Ari: «Basta con un’agricoltura schiava di input fossili e fertilizzanti chimici»
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«La crisi in atto, la chiusura di Hormuz, i prezzi di fonti fossili e fertilizzanti chimici alle stelle ci indicano chiaramente che il modello di agricoltura intensiva attuale non è sostenibile: la transizione agroecologia è un imperativo»: così l’Associazione Rurale Italiana.
«Questa crisi non è un episodio congiunturale: è uno shock strutturale che mette a nudo la vulnerabilità del modello agricolo dominante, fondato sulla dipendenza da input fossili e da mercati globali fuori controllo – spiegano dall’associazione dei contadini indipendenti – Chiediamo al governo misure immediate e proporzionate: un fondo emergenziale per le piccole aziende, la sospensione delle scadenze fiscali e contributive del settore, e un piano pluriennale di riduzione della dipendenza da fertilizzanti di sintesi. La transizione agroecologica non è più rinviabile: è la sola risposta strutturale a crisi come questa».
Il riferimento è al conflitto in corso contro l’Iran, che sta producendo effetti devastanti sull’agricoltura italiana. L’Associazione Rurale Italiana ha analizzato i dati aggiornati al 14 aprile scorso su energia, fertilizzanti, carburanti e commodity: «il quadro che emerge è quello di una crisi strutturale che colpisce il settore nel pieno della stagione produttiva primaverile» spiega Ari, che evidenzia come il prezzo del gas naturale europeo (TTF) abbia registrato un «aumento del 117% in poche settimane» che «si trasmette direttamente ai fertilizzanti azotati» utilizzati nell’agricoltura industriale intensiva. Alle stelle anche il prezzo del gasolio agricolo».
Su questo fronte si è espressa anche Demeter, ente certificatore dell’agricoltura biodinamica che aveva sottolineato come questo approccio possa rappresentare una soluzione possibile poiché non utilizza per nulla fertilizzanti chimici.
LETTURE UTILI
L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;
L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

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MANGIARE È UN ATTO INTELLIGENTE
In questo libro, l’attivista e scienziata Vandana Shiva ci aiuta a comprendere a pieno quanto il cibo è la chiave dell’esistenza, il filo che intesse la rete di tutte le forme di vita, indivisibile dalla Terra e dai suoi sistemi naturali. Quando questa interdipendenza si rompe, si creano le condizioni per quello che l’autrice chiama il “disordine metabolico” del cambiamento climatico e di innumerevoli altri squilibri ecologici. Vandana Shiva rivela le minacce poste dai cibi falsi e ultra-lavorati, tra cui i pericoli per l’ambiente, l’aumento delle emissioni di gas serra, la salute degli animali e la nostra salute e sicurezza alimentare.
L’autrice prende una posizione forte, sostenendo con urgenza e passione un futuro alimentare e climatico basato sulla rigenerazione naturale della biodiversità in collaborazione con il pianeta che ci ospita

