Bufera vaccini: analisi choc e polemiche

Dalle analisi condotte dall’associazione Corvelva sull’effettivo contenuto di alcuni vaccini sono emersi dati definiti allarmanti, condensati in un esposto alla Procura di Roma. L’Ordine nazionale dei biologi ha appoggiato l’iniziativa, ma Aifa nega validità ai test. Non si placano le polemiche.

13 Aprile 2019
Bufera vaccini: analisi choc e polemiche. Vaccini

Antigeni mancanti, presenza di molecole appartenenti alle categorie delle tossine, contaminazioni chimiche: sono alcuni dei risultati emersi dalle analisi su lotti di vaccini commissionate dall’associazione Corvelva1, con il sostegno dell’Ordine nazionale dei biologi. Risultati che sono diventati oggetto di un esposto depositato alla Procura di Roma la scorsa estate, con un’integrazione successiva per includere anche gli esiti di nuove analisi chimiche e metagenomiche.
I vaccini esaminati vanno da esavalenti, pentavalenti e tetravalenti a uso pediatrico fino a prodotti singoli per morbillo, tifo, papilloma virus e influenza.

Gli sviluppi sul fronte mediatico hanno destato polemiche. L'Ordine dei Biologi, come ha spiegato lo stesso presidente, si è visto successivamente costretto a ritirare i 7000 euro che aveva elargito per contribuire alle analisi a fronte della «campagna infamante» accesa sui media. QUI tutti i dettagli.

Un’iniziativa, quella dell’associazione veneta che chiede la libertà di scelta in materia vaccinale, che non ha mancato essa stessa di sollevare polemiche. Tanto che Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha diffuso una nota2 con cui ha negato validità e riconoscimento alle analisi effettuate, in cui si legge: «I metodi di analisi (…) devono essere certificati e conformi alle procedure e ai requisiti condivisi a livello europeo e internazionale. (…) Le informazioni al momento rese disponibili da Corvelva non presentano questi requisiti e quindi non forniscono dati utili per una valutazione scientifica».

La risposta è arrivata dalla dottoressa Loretta Bolgan, consulente di Corvelva ed esperta di vaccini, con una laurea in chimica e tecnologia farmaceutica e un dottorato di ricerca in scienze farmaceutiche, già consulente nell’ultima commissione parlamentare d’inchiesta sui militari: «Ritengo evasiva la gravissima affermazione di non prendere in considerazione i risultati presentati perché non revisionati dalla comunità scientifica; i metodi sono già riportati nella letteratura allegata ai report, e comunque qui stiamo parlando di non conformità che esulano dalla valutazione come ricerca scientifica perché hanno un impatto sulla salute pubblica. Spesso vengono ritirati medicinali dal mercato perché non conformi e non mi risulta che sia richiesta alcuna pubblicazione, si ritirano i campioni e si analizzano».

L’esposto alla Procura

Nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma, Corvelva ha illustrato i primi risultati emersi dalle analisi e ha chiesto che la magistratura proceda con accertamenti per individuare eventuali profili di illiceità. Poi ha previsto un’integrazione, frutto di successive analisi di laboratorio.

Vediamo cosa si evince dal testo dell’esposto riguardo i singoli vaccini oggetto d’analisi.
In riferimento al Priorix Tetra, vaccino antimorbillo, parotite, rosolia e varicella, sono state riscontrate «varianti genetiche degli antigeni rispetto all’antigene dichiarato nella scheda tecnica: il genoma del virus della varicella contenuto nel vaccino ha mostrato quattro mutazioni (…); il genoma del virus della parotite contenuto nel vaccino ha mostrato una mutazione». È stato poi individuato «Dna genomico contaminante (inteso come residuo di lavorazione) in quantità notevolmente elevate rispetto a quelli riscontrabili in altri vaccini (…), di cui il 78% è Dna genomico umano, il 4% è estratto da cellule embrionali di pollo e il 14% da virus della varicella». Le analisi, secondo Corvelva, hanno anche evidenziato l’«assenza dell’antigene (RNA) della rosolia», che invece dovrebbe essere presente.

