Malva: coltivazione e proprietà

Pianta erbacea dalle proprietà antinfiammatorie, antisettiche e immunostimolanti, la malva viene anche apprezzata per la bellezza dei suoi fiori e coltivata come pianta ornamentale.

16 Gennaio 2020
Malva: coltivazione e proprietà. Piante aromatiche

La malva è una pianta erbacea che può essere annuale, biennale o perenne. Cresce spontanea in tutte le zone temperate del mondo fino ai 1200-1300 m slm. Quando ha un portamento eretto raggiunge i 150 cm di altezza, mentre non supera i 50-80 cm quando il fusto cresce prostrato.

Le foglie dal lungo picciolo sono palmate, divise in 3-5 lobi arrotondati, e tomentose. I fiori hanno cinque petali e sono di un tipico colore rosa violaceo (color malva) venati di viola scuro. La malva fiorisce da maggio a settembre.

Per la bellezza dei suoi fiori e la lunga fioritura la malva viene coltivata anche come pianta ornamentale.

TIPI E VARIETÀ COLTIVATE

Oltre alla Malva sylvestris si coltiva la Malva neglecta o rotundifolia, di taglia più contenuta e con foglie più arrotondate, la Malva verticillata dal fiore piccolo, inselvatichita in Italia, ma ancora coltivata in Svizzera e la Malva glabra con fiori più grandi di colore blu.

I fiori bianchi caratterizzano invece l’Althea officinalis, una malvacea con esigenze e caratteristiche simili alla malva, utilizzata spesso come ornamentale.

ESIGENZE DELLA PIANTA

La malva è una pianta rustica, infatti cresce spontanea in modo quasi ubiquitario. Sfugge però dagli ambienti troppo aridi e da quelli troppo umidi e preferisce i terreni profondi e ben drenati, perché ha un apparato radicale con un fittone lungo e molto ramificato. Predilige le posizioni ben areate.

TECNICHE DI COLTIVAZIONE

La coltura della malva dura 2 anni o 3 anni nelle coltivazioni professionali, ma anche più a lungo negli orti. Per questo motivo è opportuno eseguire una buona concimazione di fondo apportando letame (4 kg/mq) o compost (2 kg/mq) al momento della preparazione del terreno.

La malva si semina a fine aprile utilizzando 5 g di seme per 10 mq. Dopo l’emergenza è sempre necessario diradare per ottenere una densità di 5-6 piante/mq (40 cm x 40-50 cm). Questa densità assicura una buona produzione di fiori, se si punta alla produzione di foglie può essere aumentata fino a 8-10 piante/mq (25-30 cm x 40 cm).
Al posto della semina è possibile il trapianto, da effettuare in aprile-maggio. Con il trapianto si evita il lavoro di diradamento e si anticipa, anche se di poco, la produzione.

L’irrigazione, indispensabile dopo il trapianto, si esegue anche come intervento di soccorso quando il clima è siccitoso.
Considerata la suscettibilità della pianta alla ruggine bisogna evitare l’irrigazione per aspersione e dare la preferenza al sistema a goccia.

Solitamente due sarchiature o rincalzature sono sufficienti a controllare nel primo anno le erbe spontanee; a partire dal secondo anno la malva con il suo portamento tende a invadere e chiudere l’interfila assicurando un buon controllo delle erbe spontanee.

PRINCIPALI PARASSITI

Ruggine (Puccinia malvacearum). È Il principale parassita della malva e si manifesta quando il clima è umido e piovoso, condizioni che si verificano, di solito, all’inizio e alla fine della stagione. La ruggine provoca delle pustole sulla pagina superiore delle foglie prima rossicce e poi nere in corrispondenza delle quali sulla pagina inferiore si presentano aree sbiadite ed avvallate. La difesa da questo parassita si basa su metodi preventivi: il taglio anticipato al primo presentarsi delle pustole; l’irrigazione a goccia, un sesto di impianto ampio che favorisce l’arieggiamento, l’uso di un macerato o un decotto di equiseto per migliorare la capacità di resistenza della pianta.

Afidi. Fra i parassiti animali si ricordano gli afidi che possono essere controllati impiegando sapone di Marsiglia al 2% o prodotti a base di Beauveria bassiana.

RACCOLTA

Le modalità di raccolta dipendono dal prodotto che si vuole ottenere.

Chi è interessato solo alle foglie effettua la raccolta quando la pianta raggiunge i 30 cm e gli steli non sono ancora lignificati. In questo modo si possono ottenere 4-5 sfalci a partire dalla seconda metà di giugno per un totale di circa 4 kg di foglie e cime essiccate per ogni 10 mq di superficie coltivata.

Chi vuole raccogliere i fiori procede a due soli sfalci, il primo a fine giugno e il secondo in agosto, ottenendo per ogni 10 mq circa 2 kg di foglie e 600 g di fiori essiccati.

Lo sfalcio di foglie e cime di malva può essere eseguito manualmente o con delle barre falcianti, la raccolta dei fiori può essere effettuata solo manualmente.

UTILIZZO

I fiori e le foglie si utilizzano per preparare infusi e decotti. Le foglie di malva si usano anche in cucina, crude in insalata, lessate o cotte al vapore come gli spinaci, oppure si possono aggiungere a minestre e ripieni.

CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI E SALUTISTICHE

La malva ha proprietà antinfiammatorie, emollienti, immunostimolanti, antisettiche, idratanti e rinfrescanti.

L’infuso e il decotto si assumono come rimedio per la tosse e il catarro oppure si utilizzano per lavaggi destinati ad alleviare l’irritazione agli occhi infiammati o colpiti da congiuntivite o, ancora, si impiegano per impacchi contro le couperose.

Aggiunti all’acqua del bagno hanno un effetto emolliente e idratante.

NOTE E CURIOSITÀ

La malva era molto utilizzata ai tempi dell’antica Roma: Cicerone ne era molto ghiotto e ne faceva spesso indigestione; Marziale la usava come digestivo dopo i lauti banchetti e Plinio sosteneva che bere succo di malva a colazione evitasse malesseri per tutta la giornata.

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Articolo tratto dal libro Coltivazione biologica delle piante aromatiche

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