Le grotte turistiche italiane

Una panoramica delle grotte turistiche italiane, per scoprire il vasto mondo che si spalanca sotto la superficie.

24 Aprile 2019
Le grotte turistiche italiane. Ecoturismo

Chi è incuriosito dalla speleologia può iscriversi a uno dei tanti corsi organizzati dai gruppi speleologici in tutta Italia. Le associazioni nazionali di riferimento sono la Società speleologica italiana (www.speleo.it) e il Club alpino italiano (www.cai.it).

Se del mondo sotterraneo si vuole solo un primo assaggio, è sufficiente visitare una grotta turistica. Certo, camminare su una passerella in una caverna illuminata non è lo stesso che entrare per la prima volta in ambienti sconosciuti, ma ci si può fare un’idea del vasto mondo che si spalanca sotto la superficie.

 

Ecco un elenco delle principali grotte turistiche italiane.
www.grotteturistiche.it

Grotta di Bossea, Piemonte

Esplorata fin dai primi dell’Ottocento, fu aperta al turismo nel 1874.
È quindi la prima grotta turistica italiana. Al suo interno funziona anche un avanzato laboratorio per lo studio del mondo sotterraneo.
www.grottadibossea.com

Grotta Gigante, Friuli-Venezia Giulia

La grotta, il cui accesso fu scoperto nel 1890, è visitabile dal 1908 ed è tra le cavità turistiche più famose al mondo. L’enorme ambiente principale, chiamato Grande Caverna, è ideale per lo studio dei movimenti della crosta terrestre, perciò vi sono stati installati diversi sensori e strumenti tra cui pendoli e un impressionante sismografo. È quindi anche un importante centro di ricerca scientifica e per questo è molto visitata dalle scuole, che possono accedere ai laboratori e seguire gli esperimenti in corso.
www.grottagigante.it

Grotta di San Canziano, Slovenia

La segnaliamo perché molto vicina al confine italiano e perché assai interessante. È la grotta per antonomasia: al suo interno si può vedere il mitico fiume sotterraneo Timavo scorrere impetuoso tra alte pareti di roccia, per poi sparire in un impressionante sifone.
Il tracciato di questo fiume è conosciuto solo in parte: per oltre 40 km scorre sottoterra, tornando all’esterno in prossimità della foce, sul mare Adriatico, a San Giovanni di Duino, presso Trieste.
Non lontano dal confine italiano si trovano anche le grotte di Postumia, tra le prime al mondo aperte al turismo. Si visitano in un modo un po’ retrò: a bordo di un trenino.
www.park-skocjanske-jame.si
www.postojnska-jama.eu

Antro del Corchia, Toscana

Quello visitabile è un tratto minimo rispetto all’intera grotta del Corchia, un gigantesco sistema carsico che si estende nel marmo delle Alpi Apuane per oltre 60 chilometri, e che raggiunge una profondità complessiva di 1185 metri. Esplorato da oltre un secolo da speleologi bolognesi, milanesi, fiorentini, inglesi e di altre parti del mondo, quest’enorme sistema di grotte ha oggi una ventina di ingressi conosciuti, oltre naturalmente a quello turistico, che è un tunnel artificiale. La visita si svolge su passerelle e gradinate in acciaio sospese, e consente di apprezzare alcuni suggestivi ambienti della grotta.
www.antrocorchia.it

Grotte di Frasassi, Marche

Si trova nel comune di Genga, all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Fu scoperta grazie a ricerche iniziate nel dopoguerra ad opera di speleologi anconetani e di altre zone delle Marche. La Grotta Grande del Vento (questo il vero nome) è stata aperta al turismo nel 1974. Deve la sua fama agli enormi ambienti dell’Abisso Ancona, oltre che alle concrezioni giganti e ai laghetti di acqua cristallina che si vedono nel corso della visita. Oltre all’itinerario principale sono disponibili (su prenotazione) due percorsi speleologici di differente difficoltà e durata.
www.frasassi.com

Grotte di Castellana, Puglia

Un ascensore scende a 70 metri di profondità, portando il visitatore in un’altra dimensione. Qui, alla base di un grande pozzo (la Grave) da cui filtra la luce dell’esterno, inizia la visita a una delle grotte turistiche più visitate d’Italia. Il percorso consente di apprezzare buona parte di questa cavità, che ha molte diramazioni, esplorate per quasi 4 chilometri. I vasti ambienti della grotta principale vengono spesso utilizzati anche per rappresentazioni dell’Inferno di Dante. Vale la pena visitare anche l’attiguo museo speleologico, intitolato a Franco Anelli, principale studioso e divulgatore di questa grotta.
www.grottedicastellana.it

Grotte di Stiffe, Abruzzo

Si trovano a circa 20 chilometri dall’Aquila. Si tratta di una risorgenza, cioè il punto in cui un fiume sotterraneo emerge in superficie dopo aver percorso un tratto ipogeo. Queste grotte si visitano grazie a un comodo percorso attrezzato lungo circa 700 metri. Nei pressi della grotta, L’Aquilandia ospita venti rappresentazioni in miniatura di siti abruzzesi.
www.grottestiffe.it

Grotta di Pertosa, Campania

Si trova ai piedi degli Alburni, massiccio carsico tra i più frequentati dagli speleologi. Con una piccola barca si esplora un tranquillo fiume sotterraneo, tra stalattiti e stalagmiti, fino a una fragorosa cascata. La spettacolarità scenica della grotta viene spesso utilizzata per rappresentazioni teatrali di grande successo. Nei pressi della cavità vale la pena visitare i musei del centro MidA, che propongono approfondimenti interattivi sulla natura, sull’archeologia e sulla cultura del luogo.
• www.grottedipertosa-auletta.it

Grotte di Castelcivita, Campania

Esplorata per la prima volta nel 1889 da due abitanti del posto, questa grotta si apre sul versante meridionale degli Alburni e si sviluppa per oltre 5 chilometri. Il percorso principale è lungo circa 1200 metri e permette di conoscere le zone più ampie e suggestive della grotta. Per i più avventurosi, da giugno a ottobre (su prenotazione) è disponibile un itinerario aggiuntivo, chiamato «amatoriale», che va oltre il percorso turistico. Il resto della grotta è accessibile solo a speleologi esperti. Fin dai primi anni Settanta, gli scavi condotti all’interno della cavità hanno restituito importanti reperti risalenti al Paleolitico. Anche qui viene messo in scena l’Inferno di Dante.
• www.grottedicastelcivita.com

Grotta del Bue Marino, Sardegna

Difficile dire quale sia la più bella tra le tante grotte turistiche della Sardegna. Quella del Bue Marino (il nome deriva dalla foca monaca) offre un’esperienza diversa: l’ingresso non si trova accanto a un parcheggio ma alla base di una scogliera sulla costa di Dorgali, per cui l’avvicinamento si fa via mare, con barche che partono da diversi punti del golfo di Orosei. Stupiscono i grandi ambienti, le dune sabbiose e le concrezioni.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Aprile 2019

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