Riguardo al Measles vaccine live B.P., monovalente per il morbillo, sono emerse «varianti genetiche degli antigeni rispetto all’antigene dichiarato nella scheda tecnica; il genoma del virus del morbillo contenuto nel vaccino ha mostrato sei mutazioni». Le analisi hanno poi individuato «Dna genomico contaminante (inteso come residuo di lavorazione)».

Anche nei campioni di Vivotif, vaccino contro la febbre tifoide, sono state trovate «varianti genetiche degli antigeni rispetto all’antigene dichiarato nella scheda tecnica; il genoma batterico contenuto nel vaccino ha mostrato 154 mutazioni».

E veniamo all’Infanrix hexa, esavalente pediatrico per difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite e Haemophilus influenzaea b. Nell’esposto si legge che è stata riscontrata «assenza (o presenza dubbia) degli antigeni virali della poliomielite».

Anche nel PolioInfanrix, pentavalente pediatrico per difterite, tetano, pertosse, epatite B e poliomielite, è stata dichiarata «assenza (o presenza dubbia) degli antigeni virali della poliomielite».

Le ulteriori analisi

«Non ci siamo certo fermati alle prime analisi dell’estate scorsa» spiegano Mattia Marchi e Ferdinando Donolato di Corvelva. «Ne abbiamo commissionate altre, chimiche e metagenomiche, aggiungendo alla lista anche un altro esavalente pediatrico, l’Hexyon, e l’antipapilloma virus Gardasil 9. Sono emersi ulteriori dati preoccupanti sulle contaminazioni e sulla natura di questi prodotti. Per esempio, nell’Infanrix hexa ci aspettavamo di trovare i tre tossoidi e gli altri antigeni non modificati dai trattamenti con formaldeide e glutaraldeide, separabili tra loro e digeribili dall’enzima specifico per le proteine (tripsina). È stato invece trovato un vero e proprio polimero, insolubile e indigeribile, costituito dall’insieme degli antigeni legati chimicamente tra loro. Questa macromolecola non è stata riconosciuta dalle banche dati delle proteine, quindi di fatto risulta essere un composto solido di struttura chimica sconosciuta.
Oppure ancora, nel Priorix Tetra sono state individuate tracce associabili a diversi antibiotici, a diserbanti, erbicidi, acaricidi e metaboliti della morfina.
Insomma, riteniamo sia assolutamente necessario che le autorità sanitarie e la magistratura vadano a fondo della questione senza nascondere la testa sotto la sabbia».

L’Ordine dei biologi

A difendere a suo tempo l’opportunità e la necessità delle analisi commissionate da Corvelva è stato il presidente dell’Ordine nazionale dei biologi, il dottor Vincenzo D’Anna. «Anche se tutto fosse lecito e innocuo, come minimo bisognerebbe informarne le autorità e i cittadini che usano i vaccini» ha detto. «Inoltre, nei lotti analizzati è stato riscontrato un numero significativo di peptidi, cioè frammenti corti di sequenze di aminoacidi, di origine batterica, probabilmente provenienti da batteri avventizi che contaminano le colture.
A questi si aggiungono 65 sostanze chimiche contaminanti, di cui il 35% note, sette sono tossine chimiche.
Anche questi composti devono essere confermati nella struttura da uno studio con standard di controllo, quindi bisogna che le agenzie competenti ripetano queste analisi, facciano i controlli e rendano pubblici sia i risultati che il loro giudizio».

Il 25 gennaio scorso l’Ordine nazionale dei biologi ha tenuto un convegno dal titolo Vaccinare in sicurezza, e sul proprio canale You-Tube ha messo a disposizione gli interventi di alcuni relatori, tra cui quello della dottoressa Loretta Bolgan3.

A criticare duramente l’impostazione del convegno e le prese di posizione del dottor D’Anna è il gruppo di biologi che su Facebook si è dato il nome di Biologi per la scienza.

 

Note

1. Per approfondire: www.corvelva.it
2. www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/Vaccini-Aifa-replica-sulle-analisi-choc
3. https://youtu.be/91_-q66qbMI

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Marzo 2019

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