Le professioni per un futuro ecosostenibile: il nutrizionista

Come ci terremo in salute nel prossimo futuro? E quali «lavori verdi» si svilupperanno in questo settore? Ecco un mestiere legato alla salute che assumerà un ruolo sempre più centrale nella società, perché la nostra dieta andrà incontro a grossi cambiamenti.

04 Gennaio 2020
Le professioni per un futuro ecosostenibile: il nutrizionista. Lavori ecologici

La conoscenza, all’interno del sistema culturale attuale, si sviluppa in maniera verticale e settoriale e il campo medico non fa eccezione. Ciò da un lato aiuta a conoscere e curare migliaia di patologie, di indagare più a fondo i meccanismi intra ed intercellulari, di vivere più a lungo, ma dall’altro impedisce di vedere le connessioni e limita fortemente la visione dell’individuo come un tutt’uno.

Annalisa Jannone, responsabile dell’area salute di Italia che cambia, riassume così la situazione: «Oggi chi si occupa di salute, si occupa in realtà di malattia. Servono più figure professionali che si prendano cura del benessere complessivo dell’individuo, in grado di far emergere le dinamiche “nascoste” che sottendono al funzionamento dell’organismo, capaci di rendere consapevoli dei “modelli reattivi” che il sistema uomo mette in campo per adattarsi alle esperienze della vita.
Infine, serve che queste figure sappiano collaborare fra di loro».

Gli iter formativi

Una figura professionale che assumerà sempre più un ruolo centrale nella nostra società è quella del nutrizionista. Infatti, la nostra dieta andrà inevitabilmente incontro a grossi cambiamenti, non solo per motivi di salute, ma anche per motivi ambientali (gli allevamenti intensivi sono fra i principali responsabili di emissioni climalteranti).

La professione di nutrizionista in Italia è permessa a biologi, dietisti e medici, con specifici ambiti di autonomia. La diagnosi è esclusiva del medico, mentre dietista e biologo nutrizionista possono elaborare in autonomia le diete, sulla base della prescrizione medica. Per diventare nutrizionista è necessario conseguire una laurea in medicina, biologia o dietistica. Delle tre, dietistica è l’unica in cui la prova finale ha valore di esame di stato ed è immediatamente abilitante all’esercizio professionale.

Chi sceglie un corso di laurea magistrale in Scienze della nutrizione, dovrà invece sostenere l’esame di abilitazione per ottenere l’iscrizione all’ordine nazionale dei biologi.

Gli sbocchi

Tradizionalmente, i nutrizionisti possono esercitare la libera professione o lavorare presso centri fitness, palestre, centri termali. Tuttavia, la diffusione delle diete vegana e vegetariana e una crescente attenzione all’alimentazione da parte delle persone potrebbe rendere queste figure centrali in molti altri contesti (aziende, settore pubblico). In quest’ottica potrebbe essere utile frequentare, come integrazione, un
corso di alimentazione naturale; ne esistono diversi in Italia, della durata generalmente compresa fra i due e i quattro weekend.

L’Atlante Sanità, la banca dati istituzionale contenente tutte le professioni sanitarie, ci rivela la presenza di circa 15 mila biologi nutrizionisti. Ma, come abbiamo visto, non sono gli unici a poter esercitare la professione nel delicato campo della nutrizione. L’Associazione italiana nutrizionisti (A.I.Nut.) è nata per creare una comunità di professionisti della nutrizione, mettendo insieme tutte le figure professionali che possono formulare una dieta, biologi, medici nutrizionisti e dietisti, con la programmazione di corsi formativi e incontri di aggiornamento.

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Articolo tratto dalla rubrica Lavori Verdi. Le professioni per un futuro ecosostenibile

Leggi la rubrica sul mensile Terra Nuova Gennaio 2020

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