Glori, un paese dove rinasce la comunità

I membri della Segreteria RIVE - Rete Italiana dei Villaggi Ecologici - si sono scoperti accomunati dall'interesse di ampliare la propria conoscenza di quei progetti e gruppi di persone che praticano la sostenibilità in chiave collettiva. Da questo interesse è scaturito un incontro con Glori, borgo ligure che negli ultimi anni ha attratto 15 nuovi abitanti alla ricerca di una vita più semplice, che la Segreteria ha riportato in questo articolo.

26 Febbraio 2020

Al Giardino della Gioia, quando in autunno c’è stato il rinnovamento della Segreteria RIVE, ci è stato chiaro che una delle passioni ed interessi comuni tra noi era quello di conoscere, anche oltre i confini della Rete degli Ecovillaggi, nuovi progetti o gruppi di persone che praticano sostenibilità in chiave collettiva.

Di lì a poco Nicola, un ragazzo di Imperia ora ospite a Tempo di Vivere, ci parla di Glori, borgo in ripopolamento in Valle Argentina, nell’entroterra di Sanremo, e l’andare a Torri Superiore per l’incontro invernale ci dà l’occasione per andarli a conoscere di persona.

Tanti sono i piccoli borghi in Liguria che si abbarbicano sulle alture; la vista mozzafiato salendo per la montagna offre questi piccoli “presepi” che sono quasi abbandonati. La difficoltà di raggiungerli e le inesistenti attività economiche dell’entroterra spingono infatti le persone a scendere sulla costa a vivere e lavorare.

I “nuovi” abitanti di Glori hanno scelto la corrente opposta, spinti dall’amore per la terra e per la pace silenziosa che regna in questa valle dove il castagno convive con la mimosa, sostenuti da creatività, tenacia e voglia di condividere

Via dalla città quindi per inerpicarsi in montagna con un panorama emozionante e un ambiente circostante veramente zen, questo il filo che accomuna la quindicina di adulti, in gran parte tra i 30 e i 40, che hanno scelto di stabilirsi a Glori per le opportunità che vi hanno visto, tra cui in primis la possibilità di vivere in maniera collettiva alcune delle attività del paese pur non avendo bisogno di dichiararsi ecovillaggio o comunità, ma semplicemente un posto dove essere se stessi o, per dirla con il titolo della loro pagina facebook, “the place to be”.

Dopo un’ora o poco più di auto da Torri, ci hanno accolto Julienne, Fabiola e Sara, tre giovani donne di Glori che con simpatia, calore e voglia di mettersi in gioco ci raccontano chi sono. Camminando per i carrugi, stradine che sembrano ferme ad un'altra epoca, scopriamo che loro non vivono insieme ma vicino, e che avendo a cuore ideali comuni mettono in gioco i talenti personali per inventarsi ciascuno la propria via di sostenibilità che danza e si intreccia con i percorsi degli altri. Nella spontaneità nascono progetti da portare avanti per amore dello stare lì: mantenere in ordine e curato il paese, raccogliere olive, aiutarsi a vicenda in piccoli o grandi lavori di ristrutturazione. Hanno costruito anche un forno in terra cruda dove chi vuole può cuocere il pane e che dà al contempo una entrata economica a chi lo produce per poi venderlo in valle. Accanto a questo i nuovi abitanti hanno un autentico amore per il paese di adozione, che li porta a dar vita a diverse attività come feste, mercatini del gratuito e dello scambio, perfino un’Associazione di Promozione Sociale. Questo ha suscitato simpatia ma anche qualche tensione tra i vecchi abitanti, con la paura che si turbasse la loro vita tranquilla.

Ma i ragazzi di Glori non si son fatti bloccare, coniugando la curiosità per le vecchie tradizioni con quelle novità che stanno portando tanto visite su questo borgo e di tanto in tanto qualche nuovo abitante.

A Glori molte delle case rischiano di logorarsi se nessuno le abita e grazie alla presenza di più persone questo paese può continuare a vivere e a diventare più bello e curato, cosa che già si fa notare mano a mano che veniamo accompagnati per le vie.

A breve Sara, assieme al compagno Vincenzo, riaprirà un'osteria che sarà la prima attività economica del borgo dopo tanti anni, dando a tutta la valle un punto di incontro prezioso, e a loro la possibilità di sostentarsi senza dover scendere sulla costa.

Glori è una realtà nuova, dove questo ripopolamento trainato dal passaparola ha appena 3 anni, ma è estremamente vitale. Anche se non è un ecovillaggio in senso stretto è di certo una comunità intenzionale, che magari non condivide una visione esplicitata, ma tante pratiche comuni e mutuo sostegno, amicizie ed entusiasmo, e sentiamo che potrebbe aderire alla RIVE in quanto progetto fatto da più persone che spontaneamente si trovano a condividere ideali e a lavorare insieme per ridare vita a una realtà che altrimenti morirebbe. Quella di vivere in un piccolo villaggio a stretto contatto gli uni con gli altri, dove la solidarietà è fondamentale, dove l’incontro tra anziani e giovani consente di valorizzare gli antichi saperi, dove le famiglie possono crescere i figli in natura senza sentirsi sole, tutto questo può dare un esempio virtuoso a molti ed entrare in un dialogo reciprocamente fertile con altre comunità.

Per saperne di più: http://fb.me/gloritheplacetobe/

di Cristina Evangelisti e Andrea Stagliano


Forse ti interessa anche:

Posta un commento