel “cuore” dell’approccio biodinamico e ci spieghi le principali differenze con l’agricoltura biologica?

«Innanzi tutto occorre allargare lo sguardo a una visione quantomeno più logica del meccanismo che sovrintende la natura. Se prendiamo come esempio il corpo umano, che normalmente chiamiamo organismo, percepiamo una struttura biologica altamente complessa e organizzata, composta da diversi organi. Se ci concentriamo solo su uno di essi, possiamo descriverne e comprenderne il ruolo e le funzioni, ma dobbiamo tenere a mente che isolato dal proprio contesto non sarebbe in grado di sostenersi, poiché funziona solo se parte di un organismo, appunto. Trasponendo il concetto su un alveare, notiamo che le circa 50.000 api che lo compongono concorrono, ognuna con la propria mansione, a creare un unico organismo. Una sola ape tolta dall’insieme non sarebbe in grado di sopravvivere e di svolgere in autonomia tutte le funzioni necessarie alla sopravvivenza della colonia. Quindi, per analogia, possiamo comprendere che le parti che compongono un sistema agricolo (terra, piante, animali e uomo) non possono essere considerate singolarmente né tantomeno possiamo pensare di escluderne alcune dal processo della natura, perché è grazie all’insieme che otteniamo il miglior risultato. L’agricoltura biodinamica non prevede quindi che sia l’uomo a nutrire la pianta sostituendosi ai naturali processi di un ecosistema, ma piuttosto che l’uomo aiuti la terra e gli altri elementi a farlo nel migliore dei modi. Se a questo aggiungiamo l’obbligatorietà della presenza di superfici dedicate alla biodiversità (quindi ritirate dalla produzione a beneficio dell’ambiente), l’uso dei preparati biodinamici, l’estrema attenzione al compostaggio, la presenza dell’elemento animale e la comprensione dell’influenza del cosmo sullo sviluppo delle piante, abbiamo un’idea un po’ più chiara della differenza fra il metodo biodinamico e altri sistemi non olistici».

Quali sono i punti di forza dell’approccio biodinamico alla coltivazione e alla produzione di cibo di qualità?

«Va da sé che una pianta cresciuta in un suolo “vivo” e sinergico, ricco di humus e biodiversità, produrrà frutti “vivi” e ricchi di sostanze nutritive, capaci di trasmettere “salute” intesa come stato di benessere fisico, mentale, sociale e ambientale oltre a generare piante più resistenti e resilienti a siccità e patologie. Serve quindi comprendere che una mela cresciuta in un ambiente biodinamico è diversa da una mela nata e gestita con la chimica e, allo stesso modo, diversi saranno i benefici nutrendosene. Molti dei migliori vini al mondo oggi sono ottenuti da uve coltivate con il metodo biodinamico, a sostegno del fatto che la ricchezza del suolo e dell’ambiente circostante sono percepibili e determinanti nel concetto di qualità di un prodotto. Acquistare un prodotto biodinamico a marchio Demeter significa inoltre significa tutelare gli oltre 2000 ettari di elementi di biodiversità gestiti dalle aziende Demeter in Italia, a favore della collettività e dell’ambiente, partecipando alla custodia di un patrimonio inestimabile oggi messo in crisi dall’agricoltura intensiva e dall’uso massiccio e sconsiderato della chimica».

Come avviene la certificazione dei prodotti biodinamici e a quali verifiche sono sottoposte le aziende e i prodotti?

«La certificazione Demeter si basa su un sistema di controllo rigoroso e articolato, che garantisce il rispetto degli standard internazionali Demeter lungo tutta la filiera produttiva. Innanzitutto, le aziende che vogliono ottenere la certificazione biodinamica devono essere già certificate biologiche, che rappresenta il requisito di base. A questo si aggiungono i requisiti specifici dello standard Demeter, molto più stringenti e completi rispetto ad altre certificazioni volontarie. Da questo deriva l’alta qualità delle produzioni ottenute ogni anno dalle nostre aziende. Il processo di certificazione prevede che l’azienda agricola converta il 100% della superficie al metodo biodinamico. Non è possibile avere parte dell’azienda biodinamica e parte convenzionale, cosa invece ammessa nello schema biologico: questo riflette proprio la visione olistica dell’organismo agricolo di cui parlavamo prima. L’azienda deve inoltre dedicare almeno il 10% della superficie a elementi di biodiversità, come siepi, boschi, stagni e prati fioriti, ritirandola dalla produzione a beneficio dell’ambiente e della collettività. Gli operatori, siano essi agricoltori, trasformatori o distributori, vengono controllati annualmente da ispettori autorizzati e opportunamente formati da Demeter Italia. Durante queste ispezioni vengono verificati tutti gli aspetti dello standard: l’uso dei preparati biodinamici, la gestione del compostaggio, l’implementazione della biodiversità, l’origine delle sementi (che devono essere rigorosamente non Ogm e non Cms), la rotazione delle colture, l’applicazione di un rigoroso piano di analisi e molto altro. La certificazione Demeter non è quindi solo un bollino di qualità: è la garanzia di un metodo che va oltre il biologico, che rispetta l’integrità delle sementi, la fertilità del suolo, il benessere animale, e che costruisce un rapporto virtuoso tra agricoltura, cibo, salute e ambiente. È un sistema che mette al centro la trasparenza e la coerenza, valori sempre più ricercati dai consumatori consapevoli. Per queste sue caratteristiche, la certificazione Demeter è estremamente attuale e rappresenta uno strumento concreto per fronteggiare il rischio dell’invasione dei nuovi Ogm sul mercato e di altri marchi e loghi che non sostengono realmente la vera sostenibilità all’insaputa dei consumatori. La tracciabilità rigorosa e il controllo dell’intera filiera imposta ai nostri licenziatari sono proprio la barriera che ci permette di continuare a garantire prodotti autentici, liberi da modificazioni genetiche e in armonia con l’ecosistema, in un momento storico in cui questa garanzia rischia di svanire».

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