Rete degli ecovillaggi: condivisione è unione

Si è appena concluso l'incontro invernale della Rete italiana degli ecovillaggi, un momento speciale d'incontro dei rappresentanti delle comunità per condividere storie di vita e confrontarsi sulla direzione associativa.

30 Gennaio 2018

Si è appena concluso l'incontro invernale della Rete italiana villaggi ecologici - Rive , ospitato dalla Fattoria il Rosmarino (Marcon, Venezia) a cui hanno partecipato oltre sessanta persone tra rappresentanti dei gruppi di lavoro della Rive (segreteria, comunicazione, internazionale , gruppo tecnico, economia, Pace , Veri ) e ecovillaggi ed ecovillaggi in costruzione, ovvero quelle realtà comunitarie che stanno sperimentando uno stile di vita collettivo orientato alla sostenibilità. Non si è mai verificata in passato la presenza così numerosa di ecovillaggi all'incontro invernale: ventisei comunità che confermano con la loro partecipazione il bisogno di unità e di mettersi in rete.

Rispetto a tutti gli appuntamenti di Rive, la riunione invernale è riservata chi vive quotidianamente in comunità, con lo scopo di fornire loro uno spazio di confronto focalizzato sulle problematiche e sulle opportunità che questa scelta di vita pone.
Gli ecovillaggi, infatti, pur mostrando caratteristiche anche molto diverse fra loro rispetto allo stile adottato o ai principi ispiratori, hanno in comune alcuni aspetti come ad esempio, le questioni riguardanti l'entrata e l'uscita dei membri, quelle giuridico-amministrative, l'organizzazione interna in cui convivono il lavoro salariato e quello volontario, i conflitti interpersonali, il rapporto con il territorio e la popolazione circostante la comunità, le sfide dell'abitare ecologico che, oltre agli aspetti tecnici, richiama il bisogno di bilanciare spazi privati con quelli comunitari.

I temi scelti ed affrontati in piccoli gruppi durante il fine settimana, sono stati:
- il rapporto tra l'individuo, la famiglia, i bambini e la comunità
- stratergie di economia alternativa negli ecovillaggi
- la separazione, vista da tre prospettive: di chi decide di lasciare la comunità, delle coppie che si lasciano, di chi subisce un lutto
- rafforzamento della rete tra gli ecovillaggi
- ecovillaggi e rapporto con le istituzioni

Di questi argomenti, nei prossimi mesi, si avranno articoli di approfondimento sul sito della Rive.

In plenaria, invece, è stato affrontato il tema del "sacro" e di come gli ecovillaggi e i singoli individui vi si relazionano, specificando come e se la dimensione del sacro è implicata nella crescita personale.
E' emerso subito un bisogno basilare per il buon andamento della discussione: trovare una definizione comune per il termine "sacro". Per questo la parola è stata spogliata dalla connotazione più diffusa, ovvero quella che la attribuisce ad esperienze spiritual-religiose. Tutti sono stati concordi nel riconoscere che l'esperienza del sacro è propria dell'essere umano anche se definita, vissuta o manifestata sotto diverse forme. Così la discussione ha trovato un piano comune di confronto sgombro di dogmi, dove l'apertura verso ciò che non è noto, la presenza intesa come attenzione al qui e ora e a quello che sto facendo, la coerenza tra pensiero, sentimento e azione, la consapevolezza, il rispetto e la fiducia sono state citate più di una volta per descrive la propria esperienza rispetto al sacro.  

Dal sacro si è passati al "profano": la domenica, l'assemblea si è concentrata sul tema "Rivecrazia", ovvero sul processo di ridefinizione della struttura organizzativa Rive. Rive da quasi due anni, infatti, sta comparando la Sociocrazia, un modello organizzativo mutuato dal mondo dell'imprenditoria, al modello organizzativo consuetudinario creatosi in associazione nel corso del tempo. Nella sua evoluzione, la Sociocrazia - in particolare la Sociocrazia 3.0 - è stata riformulata per essere di sostegno per le grandi organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro. Per questo Rive si è sperimentata sul modello 3.0, del quale ha potuto verificarne i benefici ma anche riscontrare criticità che andavano a scontrarsi con alcuni principi e modus operandi preesistenti e ritenuti validi nell'associazione.
Così, il Consiglio direttivo e i gruppi di lavoro attivi in Rive, coadiuvati dalle socie esperte in Sociocrazia Genny Carraro e Simona Straforini, hanno avviato un processo di adattamento, tutt'ora in corso, del modello originale alle peculiarità dell'organizzazione. Per questo, oggi, si sente parlare di "Rivecrazia". In estrema sintesi, è stata analizzata la struttura organizzativa Rive, definite le criticità e la direzione dei flussi di comunicazione, nonché individuati i rappresentanti dei gruppi di lavoro e il piano strategico biennale di Rive utile a convogliare tutte le energie dei gruppi in un'unica direzione condivisa. La sperimentazione sarà posta a verifica probabilmente già nella prossima primavera, da cui uscirà un quadro sempre più definito di "come" vivere al meglio l'esperienza associativa. Uno degli intenti principali di questo lavoro è lasciare a chi ricoprirà cariche attive in Rive nel prossimo futuro, un'organizzazione chiara, trasparente e sempre più inclusiva, limitando l'allontanamento dai principi fondamentali per cui è nata, un pericolo in cui incorrono tutte le organizzazioni in rapida crescita.
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La vita comunitaria e la condivisione dell'abitare si stanno espandendo sempre di più, non solo all'estero, ma anche nel panorama italiano, che offre un ricchissimo e variegato arcipelago di esperienze, dall'housing sociale ai condomini solidali, dal cohousing agli ecovillaggi.
mette a disposizione la sua attività di ricerca, accompagnandoci in maniera dettagliata all'interno delle varie realtà italiane, da nord a sud, fornendo una scheda dettagliata per ogni progetto, dalla personalità giuridica all'eventuale ispirazione spirituale, dall'organizzazione economica alla dieta scelta. Una guida per farsi un viaggio nelle esperienze comunitarie all'insegna non solo del risparmio economico ma soprattutto di uno stile di vita sobrio e a basso impatto ambientale, basato su relazioni autentiche e di solidarietà. Vedi il libro!

di Francesca Guidotti


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