Il cibo buono salva il pianeta: successo a Termoli per il BioFestival NaturaSì
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Straordinaria partecipazione di pubblico al NaturaSì BIOFestival di Termoli. Nella serata del 5 giugno Piazza Duomo era gremita, con centinaia di cittadini accorsi per riflettere sul significato più profondo del cibo e sull’importanza delle scelte quotidiane a tavola. Grande protagonista il talk che ha visto sul palco Fabio Brescacin (presidente NaturaSì), Fabio Cordella (direttore della Fattoria Di Vaira) e Giovanni Storti, del celebre trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Al centro del dibattito, un tema apparentemente semplice ma di grande rilevanza: il valore reale del cibo, che non può essere ridotto a un prezzo sullo scaffale.Ilmessaggio chiave emerso è stato chiaro: dietro ogni prodotto c’è una storia fatta di terra, lavoro e responsabilità. Quando si cerca solo il prezzo più basso, qualcuno – lavoratori, ambiente o salute collettiva – finisce per pagarne il costo. Il “giusto prezzo” è quindi prima di tutto una questione etica. Giovanni Storti ha portato la propria voce a sostegno di un ritorno a una relazione autentica con la terra, ricordando come benessere delle persone, qualità del cibo e salute del pianeta siano profondamente connessi.
L’appuntamento con il NaturaSì BIOFestival di Termoli è proseguito il 6 giugno con l’inaugurazione ufficiale del nuovo NaturaSì Di Vaira, un progetto rivoluzionario che rappresenta molto più di un semplice negozio. I 1.500 metri quadrati del nuovo store di via Corsica sono concepiti come uno spazio in cui produzione, trasformazione e vendita convivono sotto lo stesso tetto.
Al suo interno trovano posto un caseificio a vista, un laboratorio gastronomico per la produzione di pasta fresca, un forno dedicato a pane e lievitati, spazi per la lavorazione di carni e salumi e un bio bistrot aperto al pubblico. L’obiettivo è stato quello di portare in città i prodotti della Fattoria Di Vaira e raccontare direttamente ai consumatori il lavoro che c’è dietro ogni alimento: dalla coltivazione alla trasformazione, fino alla vendita.
Si è partiti con il taglio del nastro e l’apertura della forma di Parmigiano Reggiano Santa Rita bio 1964, alla presenza del sindaco di Termoli Nicola Antonio Balice, con la speciale partecipazione di Giovanni Storti e l’accompagnamento musicale degli Amici di Damiano. Inoltre durante le due giornate la cittadina è animata da migliaia di visitatori da stand gastronomici, degustazioni, laboratori, musica e visite guidate alla Fattoria Di Vaira.
Oltre all’inaugurazione e alla festa il focus del festival è stato il rilancio della campagna di NaturaSì 2026 dal titolo “il Giusto prezzo per la salute dell’uomo e del Pianeta”, già presentata in diverse città italiane e sostenuta anche da Giovanni Storti. Obiettivo della Campagna è rendere trasparente il differenziale pagato per sostenere gli agricoltori nel loro ruolo fondamentale di custodi del Pianeta e di garanti dei servizi ecosistemici. Su alcuni prodotti presenti nei negozi NaturaSì si trova infatti indicata anche la quota che ripaga i servizi che l’agricoltore assicura in termini di salvaguardia ambientale.Parliamo dei cosiddetti servizi ecosistemici: acqua e aria pulite, biodiversità, fertilità del suolo, contrasto al cambiamento climatico.
“Sono valori che è bene conoscere – ha detto Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì – per capire che, acquistando un prodotto biodinamico o biologico, si investe non solo sul prodotto in sé ma anche sulla propria salute e su quella dell’ambiente nel quale tutti viviamo. Soprattutto in questi giorni in cui il tema del caporalato è tornato tristemente di attualità, è bene che il consumatore comprenda che non è estraneo a questa dinamica ma è co-responsabile se non si pone il problema. Oggi esistono alternative e acquistare in modo cosciente è possibile. Il nodo centrale è il prezzo: i consumatori sono stati abituati a prezzi del cibo così compressi da non riflettere più il valore reale del cibo. Una spirale verso il basso che ha portato conseguenze gravissime per le aziende, per la nostra salute e per chi lavora la terra. Noi consumatori se vogliamo mangiare domani dobbiamo svegliarci e riconoscere al cibo il suo giusto valore”.
All’iniziativa ha partecipato anche Sirio, cooperativa sociale del territorio, che integra nelle attività persone in difficoltà. Perché fare bio, per Di Vaira, è anche un atto di responsabilità sociale.
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