Vai al contenuto della pagina

Ari: «Basta soldi Ue sulla base degli ettari. I fondi Pac vadano al vero lavoro agricolo»

homepage h2

L’Unione Europea faccia una scelta coraggiosa verso una più giusta redistribuzione della terra agricola e dei soldi della Politica Agricola Comune: è quello che Ari, Associazione Rurale Italiana, chiede con forza al neocostituito gruppo di esperti della Commissione Europea.
Ari: «Basta soldi Ue sulla base degli ettari. I fondi Pac vadano al vero lavoro agricolo»

L’Unione Europea faccia una scelta coraggiosa verso una più giusta redistribuzione della terra agricola e dei soldi della Politica Agricola Comune: è quello che Ari, Associazione Rurale Italiana, chiede con forza al neocostituito gruppo di esperti della Commissione Europea che si è riunito per la prima volta nei giorni scorsi. «Un gruppo – fa sapere Ari, che in Italia rappresenta il Coordinamento europeo di Via Campesina (Ecvc), organizzazione europea dei contadini – nato grazie alla mobilitazione da parte di ECVC, ricercatori e società civile, che da tempo chiedono misure contro la concentrazione e la speculazione fondiaria in Europa».

«Uno dei temi centrali della prima riunione – spiegano Ari ed ECVC – è stato l’avanzamento del progetto per la creazione di un Osservatorio sulle questioni fondiarie nella Ue, su cui noi insistiamo da anni. E sarà importante che questo osservatorio identifichi quali aziende agricole stanno ricevendo i sussidi della Pac, a chi fanno capo e se stiano effettivamente e attivamente coltivando i terreni. Tale azione è indispensabile per impedire che i “latifondi” continuino ad accumulare denari pubblici attraverso complesse strutture proprietarie e partecipazioni in società agricole».

Per ECVC, «la governance dell’Osservatorio è importante quanto i dati che esso produce. Se il nuovo ente sarà controllato esclusivamente dalla Direzione generale per l’agricoltura della Ue, da Eurostat e dalle grandi organizzazioni agricole produrrà indicatori che riflettono gli interessi dominanti nel settore. Noi invece chiediamo che la struttura di governance sia esplicitamente pluralista».

Per Ari ed ECVC è vitale che l’osservatorio preveda «la partecipazione delle organizzazioni dei piccoli agricoltori e della società civile, nonché la pubblicazione periodica di rapporti sullo stato dei mercati fondiari agricoli in Europa. Inoltre l’Osservatorio deve elaborare indicatori che possano essere utilizzati come condizioni nella Pac dal 2027 in poi e l’accesso ai pagamenti diretti o al sostegno dei programmi di sviluppo rurale dovrà essere subordinato al rispetto delle soglie relative alla concentrazione fondiaria e alla quota di giovani agricoltori».

ECVC aveva già presentato al Parlamento europeo, nella sua precedente composizione, una bozza di direttiva sull’accesso alla terra agricola, il suo uso e la sua protezione, e proprio tale proposta è stata un elemento centrale dei dibattiti durante la prima delle feste contadine del 2026, tenutasi lo scorso 2 giugno a Roma. 

«L’Unione Europea finora ha perseguito una politica fondiaria che ha favorito lo sviluppo di un modello agricolo intensivo basato sul capitale, a scapito di un’agricoltura su piccola scala, diversificata, più resiliente e sostenibile» spiega Alessandra Turco di Ari. «È il momento di invertire la tendenza e per questo continueremo a prendere iniziative per proteggere l’uso agricolo della terra e per fare in modo che la Commissione, anche attraverso il nuovo gruppo di lavoro, faccia quello che il Parlamento europeo le aveva chiesto di fare già nel 2017: sviluppare uno strumento giuridico che strappi l’uso della terra agricola alle logiche del mercato e della libera circolazione dei capitali».

LETTURE UTILI

IN DIFESA DEI CONTADINI

L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;

L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

SFOGLIA L’ANTEPRIMA

"In difesa dei contadini": il nuovo libro di Antonio Onorati

Leggi anche

Per eseguire una ricerca inserire almeno 3 caratteri

Il tuo account

Se sei abbonato/a alla rivista Terra Nuova, effettua il log-in con le credenziali del tuo account su www.terranuovalibri.it per accedere ai tuoi contenuti riservati.

Se vuoi creare un account gratuito o sottoscrivere un abbonamento, vai su www.terranuovalibri.it.
Subito per te offerte e vantaggi esclusivi per il tuo sostegno all'informazione indipendente!