Friuli, ecovillaggio Gaia Terra: inizia l'avventura!

A Flambruzzo (Rivignano) di Udine, un'antica fornace sta per trasformarsi in un ecovillaggio: ecco l'intervista alla fondatrice.

05 Maggio 2018

Un’antica fornace di un piccolo paese della Bassa Friuliana si trasforma in ecovillaggio. E’ quanto sta accadendo a Flambruzzo (Rivignano) di Udine, ad opera di Debora Sbaiz, mente, cuore e braccio operativo di “Gaia Terra”.

Il progetto ha matrice sociale: Gaia Terra sarà una fucina di sperimentazioni per creare possibilità alternative di abitare il pianeta Terra unendo sostenibilità ambientale e creatività umana. Per dirla in termini concreti, l’intento è di andare formando una fattoria didattica per adulti. “Laddove c’è un ambiente armonico c’è anche l’armonia della persona” spiega Debora, che vede nel progetto un contenitore di laboratori e corsi, performance e spettacoli.

Gaia Terra vestirà anche i panni della “balera” di paese, dove le famiglie  potranno incontrarsi dalle otto a mezzanotte, anziché da mezzanotte alle cinque del mattino.
Costruire con materiali naturali, coltivare la terra in regime biologico effettivo, alimentarsi in maniera consapevole, creare una rete di vicinato e sostenersi reciprocamente, sono le fondamenta del progetto: “voglio che sia centrale la sostenibilità umana e relazionale nonché ambientale dell’essere umano” precisa Debora.
L’embrione è il luogo fisico, la realizzazione del progetto si spalmerà in dieci anni. Per alimentare lo spirito comunitario verrà avviato un processo di gruppo condotto da una facilitatrice esterna che guiderà le persone a focalizzare il sogno comune. Ognuno sarà libero di collaborare a vari livelli a seconda dell’impegno che è disposto ad offrire e agli obiettivi personali e di gruppo. A breve, Debora inizierà i lavori di restauro di una parte dell’edificio. La maggior parte della struttura coperta rimarrà vuota in attesa di nuove idee, risorse e persone. La parte in restauro sarà sede di un’azienda agricola che si occuperà, oltre che di coltivazione di canapa e di alberi da frutta, di creare percorsi didattici orientati al benessere.
La motivazione di Debora Sbaiz, quarantaseienne originaria di Lignano (Udine), è profonda: “Vicende alterne della mia vita personale mi hanno portata a passare ad una visione di vita individuale ad una collettiva. Dopo la laurea al DAMS, ho lavorato come danza terapeuta per quasi tutta la vita. Sono stata sei anni negli Stati Uniti di cui tre li ho dedicati alla terapia in un ospedale psichiatrico e dal 2003 al 2011 come libera professionista in Italia. Ho compreso che finché non c’è un cambio radicale nella società, la terapia individuale è soltanto una “stampella”, e una stampella fragile. Le persone si curano nella relazione, unite si rigenerano. Insieme con questa consapevolezza ho iniziato ad approfondire i temi della sostenibilità ambientale.

Faccio parte del gruppo organizzatore della Rete degli ecovillaggi del Triveneto, sono permacultrice, ho seguito i principi di Transition Town, ho sperimentato il crudismo, il freeganismo, ho frequentato innumerevoli corsi incentrati sulle strategie di vita alternative a quella consumistica convenzionale. Sono giunta alla conclusione che volevo dare forma ad una realtà di ecovillaggio: ho chiesto l’aiuto di mia madre e, a ottobre dello scorso anno ho comprato questo luogo”.

Debora Sbaiz finanzierà il progetto in prima persona nella fase iniziale: in programma la costruzione di una cucina, del salone, dei bagni. Il piano superiore resterà vuoto in attesa che ciascun partecipante al progetto costruisca a suo piacimento il proprio spazio privato. L’intento della Sbaiz è quello di trasformare gradualmente l’ecovillaggio prima in una cooperativa e, una volta maturo, in un trust o in una fondazione.

La parola chiave è apertura: “chiunque si senta di voler contribuire ad un processo partecipativo di creazione dell’ecovillaggio è il benvenuto” conclude Debora.  

Contatti: debora.sbaiz@gmail.com
Per ulteriori informazioni: www.progettogaiaterra.com

Sul sito si trova l’elenco delle attività in programma per la primavera-estate. Tra gli altri, si segnala la lettura integrale senza interruzioni dal mattino al tramonto a cura di Bruno Crucitti di “Sotto un governo che incarcera ingiustamente, il carcere è anche il vero posto dell’uomo giusto” di Thoreau il 27 maggio, con successivo laboratorio di lettura estrema.

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La vita comunitaria e la condivisione dell'abitare si stanno espandendo sempre di più, non solo all'estero, ma anche nel panorama italiano, che offre un ricchissimo e variegato arcipelago di esperienze, dall'housing sociale ai condomini solidali, dal cohousing agli ecovillaggi.
mette a disposizione la sua attività di ricerca, accompagnandoci in maniera dettagliata all'interno delle varie realtà italiane, da nord a sud, fornendo una scheda dettagliata per ogni progetto, dalla personalità giuridica all'eventuale ispirazione spirituale, dall'organizzazione economica alla dieta scelta. Una guida per farsi un viaggio nelle esperienze comunitarie all'insegna non solo del risparmio economico ma soprattutto di uno stile di vita sobrio e a basso impatto ambientale, basato su relazioni autentiche e di solidarietà. Continua a leggere...

di Martina Tesolin


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