Ravenna, ricorso al Tar contro la “passatoia” nella riserva delle dune
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L’associazione Animal Liberation, con il supporto di Italia Nostra sezione di Ravenna, ha depositato un ricorso al TAR Emilia Romagna per chiedere l’annullamento del progetto della “passatoia” sulla riserva dunale del ravennate.
Peraltro, spiegano i ricorrenti, «i mezzi sono al lavoro in periodo di nidificazione e siamo sulla duna più preziosa dell’alto Adriatico, la Riserva Naturale dello Stato “Duna di Porto Corsini”. Un luogo pressoché privo di impatto antropico, l’unica duna in crescita di un’Emilia Romagna flagellata dall’erosione, con habitat protetti e rari per quasi quattro ettari, e ora verrà messa a sfruttamento per scopi turistici».
«Il progetto, con fondi PNRR, va avanti – spiegano i ricorrenti – Il tracciato alternativo, interno alla pineta, indicato dai Carabinieri Forestali nel 2023 è già stato da poco realizzato ricalcando quello esistente, e quindi il progetto “Parco Marittimo” per Marina Romea e Porto Corsini poteva ritenersi funzionante e concluso».
Le associazioni fanno anche riferimento al fatto che «la variante al progetto iniziale non cambia la sostanza – proseguono i ricorrenti – Sul progetto iniziale, quasi un chilometro di passerella a filo duna e senza parapetti, utile per lasciar scorrazzare su vegetazione protettissima, lordare di rifiuti e salire e scendere per recarsi a mare o passeggiare tranquillamente sulle dune come succede per le passerelle del Parco Marittimo già realizzate, Italia Nostra e WWF presentarono un ricorso nel 2023».
«La variante ripropone la stessa passerella, solo un po’ più corta, e sempre attraversando la Riserva Naturale – scrivono ancora i ricorrenti – Inoltre, connettendo in maniera ben visibile e facilmente percorribile il passaggio verso la duna, con tanto di belvedere finale per la sosta da 50 metri quadri proprio nelle zone dove si rifugiano i pulcini di avifauna, con quello interno alla pineta, si dà il via a un aumento della pressione antropica sulla duna, prima transitata solo dai pochi che conoscevano il passaggio e lo usavano per recarsi alla spiaggia libera frontistante la duna stessa».
Le associazioni segnalano anche che esemplari della flora selvatica protetta dalla legge regionale 2 del 1977 e dalle normative europee sono stati «durante il passaggio dei mezzi i quali, in periodo vietato dal progetto approvato che prevede uno stop al 15 marzo per riproduzione della fauna selvatica, operano sulla Duna di Porto Corsini con benne, trivelle e motoseghe». «Il sito rappresenta la stazione principale della popolazione della specie floristica danneggiata dopo che l’altro sito, a Casalborsetti, è stato distrutto da erosione e ingressione marina – proseguono i ricorrenti – Le piante sono ora in piena fioritura, e infatti il periodo dei lavori è assolutamente non previsto dal progetto approvato». «Non si capisce come sia possibile assistere alla distruzione della natura protetta nei siti ad essa appositamente dedicati, fuori dai tempi massimi consentiti, e in base a quale urgenza sia stata autorizzata la deroga, se non quella di favorire in tutto e per tutto i lavori, e non certo la difesa del prezioso sito che compete agli enti pagati per questo».
Foto: Animal Liberation/Italia Nostra Ravenna
LETTURE UTILI
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«Fratini d’Italia» è un reportage a fumetti sulla stagione di nidificazione del Fratino: racconta la storia minima di resistenza di questo minuscolo ma determinato cittadino delle nostre spiagge, che reclama il suo diritto di residenza insieme alle tante specie viventi esiliate dall’industria balneare. Negli ultimi anni in Italia la sua popolazione è dimezzata, ed è quindi considerata una specie in pericolo di estinzione. Per questo il Fratino è diventato un simbolo dell’ambiente costiero e del movimento per la sua tutela. Centinaia di volontari fanno l’impossibile per proteggerne le uova e i pulcini: riuscirà il Fratino a sopravvivere nel più inospitale degli habitat, la riviera italiana nel bel mezzo della stagione balneare?

