Accanto alla madre

Parla di nascita e maternità il nuovo libro di Terra Nuova Edizioni dal titolo "Accanto alla madre": un testo intenso e profondo, per ripensare le priorità sociali, che introduce la figura della doula come accompagnamento al parto e alla maternità.

13 Marzo 2012


Cerchi il libro Accanto alla madre? Lo trovi nel nostro shop online
di Clara Scropetta
cod. EA107 - pp. 300 - € 13,00

Scopri LO SCONTO dedicato a te direttamente nel nostro shop online


Introduzione del libro "Accanto alla madre"
Questo libro nasce dal profondo desiderio di affrontare una tematica di enorme importanza: l'accoglienza riservata alle nuove generazioni è per me un fattore chiave, in base al quale si decidono il benessere e la salute di ogni singolo individuo, e quindi della società intera, che di singoli individui è composta.   Da un punto di vista scientifico, è ormai noto che le esperienze vissute a partire dal concepimento, nei primi anni di vita, sono fondamentali. Lasciano il segno; possono creare salute o rendere vulnerabili. Non è più possibile accontentarsi del laconico "è andato tutto bene", quando si tratta della nascita di bambino. C'è un'altra scomoda verità, indiscussa nonostante il clamore sulla cosiddetta emancipazione femminile: il bambino, dall'inizio e per un bel po', vuole la madre. Senza restrizioni. Senza condizioni. La vuole tutta, sempre, subito. Ci vuole coraggio per credere che tutti questi bambini, unanimi nelle loro richieste, si "sbaglino". Per questi motivi valuto che la qualità della presenza della madre sia imprescindibile, specialmente nei primi anni. Oltre che indissociabile dalla qualità della vita di coppia, di famiglia, di comunità. Ecco perché ritengo che sia così importante saper stare accanto alle madri: l'atteggiamento che abbiamo nei confronti di una madre fa la differenza e ha conseguenze più grandi di quel che si pensi, su di lei e sul bambino.

Come indicato nel libro "Accanto alla madre", la scienza ci informa che tutto ciò che accade all'inizio della vita ha una grande influenza, a breve e a lungo termine. In particolare, le fasi più delicate sono quelle comprese nel cosiddetto periodo primale, che inizia con il concepimento e termina quando il bambino non è più completamente dipendente dalla madre. In questo periodo giungono a maturità completa alcune parti del sistema nervoso che, per il resto della vita, regoleranno il funzionamento di base, e che possiamo chiamare "sistema di adattamento primale". La scelta del termine primale vuole suggerire "primo per importanza e primo ad apparire", sia in senso filogenetico (lungo la linea evolutiva) che ontogenetico (nella storia personale). Approfondire il funzionamento fisiologico può aiutarci a riconoscere i condizionamenti culturali. Naturalmente, non è possibile prescindere dalla cultura: una società umana produrrà sempre cultura. Si tratta piuttosto di rinunciare, consapevolmente, a una cultura basata sulla separazione, con il dolore che ne consegue, e di optare per una cultura basata sull'appartenenza, con il piacere che ne scaturisce. Avrà tutto questo ripercussioni, sul singolo o sulla società?

Gli eventi legati alla riproduzione, ovvero il concepimento, la gestazione, la nascita e un accudimento materno che includa l'allattamento al seno, sono codificati nei nostri geni, fanno parte della programmazione biologica. Sono istintivi e avvengono spontaneamente, fuori da un controllo intellettuale cosciente. A volte, certo, può presentarsi una patologia e allora è meraviglioso disporre di strutture ospedaliere ben equipaggiate e dell'assistenza di professionisti qualificati. Quando si tratta di salvare una vita, siamo grati per i progressi in campo medico. Ma è possibile fare in modo che ci siano meno vite da salvare? Secondo Odent, assolutamente sì, ed è quanto mai urgente comprendere che bisogna innanzitutto agire nel rispetto dei bisogni fisiologici fondamentali. Così facendo, l'intervento medico potrebbe tornare a essere l'eccezione piuttosto che la regola, come è spesso oggi. Sono pienamente d'accordo...

di F.G.

Risponde Clara Scropetta, autrice del libro

05/04/2012 11:58

Cara Lorena,
grazie per il tuo interesse e per la tua sensibilita' sull'argomento, sara' una gioia per me ricevere la tua opinione dopo che avrai letto il libro.

Per quel che riguarda la copertina, effettivamente come autrice avevo tutt'altra idea. Desideravo un disegno, che trovavo piu' evocativo e poetico, ma Terra Nuova preferiva una foto. Allora mi sono data da fare per far pervenire una foto adatta, si trattava di scatti che mostravano me e una giovane mamma con suo figlio, e suggerivano intimita', agio e apertura, un particolare modo di essere insieme e profonda condivisione, pero' purtroppo ci sono stati problemi di risoluzione e luminosita'.

La redazione - dopo estenuanti ricerche nelle banche dati di immagini - ha invece preferito la foto della pancia e, ti assicuro, non e' stato facile per me accettare. mi sembrava cosi' lontana dal taglio del libro, come dici tu. Pero' ho accettato, curiosa di vedere che impatto avra', grata per l'impegno di Terra Nuova a pubblicare il libro e a farlo in continuo, meraviglioso scambio e dialogo con me. Piu' guardo l'immagine scelta adesso come adesso, e piu' trascendo il mero aspetto fisico: ci vedo tutto il mondo, tutto il cosmo, l'affascinante roteare del mistero della creazione. Piano piano mi appare cosi' appropriata, cosi' poetica a modo suo. Piena di gratitudine, spero che tutta l'energia di amore racchiusa in quelle pagine, inclusa la copertina, arrivi dritta dritta a chi lo prende in mano. Chissa' magari funziona anche solo tenendolo sul comodino!

Un caro saluto, a risentirci, Clara

Lorena Nicardi

23/03/2012 07:53

Leggerò senz'altro e con molto interesse questo libro. Da pedagogista e da specialista del metodo Tomatis che tanta importanza riconosce all'esperienza prenatale ed ai primissimi anni di vita, sento il bisogno che circoli una diversa cultura della maternità, sempre più abbandonata a se stessa nelle strettoie di famiglie nucleari, spesso in conflitto non tanto o non solo con le istanze di emancipazione femminile ma con la schiavitù del mercato che rapisce le madri ai loro neonati e le sequestra con orari impossibili, mentre obbliga altre a perenne disoccupazione o sottoccupazione anche quando la cura dei figli si alleggerisce. Non parliamo della medicalizzazione di tutti gli aspetti della vita....
Aggiungo una sola nota polemica: un libro con questo taglio e questo titolo meritava una copertina più dignitosa: non se ne può più di queste pance!!! Cerchiamo di allargare il discorso sulla maternità e alle esperienze "primali" e poi questa mitica madre non trova altra rappresentazione se non quella strettamente anatomica, come nella peggiore e più martellante e mistificatoria pubblicità? Basta per favore.
Lorena Nicardi

Posta un commento